26 apr 2008

sesso, consolazione della miseria!



sesso, consolazione della miseria!
la puttana è una regina, il suo trono
un rudere, la sua terra un pezzo di merdoso prato,
il suo scettro un borsetta di vernice rossa;
abbaia nella notte, sporca e feroce come un'antica madre:
difende il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno a frotte, gonfi e sbattuti, con i loro baffi
brindisini o slavi, sono capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affaridi cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
prole d'ordine: il mondo , escluso, tace
intorno a loro, che sene sono esclusi,
silenziose carogne rapaci.

Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c'è più legge, nasce un nuovo
onore dove onoreèil disonore....
Nascono potenze e nobiltà,
feroci, nei mucchi di tuguri,
dei luoghi sconfinati dove credi
che la città finisca, e dove invece
ricomincia, nemica, ricomincia
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli,
che coprono interi orizzonti.

Nella facilità dell'amore
il miserabilesi sente uomo:
fonda la fiducia nella via, fino
adisprezzarechi ha altra vita.
I figli si gettano nell'avventura
sicuri d'essere in un mondo
che di loro,del loro sesso, ha paura.
La loro pietà è nell'essere spietati,
la loro forza nella leggerezza,
la loro speranza nel non avere speranza.

Pier Paolo Pasolini

25 apr 2008

come si vive

dopo questa mezzanotte...

Maschere


per realizzare traguardi e ambizioni

per superare gli ostacoli e raggiungere uno standard elevato

per far crescere l'autostima mettendo a frutto il mio talento

per superare le resistenze

per avere controllo e influenza sugli altri

per difendermi

per difendere il mio spazio psicologico

per affermare il mio io

per avere attenzioni

per essere guardata e ascoltata

per eccitare, stupire , affascinare, scioccare, incuriosire, divertire, intrattenere o sedurre gli altri

per essere libera dalle restrizioni della società

per fare resistenza alle coercizioni e alle costrizioni

per essere indipendente ed agire seguendo i miei desideri

per sfidare le convenzioni

per evitare il dolore

per cancellare le umiliazioni subite con nuove azioni

per mantenere il rispetto di me stessa

per reprimere la paura

per superare la debolezza

per essere parte di

per risultare attraente ed essere felicemente corrisposta

per conversare in modo amichevole, per raccontare storie, scambiare sensazioni, idee, segreti

per comunicare, conversare

per ridere e fare scherzi

per guadagnarsi l'affetto dell'altro desiderato

per sapere accettare e rimanere fedele all'altro

per godere dei rapporti sessuali con l'altro

per nutrire, aiutare, proteggere, coccolare, consolare, sostenere, curare o guarire

per essere nutrita, aiutata, protetta, coccolata, consolata, sostenuta, curata o guarita

per dare vita ad un piacevole, durevole, solidale reciproco rapporto con l'altro, tuo pari

per essere perdonata

per essere amata

per essere libera


una me che non ho mai conosciuto,
il volto impresso sul rovescio della mia mente.


per favore aprite le tende


...

24 apr 2008

λόγος, λέξη



    Ovvero le parole di cui ho paura....Non è mia abitudine perdermi in chiacchiere sulle cose - per fortuna a conti fatte poche - che io trovo brutte, dolorose o traumatiche (tipica tara da intrattenitrice radiofonica) ma - e perdonatemi se lo faccio a spese di chiunque leggerà questo post - tocca proprio sfogarsi di tanto in tanto. Lo diceva sempre mamma - Non venire da me, piangendo, a dire che ti hanno tirato uno schiaffo. Forse avevano torto, forse ragione. L'unica cosa che so per certo è che eri a portata di mano.- poi aggiungeva - ti voglio bene - e gli stronzi tornavano ad essere un ricordo. La fiducia negli altri restava. E' il mio dono innato, uno stato prezioso da difendere e da dedicare - pensavo e penso - a persone migliori.
    Cresciuta in una famiglia dove amore è talvolta non capire, non conoscere, intuire e amare in silenzio senza troppe analisi del come e del perchè, è inutile negare che la sopravvivenza nel mondo reale mi ha sempre creato diversi problemi.
    Giunti alla fine di questo bellissimo e faticoso aprile, prima di partire per una spero calda toscana segno un promemoria delle parole di cui diffidare e dei perchè ...

  • condivisione, la cerchiamo tutti - soprattuto in amicizia e amore - ma chi ne parla spesso o ne fa un manifesto, di solito, sta solo creando uno spazio in cui svuotare tutte le sue più indegne frustrazioni e inutili logorroiche pippe mentali, con la scusa più o meno dichiarata della estrema sincerità e trasparenza.Il tutto naturalmente a spese tue, ma sono dettagli.

