12 lug 2009

Io e il mio amore


...siamo appena rientrati
non abbiamo appuntamenti
ma tantissimi orari da rispettare
posti in cui incontrarci
voli da prendere
musica da ascoltare
INSIEME...



5 lug 2009

Ho bisogno del mio piano.

ù

...Ma non posso raggiungerlo.
Tra me e lui c'è lo sporco di una intera notte.
Una notte durata cinque anni.
Una notte in cui la violenza ha vinto su ogni mio bisogno.
Una notte dentro la quale ho perso ogni speranza.

Ora, per salvarmi servirebbe un sorriso gentile
una carezza buona
una parola regalata
una lacrime ascoltata.

Ho bisogno del mio piano
Ma non posso raggiungerlo

E per la seconda volta
ho paura di morire.


Tre linee rosse.
Ed ho paura....come solo una volta nella vita.
Il tempo stringe.
Il fiato finisce.
La voce diventa opaca
tutto è vizio
rumore
vuoto e solitudine...

Ho bisogno di aiuto
ma nessuno lo sa.


Ho bisogno di aiuto
ma nessuno può aiutarmi.


Chi intrattiene
l'intrattenitrice?


...a i u t o .

27 giu 2009

parole ancora da udire...


riavvolgete la pellicola...
voglio vederlo di nuovo.


levatemi il ricordo
voglio piangere, ridere e stupirmi come fosse la prima volta.


scusate?! vi ho chiesto....

ah, no...chiedo scusa...
di certo ho sbagliato io.





25 giu 2009

una relazione







quando l'amore non ha più tempo
è arrivato il tempo di dimenticare l'amore.

i miei futuri progetti di vita

La regina delle ghiandole: affascinata dallo schifo




... Soddisfazione.
Incredibilmente la sensazione che Lei prova è... soddisfazione.
Si sta infliggendo il peggiore dei mali.
Si è trovata schiacciata contro il freddo vetro dell'indifferenza ed ha reagito.
Come lo scorpione della favola del vecchio Orson ha ucciso la rana che la traghettava verso un possibile futuro ("uno tra i tanti possibili" pensa ora Lei) Lei ha reagito. Secondo natura.
E rimane abbagliata, folgorata, illuminata dal totale schifo che prova.
Una voce amorevole Le ripete incessantemente da ore che piangerà - oddio se piangerà! - perchè ha ucciso il futuro (un possibile futuro).
E intanto in Lei regna sovrano lo sdegno, il violento peso del controllo, della diplomazia, della dialettica e la incredibile, assolutamente ipnotica, forza dello schifo.
Tutto è schifo.
Tutto è come Lei non accetterà mai più.
E tutto diventa Suo, nella morte.
Come non lo è stato nella vita.
Si riappropria di tutto distruggendo, devastando, umiliando, mentendo, rubando, violentando, uccidendo ogni cosa.
E per la prima volta- che assurda ironia! - mette la Sua firma, sullo schifo.
Per cominciare.
Guarda oltre, da tempo.
Aspira all'oltre, da troppo troppo tempo.
E si fa un regalo: la morte di tutto ciò che Suo non è mai stato e mai sarà.







(Uno scorpione vuole attraversare un fiume, ma non sa nuotare. Chiede a una rana di traghettarlo. La rana non si fida, ma lo scorpione la rassicura: “se ti pungessi annegherei”. La rana accetta, ma a metà percorso lo scorpione la colpisce con il suo aculeo velenoso. La rana, disperata e morente, gli chiede “Perché?”. Lo scorpione, prima di morire annegato, risponde “È la mia natura”.
Una delle prime citazioni note è nel film di Orson Welles Confidential Report (1955 – basato sul suo romanzo Mr. Arkadin). L’apologo è poi comparso, in varie forme, in un’infinità di libri, articoli, film e programmi televisivi (fra cui un episodio di Star Trek – Voyager e una serie di cartoni animati giapponesi). Ci sono alcuni libri (e alcuni siti web) dedicati all’argomento – che è citato in più di ottocentomila testi online.)

28 mag 2009

le crazy paradis burlesque

Le Crazy Paradis: non solo burlesque


di Attilio Reinhardt (25/05/2009 - 10:31)


Con un colpo di scena finale, il già corposo calendario burlesque di maggio si allunga ulteriormente con Le Crazy Paradis.

Il progetto di Raffaele De Ritis è particolarmente interessante; innanzitutto, per il fatto che il burlesque è solo un elemento dello spettacolo: l'obiettivo è, infatti, mettere in scena un folle cocktail con gli ingredienti dell'intrattenimento teatrale americano ed europeo del Novecento: vaudeville, music-hallcirco e, appunto,burlesque.

