29 nov 2013

Fuori dai denti.



L'ometto più fregno del mondo alla musica
la volontà più ferrea dell' universo al volume
e le circostanze più avverse che esistano al desiderio.


Ed io, che sono una creatura particolare, mi sento così.

10 nov 2013

In su.


 
Qualcuno riconosce altre direzioni mentre ascolta questa?

8 nov 2013

5 nov 2013

...


Fratres.



E' stato incontro, sospiro, lunghissima attesa, coraggio.

Una singolare ricerca di un ritmo che dovrebbe essere naturale
e non lo è,
non lo è più/ne più potrà esserlo se non mi impegno davvero.

Forse è studio costante ed invisibile.

Studio una sincronia che conoscevo bene e non ricordo più.


Da qualche parte nella mia memoria ha scavato così a fondo che ne ho il sentimento
senza più il pensiero o la logica , nudo di ogni comprensione.

Al tempo - ne sono certa - era mia quella comprensione, me l'ero presa;
in qualche modo.

Oggi vaga persa tra sospiri, dubbi e silenzi.

Altrove lo avevo visto, qualche giorno nei miei giorni di bambina forse lo avevo sentito parlare,
era poco più di un'adolescente al tempo.

Nel profondo, da qualche parte riconoso il suo odore ma non è più quello, non sono più io quella.

In un tempo lontanissimo forse lo avevo anche osservato ma non era più nemmeno questo nel ricordo.
Non è nemmeno più immagine.  

...

Di ciò che conservavo ritrovo piccoli indizi, talvolta scritti di mio pugno, che stento a leggere.
Una me così lontana da non parlare più neanche la stessa lingua. 

E' cambiata perfino la mia scrittura;
povera anima, per quanto tempo ti sei nascosta tra le curve di pensieri migliori e confessioni indecenti?

Ogni tanto mi pare di incontrarlo in una musica, allora chiudo gli occhi e inseguo quel tratto che sembra raccontare ogni volta di più.
In quel momento sembra che la musica aumenti di intensità.
E' strano come mi renda felice quella sensazione, qualcosa di simile ad un abbraccio mai sciolto.
E qualcosa si stacca da me e mi racconta di lui:

Aveva un naso, forse un polso.
Provava rancore, serrava spesso le labbra e tirava su il mento così di frequente...
Guardava nel vuoto mentre dormiva e aveva pensieri rumorosi.
Poi stendeva le dita affusolate verso le mie spalle e si perdeva.
Allora il mio pensiero copriva tutto,
anche lui.

"Un' ombra, non molto di più" dice qualcosa dentro di me che vuole liberarsi da quell'abbraccio,
che vuole disfarsi di quella felicità.
Riapro gli occhi 
e chiedo a me stessa se è mai stato qualcuno oltre quell'ombra.

Poi sento il sonno arrivare e per un pò penso che non sarò mai più così felice.






"Un 'ombra, solo un ombra.
Altrimenti, lo ricorderei." 


....

in ordine di apparizione...