  • percorso, in bocca ad un attore o ad un artista al di sotto dei trentacinque anni ne determina irrimediabilmente il carattere debole, mediocre,privo di fantasia.
  • livello artistico, definizione ridicola e cacofonica tipica di chi non può, per vergogna o finta umiltà, definirsi tale.
  • dinamica di scontro, piccola trappola linguistica che di solito è seguita o accompagnata da una serie di regole del buon confronto, un paio di concetti ridicoli sul "non uso" delle amate parolacce di cui io sono grande fan e da una spruzzatina di buonismo...così, tanto per introdurre le formule standard al punto che segue...
  • tutti i "constato che" "noto che" ad inizio discorso o frase, termini di stampo politico, se usati in amore, vengono utilizzati per impostare in modo apparentemente distaccato un discorso.in pratica è il fumo negli occhi di chi sta per tirarvi un cazzotto in piena faccia. da vigliacco, a mani basse
Forse comincerò a fare largo uso di queste frasi, parole e formule...per dargli un nuovo volto.
Le parole, a differenza dei molti bipedi che mi hanno preso a schiaffi per superbia o paura in passato, meritano nuove opportunità, nuovo sentimento e nuove idee.
Ad ogni modo intanto promuovo mia madre a Visionaria del giorno e la voto come donna migliore del secolo.

23 apr 2008

come si muore

intorno alla mezzanotte...

22 apr 2008

novità del giorno...

....colta fresca fresca sul web...che dire!? mi piace....

21 apr 2008

X - men



Li ho visti tutti questa notte con una faccia simile a questa qui!

X-Men (2000) diretto da Bryan Singer
X-Men 2 (2003) diretto da Bryan Singer
X-Men: Conflitto finale (2006) diretto da Brett Ratner

La pellicola prende ispirazione dall'omonima serie a fumetti edita dalla Marvel Comics, creata nel 1963 dallo scrittore Stan Lee e dal disegnatore Jack Kirby.
Fra gli attori principali, Patrick Stewart nel ruolo dell'idealista Professor Xavier,
Ian McKellen in quello della sua nemesi Magneto ed i due all'epoca poco conosciuti
Hugh Jackman e Halle Berry, nei ruoli rispettivamente di Wolverine e di Tempesta.


Talvolta ho la netta sensazione che tutta la mia preziosa infanzia passata tra arie d'opera e sinfonie, spartiti da suonare e libri e film vecchi, ma proprio vecchi, da collezionare mi abbia in realtà distratto da piccole perle e grandi gioie.
Ad esempio: io i fumetti non li ho mai letti!
Intorno ai sedici anni, alle porte del "rincoglionimento da maschi"(a me è arrivato tardi!) che poi mi avrebbe condotta alla paralisi mentale per circa quattro anni, mi appassionai per un breve periodo a Dylan Dog ma ormai avevo l'età giusta per uscire e truccarmi, per sperimentare diete, baci e strategie da femmina della specie quindi, a malincuore, anche l'affascinante dylan fu accantonato per imparare un pò a vivere!
Sarà per questo che oggi, dopo aver abbondantemente recuperato le letture e lo studio perso negli anni della adolescenza lobotomizzata avverto un fisico, tangibile e reale porcogusto quando mi ritrovo a scoprire con stupore personaggi del mondo dei fumetti,leggendari, incredibili, invincibili, mascherati o mutanti che siano.
Insomma ci vado pazza!
Mi appassionano, mi costringono a vedere qualcosa che altrove non si vede.
La musica lirica ad esempio ti dà la percezione di quanto e cosa può arrivare a fare un essere umano.
Ma, insomma un fumetto o le storie che da esso vengono fuori se ne fregano altamente delle leggi di natura, ci ridono su sul fatto di essere UMANI...perchè in fin dei conti chissenefrega se un uomo non può volare, io gli disegno le ali e ciao! siamo tutti VERAMENTE tre metri sopra il cielo e non ci sono Step, gare di motociclette o Moccia che tengano!
Ed io impazzisco.
No, dico mi son sparata la monografica degli x-men in una notte e mi sono divertita come non mi capitava da SECOLI!
Con tanto di ironie e pensierni del caso....perchè wolvering sarà anche l'eroe incontrastato ma ...insomma pure Tempesta non è una mezza sega!
....e vogliamo parlare di Mistica????
....ed è bello constatare che da Star Wars agli X-Men c'è sempre un "maestro yoda" che ne sa a pacchi e per cui fai il tifo tutto il tempo!
Anche se, va detto, questa è l'unica grande delusione degli x-men....insomma dai ammettiamolo, non so come era nei fumetti, ma 'sto xavier nel film è davvero uno sfigato!
Sta sempre nei guai e pure essendo il più forte di tutti c'ha sempre qualcuno che lo controlla e rischia di fargli ammazzare tutti i mutanti o tutti gli umani....e per fortuna che lui è il maestro!
Dice cose carine certo ma insomma talvolta mi veniva il dubbio che avesse ragione Magneto...
nota di colore: la piccola Anna Paquin, premio oscar di "lezioni di piano", è cresciuta e la si ritrova in questo film come creatura dal dono malefico e triste...tanto che deciderà di farsi curare...poretta è dura non toccare le persone, specie quelle che ami.


Ad ogni modo, dopo la Visionie degli X -Men vorrei fare una richiesta ufficiale:

quando muoio ( ma anche tra qualche anno!) offro il mio corpo per esperimenti di mutazione
e se proprio non vi riesce di farmi diventare tutta BLU come Mistica
io m'accontento pure di un poterino minore tipo quello del teleporta o della tipa molto metallara che c'ha le onde d'urto nelle mani!



ecco questa pianta mutante l'ha fatta la natura che ...detto inter nos....disegna quasi meglio della Marvel....