De Ritis, incredibile factotum del mondo dello spettacolo, forte di una esperienza ventennale nei templi del varietà internazionale, tra Crazy Horse e Cirque du Soleil, guarda al passato con affetto e competenza, e porta in scena qualcosa che sembra assolutamente nuovo, pur non inventando nulla (ed è questa la sua forza).

I punti di forza dello show sono tanti, tra cui spiccano i 10 formidabili artisti(Babette Blackjack, Elektra Van Der Smirnoff, Loulou La Tigresse, Tasty Champagne, Shirley Magnifique, Kitten Shanghai, Lenny Martini, Marcel Tordeaux, Signor Dimitri, Darush), ma anche la struttura del locale che ospita Le Crazy Paradis - il Wake Up di Pescara - che permette agli spettatori di stare seduti al tavolo, sorseggiando champagne, a pochissimi metri dal palco, con l'intimità quasi dimenticata del café-chantant.

Per ora le date previste sono solo due, quindi consigliamo a chi è nei paraggi di non perdere l'occasione. Com'è nostro uso, vi terremo informati sulle novità.

10 mag 2009

come andò a finire per le tettone!


Gran bretagna
La vittoria delle maggiorate:
niente sovrapprezzo sui reggiseni
Marcia indietro di un'importante catena di abbigliamento inglese dopo la battaglia di Beckie Williams

MILANO - Maggiorate «discriminate» all'attacco: con una mossa del tutto inconsueta, la britannica Beckie Williams si è battuta nei giorni scorsi contro il sovrapprezzo dei reggiseni per donne particolarmente formose. E un'importante catena d'abbigliamento ha dovuto fare marcia indietro.

IL PREZZO - La tematica era evidentemente troppo spinosa per Marks Spencer (M&S), nota catena di grandi magazzini inglesi: la prospettiva di dover assistere nel prossimo consiglio d'amministrazione ad una donna che dibatteva sulla grandezza delle coppe dei reggiseni avrebbe potuto rallegrare qualche azionista. Non però il presidente dell'azienda, Sir Stuart Rose. Dopo una campagna della giovane britannica contro il sovraprezzo sui reggiseni a partire dalla coppa DD, - 2 sterline di più (2.20 euro) rispetto a quelli di taglia inferiore - la catena ha ammesso l'errore e si è scusata pubblicamente: da questo fine settimana i reggiseni per le donne ben dotate non subiranno più alcuna variazione di prezzo rispetto alle taglie più piccole.

LA POLEMICA - Il dibattito nel paese non si è tuttavia placato. Paladina dei diritti delle maggiorate è la 26enne Beckie Williams di Brighton, in Inghilterra. La ragazza, «scandalizzata» e «ferita nell'orgoglio» per l'aumento del prezzo dei reggiseni, ha lanciato su Facebook il gruppo «Bust 4 Justice», che tradotto in italiano sarebbe «seno per la giustizia», ed ha raccolto fino ad ora più di 14.500 adesioni. Anche i tabloid britannici hanno sposato la sua campagna, raccontando dei molti problemi da cui sono colpite le maggiorate. Beckie Williams, infatti, non si era limitata a protestare davanti al direttore della filiale: ha comprato una piccola quota di azioni di M&S. E 3,40 sterline sono bastate per permetterle di sedersi al prossimo consiglio di amministrazione previsto a luglio. Per tutte loro era «inaccettabile» e oltremodo «discriminatorio» che le donne con una taglia di reggiseno sopra la norma, dovessero pagare di più. E non è sembrata neppure convincente la giustificazione dei responsabili della catena, secondo i quali le taglie di reggiseni maggiori richiedono più lavoro specializzato. «Ad una semplice cliente non danno ascolto, ma ad un'azionista probabilmente sì», ha spiegato Williams. «Per pantaloni più grandi non si deve neanche pagare di più», i commenti più frequenti delle attiviste nei vari forum. «Perché veniamo condannate per una cosa che ci ha dato madre natura?», si chiede un'altra in un post su Facebook. Ciò che fin da subito è apparso come un punto a sfavore della catena Marks Spencer, potrebbe, tuttavia, rivelarsi come un vero successo pubblicitario. Come atto di scusa, una sorta di risarcimento, la catena ha infatti lanciato un'offerta speciale su tutte le coppe superiori alla DD presenti sugli scaffali.

13 apr 2009

Cartoline da l'Aquila


Entrare a L'Aquila non era difficile come dicevano.

All'istante si ha la sensazione che sia tutto uguale.
Se non fosse per le case crollate sulla strada per arrivare, già da Navelli
non avresti nemmeno la lontana sensazione di quello che avviene.