20 apr 2008

domenica dilaniata....

Presi la bottiglia ed andai in camera mia.
Mi spogliai tenni le mutande ed andai a letto: era un gran casino.
La gente si aggrappa ciecamente a tutto quello che trova : comunismo, macrobiotica, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura scrittura, scrittura, scultura, composizione, campeggio, yoga, scopare, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Buddha, Cristo, succo di carota, suicidio, vestiti, aerei, NYC, e poi tutte queste cose sfumano e non resta niente.la gente deve trovare qualcosa da fare mentre aspetta di morire.
Era bello avere una scelta: io l'avevo fatta da un pezzo la mia scelta.
Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia.
I russi sapevano il fatto loro.

C. Bukowski

18 apr 2008

Giro di boa!




Special thanks to:











Yurj per il restyling del sito ...


e per quelle tre/quattromila dritte su codici html e altri codicilli appartenenti al misterioso linguaggio informatico ...
lui lo trovate qui:



Efesto per il restyling dello spirito....

"Non vorrei disturbare l'universo.
gradirei, se possibile,
sconfinare in silenzio
col passo lieve dei contrabbandieri
o come quando si deserta una festa.
Arrestare senza stridori
lo stantuffo testardo dei polmoni,
e dire al caro cuore,
mediocre musicista senza ritmo:
- Dopo 2,6 miliardi di battute
sarai pure stanco; dunque, grazie e basta -.
Se possibile, come dicevo;
Se non fosse di quelli che restano,
dell'opera lasciata monca
(ogni vita è monca),
delle pieghe e piaghe del mondo;
se non fosse dei carichi pendenti,
dei debiti pregressi,
dei precedenti inderogabili impegni.

Primo Levi,10 Dicembre 1984

14 apr 2008

Il labirinto del fauno


Versione assolutamente americanizzata del ben più noto "Marcellino pane e vino" questo film è il primo (spero di una lunga serie) Visionato Su Richiesta di questo blog e quindi merita non solo una cura estrema nel trattarlo ma anche e soprattutto un senso di responsablità altra...diversa.


Sarà bene dire una volta per tutte che questo blog non nasce con nessun intento particolare se non quello di:


1. ricordarmi un pò la lingua italiana SCRITTA
2. farmi riassaporare il piacere di parlare/scrivere di quel che mi va senza logiche di mercato o di target, senza freni o censure che non siano direttamente indicate dal mio gusto e dal mio umore
3. portare avanti un lavoro (iniziato circa tre anni fa con una trasmissione radiofonica dal nome "Visioni") di "catalogo" di film visti, con relativi dati, appunti personali e , ben presto tanto per darvi un'anticipazione, note per quanto riguarda le amate colonne sonore.
4. sperimentare infine il tanto decantato mezzo tecnologico e sue relative regole, sistemi, codici e linguaggi.




Me ne strafotto di sembrare anche solo vagamente competente in ambito di "critica" cinematografica ma devo ammettere che la richiesta di un ospite a visionare un film mi lusinga e quindi ho dato l'assoluta precedenza alla pellicola di Guillermo Del Toro.

Tre Premi Oscar nel 2007:
miglior fotografia - Guillermo Navarro
miglior scenografia- Eugenio Caballero e Pilar Revuelta
miglior trucco - David Martí e Montse Ribé

intanto piccola scheda.....

IL LABIRINTO DEL FAUNO

REGIA: Guillermo DEL TORO
PRODUZIONE: Mex/Spa/U.S.A.
DURATA: 114'
INTERPRETI:Ivana Baquero, Sergi López, SCENEGGIATURA: Guillermo Del Toro
MUSICHE: Javier Navarrete
Come dicevo all'inizio, la prima grande somiglianza che questo film si porta nel DNA è con "Marcellino pane e vino"(1955 - di Ladislao Vajda, guarda caso spagnolo anche lui!) film per cui ho pianto credo un paio di mesi quando avevo 10 anni!

Direi che è la sua versione atea, particolare questo che ho molto apprezzato..
Ad ogni modo sono passati degli anni per me (19 per la precisione) e per il cinema (52 a spaccare il capello!).
Così 'sta volta la storia della bambina (pura per legge di natura) che abbandona il mondo (impuro per la stessa spietata legge) nel pieno del trionfo grazie al potere della fantasia, della poesia e della divina bellezza della fede non mi ha fatto piangere.
Sul momento, appena finito il film, mi sono ritrovata a far considerazioni poco poetiche e molto razionali.

Due le cose che mi hanno colpito: il linguaggio e la modernità.
I cazzo, merda , stronzo etc. sono abituata a sentirli nei film d'azione ma non me li aspetto in una favola.
E non mi aspettavo nemmeno una sequenza che molto ricorda "Irreversible"- 2002,Gaspar Noè -(e non parlo del patetico - quanto goduto, visto come recita male - stupro della Bellucci ma di uno scatenato Vincent Cassel con un estintore in mano che distrugge il volto del presunto stupratore!) quindici minuti prima di vedere il più affascinante fauno mai visto sullo schermo (...perchè nella vita invece ne ho visti di migliori,ehehehe!)

C'è qualcosa a mio parere di molto onesto nel film e nelle intenzioni del regista.

E' come sentir parlare qualcuno di politca ed un secondo dopo di chi ha vinto lo scudetto e qualche ora dopo di cosa si mangia e poi magari dove si va a bere una cosa.
Lui è vero, sono io troppo abituata al perbenismo scontato dei film e di come vanno girati per accettare da subito che violenza e favola non sono in contraddizione, che un fantasy può essere anche estremamente reale.
Non potevo commuovermi, ma ho dovuto ammettere a me stessa che se non avevo visto una favola in tutto e per tutto, e non avevo nemmeno visto un film storico fatto a regola d'arte, in realtà avevo ascoltato la voce limpida di qualcuno che vive il mio stesso secolo e che , come me, può permettersi di mescolare, contaminare o semplicemente affrontare più temi e stili all'interno di un unico discorso!!!

Così razionalmente ho potuto fare pace con il Visionato ed ho cominciato ad affrontare la questione sentimentalmente....

Il film mi ha lasciato fredda per tanti motivi: la struttura non classica mi spingeva fuori dalla parte poetica.
Ed il mio spirito, troppo sensibile al fascino della favola, avrebbe voluto la parte reale sempre un pò più fuori dalle palle di quanto poi in realtà fosse ...così, mi sono vista privare della possibilità di piangere per tutta la bellezza della vera protagonista del film, oltre alla bravissima Ivana Boquero, Ofelia nella storia, dodicenne di impressionante bravura e bellezza, e sto parlando della NATURA.
No, perchè uno non sceglie un FAUNO per caso!
Ve li ricordate i fauni sì?!?
In mitologia greca sono associati ai satiri...mezzo umani e mezzo capre, con le corna, grossi beoni ed ottimi musicisti.Suonano il flauto e ...la tromba! I più beceri per una volta si potranno sentire intelligenti poichè era esattamente quello che stavate malignando che intendevo...sì, i fauni hanno una caratteristica fondamentale per cui risultano mooooolto simpatici alle ninfe della mitologia e a tutte le ninfette della realtà...un vistosissimo fallo in erezione quasi perenne!!! una figata assoluta eheheheh mi verrebbe da dire!!!
Comunque....oggi mi è capitato di vedermi regalati due piccoli fiori, di un arancione disarmante e immediato il pensiero è andato a quei segni che la principessa del "labirinto del fauno" ha lasciato sulla terra.
Segni impercettibili ai più ma visibili per chi li cerca tra le foglie, i fiori, gli alberi, i boschi e tutte le belle forme che questa incredibile, quanto perseguitata, natura ci offre.

Una bambina che permette ad un albero di tornare a fiorire e una radice che vuole diventare umana e fa il bagno nel latte freddo e chicchi d'uva golosi ed invitanti e grossi rospi (ma davvero quello è il tuo amico ennio, Oreste?...consiglio per lui una dieta mooolto zen!) sono poi quel che di questa storia mi resta negli occhi, nei sogni e nell'immaginario.

Di più come al solito non solo non serve ma non mi interessa.


























10 apr 2008

Big Fish


Perchè quando si parla di padri io non ci capisco più niente,
sarà bene che vi avvisi che questo film già dopo 13 minuti di Visione aveva
conquistato il mio interesse, la voglia di emozionarmi e la disponibilità
a non distrarmi nemmeno per un istante.





Detto questo...





Io non so se o in che quantità c'è bisogno di dire la verità nella vita.


Non l'ho mai capito e temo che , per ragioni assolutamente impossibili da spiegare, non lo capirò mai.


E' vero...capita anche a me...talvolta la percezione di una bugia o di un racconto eccessivamente romanzato può sfastidiare, per non dire deludere, per non dire che fa incazzare, per non dire che ti senti preso in giro.


Insomma è giusto pretendere la verità, quello che veramente non ha senso è pretendere che la verità sia unica, che esista una sola versione dei fatti ed un solo possibile modo di raccontarli.


Se fosse davvero così probabilmente gli stessi telegiornali, che dovrebbero (ahahaha ma di sti tempi chi ti crede?!?!...) far cronaca, non avrebbero ragion d'essere.


Per non parlare ovviamente di film, documentari, cortometraggi, libri, spettacoli, musical etc.etc.


Insomma addio tutto, addio arte, addio varietà di stili, linguaggi e punti di vista, addio unicità.


Nella tenerezza strabordante di questo film la capacità di narrare e l'incapacità di saper ascoltare la fanno da padroni...e quale il miglior narratore della vita di un bambino se non suo padre?


Mi riempie di gioia capire come nemmeno volendo potrei raccontarvi questo film.


Ed è proprio dentro questa impossibilità che abita il valore di tutta la storia.


Sono incline a vederlo come il più grande film di Tim Burton!

(e scopro soltanto dopo aver visto il film che ce lo definiscono tutti...eheheh arrossisco di vergogna!)


E precisando che, se siete come me, è consigliabile farsi trovare muniti di una bella quantità di fazzoletti prima della fine, vi invito a mollare all'istate questo insulso tentativo di descrivere qualcosa di bello e prezioso e di correre a vedere "Big Fish"...


gioia a voi!












8 apr 2008

Alternative....