Mi viene in mente la rubrica "Aguzzate la vista", sapete ...quella della settimana enigmistica.
E' una cosa semplice...per me...ho un bello spirito di osservazione, mi piace allenare questo senso.

L'istantanea è scattata, cominci così a cercare i dettagli a mettere a fuoco a "vedere" davvero...

primo dettaglio: una crepa in basso, dalla terra verso in cielo che accompagna il muro di una casa, la divide a metà.

secondo dettaglio: il cornicione di un palazzo è crollato, oh! guarda ...è sbeccato anche quello, quest'altro che ho ai piedi non so da dove sia caduto ma è a terra, sbriciolato.

Terzo dettaglio: in lontananza la cupola crollata, l'avevo vista in tv, la vedo ora...assurdo non l'avevo mai notata venendo qui quando era intatta.

Quarto dettaglio: una macchina sfondata, dall'alto...la macchina sembra schiacciata per metà, parabrezza sfondato.

Quinto dettaglio: altri vetri infranti a terra, tiro su lo sguardo sto passando sotto un palazzo che ha come delle "sbucciature"...le finestre sembrano storte...non i vetri che proprio non ci sono...parlo delle fessure, del buco proprio, degli "occhi" della casa...sono tutti asimmetrici, zoppi, pericolanti.

Sesto dettaglio: dal finestrino aperto mi arriva un odore strano...di solito è teatrale, penso sia un odore del cuore, io a L'Aquila ci vengo solo a recitare. Poi mi viene un sospetto, il dubbio...qualcosa che ha a che vedere con la sensazione di "polveroso" che ho intorno...la polvere forse, l'aria in movimento costante tra scosse, paura e crolli...forse è quella "polvere" che l'accomuna a teatro, forse c'è un odore reale

Settimo dettaglio: ogni dieci persone individuo sette divise. Variopinte, dal rosso al blu...corpetti, caschi ovunque, il giallo catarifrangente delle divise

Ottavo dettaglio: il rumore silenzioso. Non parole, allarmi. Non motori, sirene. Non passi, stasi. mai sentito un suono simile in tutta la mia vita.

Nono  dettaglio: tetti...ci sono tutti sembra...ma i colori sono anomali. poi capisco...non sono tutti tetti, sono vuoti, graffiati, penzolanti.

Decimo dettaglio...no non arrivo a tanto.. non continuo, ho capito una cosa...
questa volta la rubrica "aguzzate la vista" non mi risulta semplice...riesco a farlo, riesco a guardare ...noto, osservo, raccolgo informazioni...ma non capisco.

C' è qualcosa di inafferrabile in quello che vedo, intuisco dalla quantità di dettagli che raccolgo che potrei continuare per ore, so che se riuscissi a vedere "dall'alto"... non parlo di un elicottero, parlo della distanza sentimentale e di quella  logica che mi fa confrontare ora questa realtà con quella che ho in testa da sempre,ecco... forse ...se avessi quella ora vedrei qualcosa che non so reggere e che ora non voglio assimilare.

è troppo più grande di me.

troppo vasta.

troppo tragica.

troppo inattesa.

troppo difficile.


e allora meglio buttarsi in un campo, il primo dove so di trovare qualcuno da "toccare".
e' singolare come la necessità di toccare sia diventata una specie di ossessione di questi giorni.

ho bisogno di materia tra le mani. 
carta, penne, tasti del computer per comunicare fino a che ho dovuto osservare da fuori questa ....cosa.

spalle, collo, odore, busto, braccia, viso di Giulio adesso che ce l'ho davanti, di Monica poi appena la incontro, di Marco che viene a trovarmi e di tutti quelli che conosco e che in questi giorni mi sono sembrati irreali, immaginari, evanescenti.

Vorrei smettere di essere così infantile nella ricerca di me, della forza giusta per esser con loro sul campo ad aiutare...mi accorgo oggi del perchè non riesco a dormire, comprendo ora cosa si è mosso dentro.

lo comprendo mentre torno a casa.


gratitudine verso il loro lavoro 
il disgusto verso i luoghi violentati 
la pietà commossa verso ogni casa ancora in piedi
il fascino che provo per ogni monte, albero, fiore rimasto fermo
ad osservare una terra che collassa, che si scuote , che si sveglia, 
che ci sveglia.


L'aquila, 11 Aprile 2009


Il Movimento Artisti Aquilani


Il Movimento Artisti Aquilani nasce autonomamente in questi giorni di tragedia dalla solidarietà di vari artisti e esperti in clown in corsia aquilani, in collaborazione ai clown giunti a l’Aquila da Roma con la protezione civile e insieme ad associazioni culturali amiche, vicine alle esperienze umane, sociali e artistiche aquilane.

Con il coordinamento iniziale dell’associazione “Brucaliffo” (dell’Aquila) e la collaborazione di esperti in clown-terapia, musicisti, attori, il movimento si prefigge lo scopo essenziale di portare un sorriso, un momento di evasione e di giochi ma anche di ascolto a tutti i bambini terremotati e momentaneamente sfollati, sia nelle tendopoli aquilane che negli alloggi offerti dalle province abruzzesi limitrofe.

Con il sostegno quindi delle realtà locali e culturali, e con l’autorizzazione dei comuni o della protezione civile di riferimento, i volontari del movimento si mettono a disposizione per tali interventi utilizzando il massimo della cautela e del rispetto nei confronti della tragedia subìta.

Fanno parte del movimento molti artisti e clown colpiti a loro volta direttamente dalla tragedia; loro per primi hanno deciso, quasi immediatamente dopo le prime scosse del 6 aprile, di reagire e cominciare a ricostruire a modo loro, con gli strumenti professionali ed artistici a disposizione.

Il movimento dedica le sue iniziative a tutte le vittime del terremoto.

Per il coordinamento, per dare una mano, per fare proposte o per richiesta di interventi nelle zone de L’Aquila potete contattare Sara Gagliarducci 3477153465, Cecilia Cruciani 3474808318. 
Email: teatro.brucaliffo@gmail.co

m; cecilia.cruciani@yahoo.it 
Zone costiere teramane da Silvi a Giulianova, potete contattare il 340.6072621 (Margherita). 


Zona costiera tra giulianova e pescara Marco Valeri 328 0822365.


10 apr 2009

Intanto a L'Aquila...