...al grigiore quotidiano della politica!

notte insonne


Qualche volta ho il coraggio di chiedere alle persone che con me e di me respirano la quotidianità se davvero ci sono.
Lo faccio sbagliando spesso tono, tempi e modi, lo faccio solo quando davvero sento che niente è come dovrebbe essere, lo faccio sperando e sognando l'abbraccio caldo delle cose vere.
La carezza di un padre, la concentrazione, la dedizione e lo sforzo dovuto ad un figlio piccolo o ad un cucciolo.
Ma io non sono un neonato, nè un cucciolo di qualsiasi specie e non sono un genitore affettuoso e paziente.
E così mi capita di offrirmi alla pochezza ed ai limiti miei e di chi mi sta accanto.
Come fosse inevitabile conoscere ciò che non c'è, che non si può avere, nè pretendere...a volta nemmeno nominare.
E divento tristezza e lacrime senza conforto
vento e vuoto
ombra e senso di vertigine...E' la pena a cui mi offro spontanea
dopo aver costruito un mondo rigido di parole e suoni attorno a me
dentro cui affogare, essere fraintesa, equivocata, confusa con il rumore caotico che io stessa contribuisco a creare.
Non resterò per sempre qui
ma sarò per sempre così
e questa notte nulla può consolarmi.

4 apr 2008

Vatel

Vatel
Regia: Roland Joffé
Soggetto: Jeanne Labrun
Fotografia: Robert Fraisse
Scenografia: Jean Patrick Godry
Costumi: Eric Perron e Suen Mounicq
Musica: Ennio Morricone 
Durata: 117'
Con Gerard Dépardieu, Uma Thurman, Tim Roth, Julian Glover, Julian Sands


Lo sfarzo, il lusso, lo spreco ed infine la bellezza solo superficiale sono non solo il tema del film ma anche gli strumenti con cui è stato costruito.....

Lo sfarzo dei costumi, il lusso delle scenografie, lo spreco di un cast geniale e la bellezza solo superficiale di un film che nulla aggiunge e nulla toglie a quello che già sapevamo della corte francese e dei suoi piccoli grandi giochi di potere.

Se come me avete una insana passione per quel periodo storico potete ovviamente concedervi un film che esteticamente merita un grosso rispetto ma che è privo di qualsiasi spessore.
Del resto, documentandomi sul personaggio realmente esistito sono riuscita a tirar fuori comunque una ricetta per me poco utile dato che detesto i dolci ma spero gradita a chiunque leggerà il post in un momento di calo di zuccheri...




François Vatel e la crema Chantilly

clicca per ingrandire
François Vatel (1631-1671)

François Vatel fu al servizio del sovrintendente alle finanze del regno di Francia Fouquet e del principe di Condé, preparando per loro banchetti spettacolari e gustosissimi. 
Pare che sia stato anche l’inventore della crema Chantilly, panna montata e zuccherata dall’inimitabile leggerezza, senza dubbio fra le migliori creme utilizzate per farcire e decorare i dolci, così battezzata in onore dal castello omonimo, feudo del Principe di Condé. 
Vatel è passato alla storia non solamente per la sua creatività, ma anche per il suicidio che si dette nel 1671 durante la visita di 
Luigi XIV alla residenza di Chantilly. 
Questo il racconto riguardante la cronaca dell’evento, rielaborato da uno scritto di Marie de Rabutin-Chantal marchesa di Sévigné. 
Il re Luigi arrivò il giovedì sera. La caccia, le lanterne, il chiaro di luna, lo spuntino in un luogo coperto di giunchiglie, tutto andò nel migliore dei modi. 
Gli ospiti si misero a tavola, ma poiché v’erano più commensali del previsto, non bastò l’arrosto per tutti, e ciò sconvolse Vatel che disse a più riprese: 
- L'onore è perduto, è un affronto che non posso tollerare - . 
Dopo poco rivolgendosi a Gourville asserì: 
- Mi gira la testa, non dormo da dodici notti, aiutatemi a impartire gli ordini - . 
Gourville gli diede tutto l’aiuto possibile, ma l’arrosto che era mancato, sebbene non al re, ritornava sempre alla mente del cuoco. 
Scese la notte, i fuochi d’artificio costati sedicimila franchi non riuscirono, perchè coperti da una nuvola. 
Alle quattro di mattina Vatel, aggirandosi nel palazzo addormentato, incontrò un fornitore con due piccoli quantitativi di pesce. 
- Tutto qui? – domandò. 
- Sissignore - rispose l’altro. 
Passò del tempo e, non vedendo arrivare i rifornimenti di pesce ordinati da tutti i porti, Vatel iniziò a disperarsi. 
Al culmine della sua agitazione incontrò Gourville al quale farfugliò prostrato: 
- Temo signore, di non sopravvivere a questo affronto. Ne va del mio onore e della mia reputazione - . 
Gourville non diede importanza a queste parole, ma l’altro salì in camera sua, appoggiò la spada alla porta e si trapassò il petto. 
Proprio mentre Vatel cadeva privo di vita, cominciarono ad arrivare cesti di pesce in abbondanza… 



Fragoline di Vatel alla créme Chantilly
Ingredienti 
Panna fresca – zucchero a velo – vanillina – fragoline di bosco – foglie di menta 
Ricetta 
Prendere della panna e sbatterla energicamente, unendo dello zucchero a velo passato al setaccio. 
Quando la panna comincerà ad apparire soffice, aggiungere della vanillina e continuare la lavorazione affinché il composto raggiunga la giusta consistenza; lasciare riposare in frigo. 
Lavare accuratamente delle fragoline, asciugarle, adagiarle in delle coppette, e ricoprirle della créme chantilly. 
Servire questa ghiottoneria guarnita con piccole foglie di menta. 