per le vittime del terremoto in Abruzzo 6/04/2009 sentitevi liberi di prendere questa foto e condividerla nei vostri profili o metterla come avatar, è a disposizione di chiunque qui su FB Abdija Nurije nata nel 1968, Alena Airulai nata il 7/2/1998, Carmine Alessandri di 55/65 anni, Silvana Alloggia nata il 9/11/1942, Marco Alviani nato l’11/8/1967, Irma Andreassi nata il 27/9/1936, Maria Antonella Andreassi nata il 3/11/1958, Loreto Andreassi nato il 22/4/1931, Giuseppa Antonacci nata il 31/1/1924, Giusy Antonini nata il 9/7/1984, Maurizio Antonini nato il 2/3/1971, Genny Antonini nata il 17/11/1986, Stefano Antonini nato l’11/8/1999, Maria Assunta Antonucci nata il 16/09/1947, Vittorio Bafile nato il 22/2/1928, Silvana Balassone nata il 17/7/1936, Anna Basile nata il 24/11/1960, Agata Bassi nata il 6/12/1940, Ines Battista nata il 31/01/1933, Martina Benedetta Battista nata il 14/8/1987, Angela Belfatto nata il 2/10/1919, Achille Berardi, Maria Bernardi nata il 16/06/1949, Gaetano Bernardi nato il 26/10/1928, Giovanna Bernardini nata il 28/09/1978, Valentina Berti nata il 11/2/1975, Nicola Bianchi nato il 8/08/1986, Giovanni Biasini nato nel 1946, Elisabetta Biondi nata il 19/7/1936, Mirandolina Bobu Darinca nata il 29/09/1973, Anna Bernardina Bonanni nata il 16/11/1936, Daniela Bortoletti nata il 9/1/1987, Sara Bronico nata il 6/7/1997, Giulio Brunelli nato il 10/1/1937, Bruno Filippo Maria nata il 10/11/1992, Berardino Bruno nato il 23/04/1982, Luisa Brusco nata il 28/2/1913, Angela Calvi Bolognese nata il 4/05/1976, Maria Calvisi nata il 31/5/1926, Massimo Calvitti nato l’8/6/1959, Antonika Canu nata il 27/1/1931, Iolanda Capasso nata il 15/2/1963, Luciana Pia Capuano nata il 25/7/1989, Lidia Carletto nata il 30/1/1933, Anna Maria Carli nata il 18/1/1944, Augusto Carli nato il 3/1/1931, Giulia Carnevale nata il 10/7/1986, Claudia Carosi nata il 25/5/1979, Giovannino Carpente nato l’1/01/1953, Luigi Cellini nato il 17/11/1993, Ludovica Centi nata il 28/09/2008, Antonio Centi nato il 21/06/1947, Rocco Centi Pizzutilli, Davide Centofanti nato il 12/9/1989, Teresa Cepparulo nata l’8/5/1948. Francesca Cervo nata il 6/8/1945, Marija Chernova nata il 7/01/2001, Achille Chiarelli nato il 17/7/1934, Katia Cialone il 9/06/1975, Elvezia Ciancarella nata il 13/12/1958, Adalgisa Cicchetti nata l’8/05/1932, Anna Cimini nata il 27/4/1928, Concetta Cimorroni nata il 28/11/1945, Lorenzo Cini’ nato l’1/6/1986, Matteo Cinque nato il 5/8/1999, Davide Cinque nato il 22/10/1997, Elena Ciocca nata il 3/10/1919, Loris Ciolfi, Danilo Ciolli nato il 25/10/1983. Chiarina Cirella nata il 16/4/1921, Dario Ciuffini nato il 16/4/1983, Nadia Ciuffini nata il 21/9/1952, Fernanda Ciuffoletti nata il 9/3/1919, Anna Cocco nata il 15/8/1928, Ada Emma Colaianni nata l’11/12/1926, Antonina Colaianni nata il 30/9/1926, Daniele Colaianni nato nel 1933, Elisa Colaianni nata il 10/10/1933, Giovanni Compagni nato l’11/03/1982, Alessandra Cora nata l’8/01/1986. Rocco Corridore nato il 5/4/1946, Giovanni Cosenza nato il 20/12/1926, Luigia Costantini nata il 7/1/1932, Armando Cristiani di 24 anni, Angela Antonia Cruciano nata il 13/6/1987, Andrea Cupillari nato il 11/1/197, Alice Dal Brollo nata il 24/12/1988, Giovanna Damiani nata il 4/4/1923, Osvaldo D’amore nato il 22/5/1951, Vinicio D’Andrea nato il 14/6/1926, Giannina D’Antonio di 60/70 anni, Lisa De Angelis nata il 3/2/1939, Jenny De Angelis nata il 18/3/1983, Fabio De Felice nato il 9/8/1987, Antonio De Felice nato il 14/1/1966, Alexandro De Felice nato il 30/1/2005, Lorenzo De Felice nato il 14/1/2006, Luigi De Iulis nato il 5/2/1927, Cursina Roberta De La Cruz nata il 4/2/1952. Maria Giuseppa De Nuntiis nata l’1/1/1925, Anna Maria De Paolis nata il 17/4/1949, Angelina De Santis nata il 20/4/1927, Panfilo De Vecchis nato il 25/10/1922, Sara De Vecchis nata l’1/2/1987, Pasquale De Vecchis nato il 12/12/1938, Maria Laura Del Beato nata l’ 8/3/1933, Marisa Del Beato nata il 4/7/1935, Serafina Deli nata il 18/11/1925, Lorenzo Della Loggia nato il 2/12/1983, Alfredo D’Ercole nato il 17/5/1942, Simona D’Ercole nata il 23/5/1979, Giuliana Di Battista nata il 4/3/1932, Luca Di Cesare 50 anni, Rosina Di Filippo nata il 26/2/1924, Maria Di Giacobbe nata l’1/11/1947, Stefania Di Marco nata il 12/2/1952, Paolo Di Marco nato il 30/3/1987, Alessio Di Pasquale nato il 14/10/1988, Alessia Di Pasquale nata il 10/8/1986, Gabriele Di Silvestre nato il 10/8/1989, Alessio Di Simone nato il 13/9/1984, Domeica Di Stefano nata il 23/1/1943. Odolinda Di Stefano nata il 5/7/1937, Caterina Di Vincenzo tra 55/65 anni, Assunta D’Ignazio nata l’ 11/11/1937, Corrado Dottore nato il 3/04/1963, Boshti El Sajet nato il 9/12/2005, Liliana Elleboro nata il 17/2/1933, Adriana Enesoiu nata l’11/05/1961, Andrea Esposito nato il 12/4/2006, Francesco Maria Esposito nato il 16/2/1985, Domenica Fabi nata il 12/2/1934, Delia Solidea Ferella nata il 5/5/1928, Filippo Ferrauto nato il 19/4/1932, Claudio Fioravanti nato il 28/3/1943, Liliana Fiorentini nata il 12/07/1931, Elpidio Fiorenza nato il 26/10/1983, Rosalba Franco, Mauran Frati’ nata il 13/1/1997, Wilma Gasperini nata il 29/8/1926, Giuseppina Germinelli del 2002, Chiara