28 mar 2008

L'innocenza del peccato


L'innocenza del peccato
Un film di Claude Chabrol.
Con Ludivine Sagnier, François Berléand
Durata 115 minuti.
TRAMA
Una giovane e ambiziosa conduttrice televisiva viene sedotta da un maturo scrittore sposato. Egocentrico e sensibile alle belle donne, l'uomo ne fa un'amante esperta e focosa e la introduce ai giochini viziosi del jet set parigino. Ma la passione, si sa, è volubile. Specie se la differenza d'età è abissale, lui è accecato dal narcisismo e dall'egoismo e lei è infantile e in preda agli slanci totalizzanti del primo grande amore. Quando viene abbandonata dall'anziano amante, la ragazza si consola tra le braccia di un giovane miliardario psicologicamente instabile da tempo innamorato di lei e arriva addirittura a sposarlo. E a questo punto il solito stucchevole triangolo altoborghese sfocia in tragedia…




Sta volta la trama l'ho copiata pari pari e comincio subito a parlarne con voi.
Allora allora...tre temi sopra ogni cosa....

L'amore, il sesso e le influenze della distanza culturale e anagrafica nei precedenti due campi ...
Perchè ahi voglia a dire che l'amore non ha età e non conosce confini di lingua, razza, cultura, etnia e bla bla...
La Distanza, in qualunque sua forma, pesa eccome a mio parere.
Sempre.
La distanza culturale è l'elemento che fa la felicità o l'infelicità di una coppia...non conosco passione o amore che non sia generosamente alimentato dalle differenze (e ovviamente quindi dalle similitudini) culturali.
E sia chiaro per "culturale" non intendo pezzi di carta o titoli, date o nozioni.
La cultura è pratica e teoria, studio e ignoranza, sensibilità e contenuto puro.
Qualcosa che non si traduce in nessuna formula certa dell'essere o dell'apparire ma arriva dritta agli occhi, alle labbra e allo stomaco di chi ci siede accanto e accanto a noi ha deciso di passar la vita(o quache giorno).
(A voler esagerare direi anche qualche istante visto che anche i corpi comunicano distanze e non culturali a mio parere)
Alcune persone hanno timore ad uscire dalla propria area culturale, cercano conferme, un partner con lo stesso background culturale, gli stessi interessi, lo stesso sapere, lo stesso stile...altri attraversano il rischio del vagabondaggio sentimentale pur di trovare qualcosa di diverso, esotico, nuovo, inesplorato, un uomo o una donna con cui condividere la vita (o giorni o istanti) che sappia soffiarti sul collo suoni, parole e pensieri completamente nuovi.

La distanza anagrafica allo stesso modo è un fattore assolutamente non da trascurare e sotto
molti più aspetti di quanti non se ne ricordano di solito....in questo film spesso si ripete una frase: "un uomo più vecchio è soltanto un uomo più esperto"....è molto vero, nel bene e nel male.
Se vi siete mai innamorati di qualcuno molto più grande di voi o avete avuto una relazione anche solo passionale sapete bene che difficilmente, al contrario delle aspettative, vi sarà possibile volgere lo sguardo verso più giovani o coetanei...è legge di Amore in fondo che chi parte (apparentemente) svantaggiato poi di solito abbia la meglio!
Avevate pensato di fronte ad uno così attempato o una così di mezzaetà di essere avvantaggiati, più fortim con più possibilità di scelta...ma voi ragionate con la vostra esperienza e lui/lei con la sua e per quanto maturi, equilibrati o moderati sappiate essere non arriverete alle sue conclusione se non , forse, alla sua stessa età...quella distanza non la potrete colmare nemmeno mettendovi a correre davvero forte!
E il vantaggio che superficialmente viene dato a chi è più giovane, in amore diventa invece il limite difficile da accettare di chi, specchiandosi negli occhi dell'altro, intravede ombre e luci che non sa nominare, comprendere, vincere o assecondare.
C' è del bello...il nuovo, la possibilità di imparare, di ascoltare, di ragionare
E c'è del brutto.
Il sesso con una persona matura cosa può essere? come può essere?
Di sicuro più interessante...meno atletico e decisamente più intenso, più sottile il piacere, più naturalmente audace (e piacevolmente perverso!) il sentire, più lenti i movimenti estremamente più veloci i battiti del cuore e scoprire...sperimentare ...scoprire...
Fino al giorno in cui si assiste al limite di questo crescere.
Cosa ci si è lasciati dietro?
Cosa volevate comprendere prima di "sperimentare"?
Fino a che punto vi siete fatti guidare?
Dove avreste voluto dirigervi davvero?