Germinelli del 1998, Micaela Germinelli nata il 16/8/1995, Rosa Germinelli nata il 29/3/1992, Costantin Ghiroceanu Laurentiu nato il 19/12/1968, Antonio Iavan Ghiroceanu nato il 12/11/2008, Aurelio Giallonardo nato il 16/6/1930, Salvatore Giannangeli nato il 25/9/1934, Vincenzo Giannangeli nato il 9/10/1973, Riccardo Giannangeli nato il 13/05/1977, PIervincenzo Gioia nato il 7/06/1963. Luigi Giugno nato l’1/8/1974, Francesco Giugno nato il 20/9/2007, Armando Giustiniani nato il 30/4/1916, Kristina o Marina Grec di 3-5 anni, Alberto Guercioni nato il 16/8/1973, Demal Hasani nato il 15/12/1967, Refik Hasani nato l’1/05/1965, Hamade Husein nato il 28/7/1987, Franca Ianni nata il 17/3/1948, Michele Iavagnilio nato il 20/9/1983, Maria Incoronata Iberis nata il 2/4/1927, Pierina Innocenzi nata il 3/9/1952, Carmelina Iovine nata il 15/12/1986, Giuseppe Italia nato il 2/8/1963, Vassilis Koufolias nato l’8/9/1981. Ivana Lannutti nata il 3/7/1986, Maria Leonetti nata il 21/3/1928, Vezio Liberati nato il 12/6/1946, Vincenzo Liberati nato il 6/11/1941, Giovanna Lippi nata l’1/1/1955 , Giuseppe Lippi nato il 3/12/1918, Pasqualina Lisi nata il 3/3/1950, Laura Longhi nata il 10/5/1935, Lidia Lopardi nata il 18/3/1917, Luca Lunari nato il 15/3/1989, Ada Magno nata il 5/10/1916, Francesca Marchione nata l’8/8/1984, Elide Marcotullio nata l’11/2/1939, Maria Marcotullio nata il 6/11/1939, Bruno Marcotullio nato il 13/5/1942, Carmine Marotta nato il 13/1/1962. Maria Gilda Marrone nata il 24/7/1920, Lina Loretta Marrone nata il 15/4/1927, Maria Fina Marrone nata il 29/10/1923, Giuseppe Marzolo nato l’11/4/1976, Patrizia Massimino nata il 19/8/1954, Luana Mastracci nata il 5/12/1961, Luisa Mastropietro nata il 16/1/1935. Anna Mazzarella 6/9/1929, Valeria Mazzeschi nata il 23/9/1924 , Giuseppe Miconi nato il 19/3/1920, Roberto Migliarini nato il 6/12/1966, Maria Civita Mignano nata il 20/8/1984, Francesca Milani nata il 10/1/2000, Erminia Monti Vicentini nata l’11/11/1945, Federica Moscardelli nata il 19/4/1984, Silviu Daniel Muntean nato il 22/11/2002, Liberio Muzi nato il 26/4/1920, Lucilla Muzi nata il 13/12/1961, Cesira Pietrina Nardis nata il 3/4/1934, Maurizio Natale nato il 7/12/1987, Vincenzi Negrini nata il 25/2/1929, Ondrey Nouzovsky nato il 25/5/1991, Francesca Olivieri nata il 3/8/1986, Francesco Olivieri nato il 19/2/1951, Valentina Orlandi Argenis nata l’1/1/1986. Valbona Osmani nata il 13/4/1996, Arianna Pacini nata il 30/7/1982, Anna Palumbo nata il 9/6/1947, Maria Gabriella Paolucci nata il 3/3/1959, Arturo Papola nato il 9/5/1942, Elena Papola nata il 24/2/1935, Maria Paola Parisse nata il 10/5/1993, Domenico jr Parisse nato il 7/8/1991, Domenico Parisse sr nato il 31/10/1934. Anna Parobok nata il 25/7/1990, Fabiana Andrea Passamonti nata il 6/7/1970 , Sonia Pastorelli nata il 18/7/1964, Aleandro Pastorelli nato il 19/7/1921, Sara Persichetti nata il 2/1/1986, Tommaso Pezzopane nato il 5/2/1928, Iole Pezzopane nata il 13/6/1918, Susanna M. Celeste Pezzopane nata il 4/10/1983, Bendetta Pezzopane nata il 16/8/1982. Ilaria Placentino nata il 10/11/1989, Paola Puglisi nata il 18/12/1940, Andrea Puliti di 30-40 anni, Ilaria Rambaldi nata il 24/1/1984, Rossella Ranalletta nata il 22/10/1984, Oreste Ranieri nato il 24/04/1932, Carmen Romano nata il 24/05/1988, Giustino Romano nato il 6/9/1984, Elvio Romano nato il 31/8/1984, Maurizio Rocco Romualdo nato il 6/10/1920, Antonina Rosa nata il 7/12/1925, Michela Rossi nata il 27/4/1971, Valentina Rossi nata il 22/4/1975, Silvana Rotellini nata l’11/19/1933, Annamaria Russo nata il 24/1/1970, Serenella Sabatini nata il 7/9/1960, Martina Salcuni nata il 31/3/1988, Antonio Salvatore nato il 10/2/1931, Anna Santilli nata il 9/7/1934, Marco Santosuosso nato il 5/9/1988. Edvige Sbroglia di 45-50 anni, Maria Santa Scimia nata il 12/1/1935, Serena Scipione nata il 5/5/1984, Lorenzo Sebastiani nato il 28/9/1988, Maria Grazia Semperlotti nata il 17/9/1965, Ernesto Sferra nato il 26/10/1925, Emidio Sidoni nato l’8/1/1922, Emanuele Sidoni nato il 10/06/1948, Vittoria Silvestrone nata il 20/11/1917, Francesco Smargiassi nato il 26/2/1944, Flavia Spagnoli nata il 4/4/1989, Sandro Spagnoli nato il 25/12/1957, Assunta Spagnoli nata il 4/2/1949, Claudia Spaziani nata nel 1963 , Aurora Sponta nata il 25/2/1936, Michele Strazzella nato il 22/1/1981, Suor Lucia Rosina Ricci nata il 3/11/1926, Vittorio Tagliente nato il 11/7/1983. Marino Tamburro nato il 18/12/1930, Giuliana Tamburro nata il 9/01/1963, Enza Terzini nata il 2/2/1988, Ivana Testa nata il 6/10/1930, Evandro Testa nato il 7/6/1913, Noemi Tiberio nata il 2/2/1975, Paola Tomei nata il 28/5/1960, Raffaele Troiani nato il 19/1/1975, Giuliana Turco di 55-65 anni, Maria Urbano nata il 23/3/1989, Mario Valente nato il 26/3/1926, Matteo Vannucci nato il 21/6/1986, Vittoria Vasarelli nata l’1/1/1924, Giuseppina Vasarelli nata il 2/9/1929, Paolo Verzilli nato l’11/4/1982, Daniela Visione nata il 20/3/1966, Fabrizia Vittorini, Armedio Zaccagno nato il 7/9/1923, Sergio Zaninotto nato il 4/9/1940, Roberta Zavarella nata il 23/12/1983, Marta Zelena nata il 15/7/1992, Guido Zingari nato il 17/1/1949, Giuseppina Zugaro nata il 17/6/1956.