Insomma dai! il sesso credo che sia il ramo più difficile quando c'è molta distanza culturale e anagrafica tra due persone....è l'anello debole in fondo di qualsiasi relazione.
Poichè è una vena creativa che spesso rischia di prosciugarsi se uno dei due le ha già viste tutte, le ha già sperimentate tutte, le sa già tutte e forse forse di qualcuna ne fa a meno voltieri a ben diritto, data la sua di esperienza ...
Sesso e amore sono assolutamente distanti.
Il sesso allontana, separa, crea inganni e equivoci.
L'amore incanta e poi punisce, esalta e poi abbandona
Non in questo ordine sia chiaro....direi che prosegue in circolo e mai si ferma.
...e così ancora distanze a dire - a suggerire che non si può , che lo sapevo già come andava a finire la storia tra i due quando il film è cominciato, che non c'era bisogno di sperimentare, che non aveva senso soffrire, che tanto era tutto scritto e molto chiaro oltretutto fin da principio...

ma in un film, come nella vita,
è amore
è sesso
è esperienza
è distanza che si può, talvolta, per un istante
colmare e di più forse non serve.
In fin dei conti le cose belle nessuno può togliercele, mai...il più fallimentare dei progetti a due contiene in sè le pagine più delicate e più preziose, io a quelle non saprò mai rinunciare...
ecco!
questo è quello che io pensavo mentre vedevo L'innocenza del peccato
ma decisamente non è quello che ho visto ne L'innocenza del peccato
che, con tutto il rispetto per il maestro,
riesce a sfiorare questa e tante altre possibili idee
senza centrarne nemmeno una...

A voi la scelta s vederlo o no.
Una sola cosa:
poi fatemi sapere!











La foresta dei pugnali volanti

La foresta dei pugnali volanti
Un film di Zhang Yimou
Produzione Hong Kong, Cina 2004
Durata 119 minuti
Con Zhang Ziyi

Io talvolta ho dei forti dubbi.
Ho come l'impressione che la qualità sia inversamente proporzionale alla presenza.Mi spiego meglio.
Un esempio...i film d'azione americani....le cosidette "americanate"...
hanno prodotto centinaia di titoli cazzari per film se possibile ancor più cazzari, con salti e scontri e scariche di piombo e supermosse di lotta e supereroi e supercattivi e bla bla bla.
Insomma un mondo pieno di effetti speciali e zero storia...poi qualcuno ha cominciato a puntare l'indice verso l'oriente e a gridare, come un tempo facevano i naufraghi in prossimità di un'isola (tutt'altro che famosa) o gli emigranti in prossimità dell'America, "QUALITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA'"
e tutti , ma proprio tutti tutti, sono accorsi nelle sale dissestate che proiettavano, per un pubblico di 5 disperati, film orientali.
E tutti , ma proprio tutti tutti, piano piano hanno cominciato a godere dei colori, dei profumi, della filosofia e della poesia asiatica....Piano piano tutti, ma proprio tutti tutti, hanno cominciato a parlare un linguaggio cinematografico nuovo, valido, ricco, meno sfruttato di quello dei fratelli americani.
E, per quanto lontani, laggiù in Corea, Giappone , Cina e via dicendo se ne sono accorti...eccome se se ne sono accorti ...
All'improvviso tutti, ma proprio tutti tutti, i Festival del cinema cominciano ad arricciare il naso davanti alle produzioni USA e tutti, ma proprio tutti tutti i premi cominciano a finire nelle mani di clamorosi geni dagli occhi a mandorla ...
Tutto bello fin qui.
Diciamocelo, serviva una bella svecchiata.
Ci voleva assolutamente qualcosa di nuovo sotto al cielo ed è arrivato.