The show must go on...lo Spettacolo deve andare avanti...se non tutti, almeno uno, il peggiore.


qualcuno gli avrà registrato la puntata?
Ore 21:25 In onda nonostante la tragedia 
"E' veramente molto doloroso affrontare la diretta questa sera. Stiamo seguendo con apprensione e dolore ciò che succede in Abruzzo. Dobbiamo cercare, nel nostro piccolo, di andare avanti". Con il pensiero ai terremotati dell'Aquila, Alessia Marcuzzi saluta il pubblico e i ragazzi del GF9. Alfonso Signorini dedica la puntata a Giulia, la bambina nata proprio durante il terremoto. "E' il simbolo della vita che vince sulla morte" spiega.

CON IL MIO PIU' PROFONDO PENSIERO AI TERREMOTATI E ALLA MIA REGIONE 
MANDO CORDIALMENTE A FARE IN CULO 
ALESSIA MARCUZZI
IL SUO PUBBLICO
E QUEI QUATTRO STRONZI DI QUEL PROGRAMMA PER IMBECILLI


AUDIENCE SHARE & TESTE DI CAZZO

Dopo le proteste...


a volte lo "share" risponde....


 
e ti manda a fare in culo in coro...

L'informazione di Stato

7 Aprile 2009...in tutta italia.

Elvira, Caterina, Enrichetta...e tanti altri...


Sono almeno un migliaio, soprattutto anziani, quelli che non vogliono
lasciare le case
«Non ci spostiamo, ci sono i nostri gatti»
Le ultime due donne della città distrutta
Elvira e Caterina, madre e figlia, due delle irriducibili che non
vogliono andarsene: la nostra vita è qui

Da uno dei nostri inviati  MARCO IMARISIO

L’AQUILA—«Chi, io? Ma non è vero. Cioè, insomma. Diciamo che sono
salita solo per dare da mangiare ai gatti, prendere le medicine di
mamma, la mozzarella e la Simmenthal dal frigo, lo zucchero dal
ripiano, qualche vestito dall’armadio, innaffiare le piante, già che
c’ero mi sono lavata, poi sono scesa qui sotto. Tutto di fretta, si
capisce». Il finanziere con il casco da minatore scuote la testa,
sconsolato. Allarga le braccia e torna sui suoi passi. Davanti alla
faccia da monella di Caterina l’unica cosa da fare è arrendersi.