Ora però io ho un dubbio.
Perchè capita che i soldi ci siano anche lì, le produzioni diventino più ricche poichè più richieste, i nomi acclamati sono, come in ogni casta europea, occidentale o orientale che si rispetti, quattro o cinque ma i film arrivano numerosi, sovraccarichi di effetti speciali e sempre più carenti, a mio parere, di contenuti.
In breve...piano piano tutti ma proprio tutti tutti gli Steven Seagal e Chuck Norris della situazione si faran fare un intervento plastico per orientalizzare lo sguardo e rispunteranno sui numerosi action movie dei fratelli giappi e cinesi e coreani e vietnamiti etc etc.
No perchè ok i colori, ok i profumi, ok le acrobazie ma chepppppppalle un film dove per due ore vedi solo combattimenti...intendiamoci, sono affascinata ma, poi, quando finisco la mia Visione e vado a prepararmi per venir in studio e scrivere cosa ho visto mi sento un freddo dentro ed ho l'impressione che potrei dire che un rosso così rosso non si era mai visto, che una tale conoscenza degli effetti speciali fa bene al cuore, che una serie di duelli e scontri così ben fatti soltanto ne "I Duellanti" l'avevo incontrata ma....volendo dimenticare per un istante il fatto che loro sono geni acclamati ed io miss nessuno se vi va spendiamo due parole per la storia:
dov'è?
di che parla?
il tema dovrebbe essere la guerra al di sopra dell'amore, dell'amicizia, della fedeltà.
mmmm, interessante.
Ma quindi poi la guerra come va a finire?E perchè la fanno?
Ok... se, come qualche illustre critica sostiene, al centro del film c'è l'impotenza del singolo rispetto alla "ragion di stato" forse della guerra potremmo fregarcene, in quanto pretesto per raccontare quante vite semplici vengono spezzate...ma allora perchè due ore di lotte e zero introspezione sui personaggi? perchè pugnali e lance e cavalli e otto colpi di scena a metà film e nemmeno quattro frasi VERE tra i protagonisti?
No perchè io l'amore vorrei sospettarlo da qualcosa di più di gente che alla fine si rotola sempre in mezzo alle sterpaglie e "ora voglio...ora non posso...ora non mi fido..magari si può fare...facciamolo...cazz mi ero dimenticata che sei il mio nemico quindi lo facciamo ma poi io muoio che è meglio!" della protagonista assoluta del film,Zhang Ziyi, che tra l'altro trovo attrice ottima.
Insomma non sono convinta, non sono emozionata, sono un pò dispiaciuta per un cast oggettivamente perfetto sprecato dato che un pc avrebbe potuto riprodurre la storia.
Senza per altro far spendere alla produzione nemmeno una lira in catering...
Ho dei dubbi, dei forti dubbi...e mi sento una sfigata perchè...che volete! come tutti ma proprio tutti tutti ci sono anche io ad accorrere e a vedere film orientali confidando nella estrema qualità, orginalità e bontà di contenuti ed intenti e non sempre, ma mi vergogno a dirlo, vengo fuori dalla visione contenta!
Non vorrei che alla fine co 'tutti sti pugnali volanti, 'ste spade, le lame e le arti marziali l'unico ad aver capito tutto fosse stato, nel 1984, Indiana Jones...



24 mar 2008

Hillary and Jackie

Di storie che descrivono il rapporto tra fratelli o sorelle molto legati ce ne sono a migliaia,
di rivalità tra consanguinei anche,
per non parlare poi della enorme quantità di frustrazioni perfettamente descritte in piccoli grandi film che trattano il rapporto tra due persone nate con lo stesso cognome e diverse abilità.
Ma quando a farlo è un film che intende raccontare la vita di un talento folgorante e puro come quello di Jacqueline Du Prè la faccenda si complica....

Alfred Hitchcock si trovò costretto a cambiare il finale di "La donna che visse due volte" poichè il suo protagonista maschile, James Stewart, era un buono assoluto, un intoccabile e non poteva essere trasformato in un cattivo agli occhi del pubblico da nessuno.
Nemmeno da un maestro come il buon Sir Alfred.

Io credo che questo principio si dovrebbe estendere a maggior ragione ai personaggi realmente esistiti quando ci si trova a dover raccontare la loro vita.
Forse perchè è difficile accettare che il talento abbia dei lati oscuri o, peggio, dei rovesci della medaglia non trascurabili.

Temo che sia questo il fattore che rende difficile la Visione del film "Hillary and Jackie"
di Anand Tucker ,1998, con una superba Emily Watson.
Accettare che la bella e sfortunata violoncellista non volesse in realtà suonare il violoncello,
accettare che fosse così insoddisfatta e "prima donna" da tentare di rubare il marito a sua sorella, accettare che avesse macinato i suoi pochi anni di vita (42 considerando anche gli anni della malattia...) con nel cuore soltanto la frustrazione di non sentirsi amata sembra riduttivo, poco elegante nei confronti di una persona scomparsa (soprattutto se si considera che il film è basato su un libro scritto da Hilary e Pierce Du Prè,sorella e fratello della defunta meravigliosa creatura) e assolutamente fuori tema rispetto a quello che chiunque, l' abbia ascoltata si intende, desidera vedere in un film su di lei.
D'altro canto, c'è una parte di me che accetta con rassegnazione e forse un pò di conforto, poco nobile in verità , il fatto che un film sulla storia di due sorelle, di cui una destinata alla leggenda, può essere effettivamente pieno di inutili dettagli.
Una parte di me mi ricorda che dopotutto siamo esseri umani e che al di là del mondo ideale in cui colloco certe figure esiste un piccolo mondo fatto di grandi vuoti, di solitudine indicibile e di vanità, debolezze e difetti vergognosi che talvolta, quando si incontrano in uno spirito davvero superiore (e forte) si mescolano e diventano elementi necessari per regalare al mondo qualcosa di assolutamente impareggiabile e prezioso...

Qualcuno una sera mi diceva "se fossimo perfetti non creeremmo nulla, se avessimo tutto non faremmo arte, se ci fosse in noi un senso di completezza a che pro struggersi per la musica o il teatro o la pittura o la scultura?"
e forse aveva ragione....

In fin dei conti anche dopo questa Visione continuerò a pensare alla Du Prè violoncellista e non alla donna.
Una triste ma inevitabile legge di spettacolo.


...mi verrebbe da citare una nota aria d'opera...
"sei tu forse un uomo? ahahahahah
No!tu sei pagliaccio!"

Ai fratelli ricordarli come fratelli,
Ai genitori ricordarli come figli,
A noi , spettatori, ricordarli per quel che ci hanno saputo donare,
Ringraziarli per i momenti in cui ci hanno tenuto stretti e tramandarli perchè nessuno mai li dimentichi....

in ordine di apparizione...