Ogni mattina le chiedono di andare in tenda, lei e sua madre Elvira.
La risposta non cambia, non cambierà. «Grazie, ma non vogliamo
allontanarci. Se esci non rientri, lo dice anche un proverbio
abruzzese. E poi senza sistemazione per Leone, Coccolino, Fuffetto,
Miciotto e Tarchiatello, i nostri gatti, non possiamo muoverci.
Gradisce un caffè?». Sono rimaste. Gli unici due esseri umani che
ancora vivono nel centro di L’Aquila, due chilometri quadrati di
macerie e rovine, che loro guardano dall’alto di piazza San
Bernardino, il punto più alto della città vecchia. Tutti gli altri
sono stati sfollati. Elvira e Caterina Marzoli non ne hanno neppure
parlato. Non è stata una decisione, ma un gesto naturale e necessario,
come respirare. Rimaniamo qui. La casa che si affaccia sulla scalinata
di San Bernardino, l’appartamento al piano terra, le cornici con le
foto di Piero, marito e papà amatissimo, le finestre affacciate sulla
basilica, i loro gatti, il cane Chicco, trovato sette anni fa nella
piazza su cui da 45 anni si dipana la loro esistenza. Le loro radici,
i loro oggetti. Quello per cui sentono valga la pena di vivere.

Madre e figlia si guardano con tenerezza, quasi a confessare una
marachella. Tecnicamente sono inattaccabili. La casa è diventata una
dépendance dalla quale si entra e si esce, loro «abitano » il gazebo
di legno del bar di fronte alla basilica a dieci metri dal portone. Il
proprietario ha lasciato le chiavi del bagno e al mattino passa per
fare il caffè. Dormono nella Panda grigia parcheggiata sotto casa, a
distanza di sicurezza. Quando ce n’è bisogno, Caterina sale in casa.
Non hanno bisogno di altro, di nessuno. Si fanno compagnia, si
bastano. Elvira si muove con fatica, due ernie all’anca non operabili,
ha 82 anni e uno sguardo pieno di tenerezza. Ancora si commuove nel
ricordare il suo Piero, che faceva il portiere di notte al Gran
Panorama, un albergo che non c’è più. Se n’è andato nel 1992, tradito
da un male incurabile. Riesce a mettersi in piedi reggendosi su un
bastone, poi lo solleva per disegnare un cerchio intorno alla piazza.

«Mio padre era il barbiere di via Roma, abitavamo sopra al negozio. In
quella strada ho conosciuto mio marito. Ci siamo sposati nella chiesa
di San Pietro, a metà della via, dove sono stata battezzata,
comunicata e cresimata, e poi ho battezzato e cresimato Caterina.
Quarantacinque anni fa ci siamo trasferiti in questa casa, a cento
metri da quella dove vivevo prima. Ho sempre fatto la sarta per la
gente del quartiere. Non mi sono mai allontanata. Dove vuole che vada,
adesso, alla mia età?».

Gli abruzzesi hanno un rapporto forte con le loro case, con la «roba»
che ci sta dentro, considerata il riassunto di una vita. «Volontà
ferma, persistenza e resistenza», incarnate nell’amore per la propria
abitazione. Benedetto Croce considerava questo attaccamento come una
conseguenza dell’emigrazione, di una vita stentata che rendeva ancora
più necessario e idealizzato il sogno di un nido a cui ritornare. È un
tratto distintivo antico e bellissimo, ma oggi è soprattutto un
problema, uno strazio ulteriore. Secondo la Croce rossa, nei piccoli
paesi intorno a L’Aquila ci sono almeno un migliaio di persone, in
prevalenza anziani, che non vogliono abbandonare la loro dimora.
Alcuni si sono accampati davanti alle macerie, per vegliarle.

A San Pio delle Camere, Enrichetta, 86 anni, ha preso a bastonate i
volontari della Protezione civile. Cercavano di farla uscire da una
casa con una parete crollata per metà. «Se ne occupi la forza
pubblica», hanno detto siglando la resa. Ce ne sono tante di storie
come queste, piccole ribellioni che sembrano incoscienza ma
rappresentano anche un tentativo di sopravvivenza. Quassù in piazza
San Bernardino, la famiglia Marzoli si prepara per la notte. Nel
gazebo adibito a salotto c’è anche la televisione. Elvira lo ha visto
al tg, che via Roma e la chiesa di San Pietro sono state cancellate,
solo detriti e calcinacci. Ma non è vero che il suo mondo è stato
cancellato, il suo mondo vive negli oggetti che stipano questo
appartamento, anche nelle sue mura umide. Una parete è crepata,
l’armadio con i vestiti ha attraversato la stanza da letto per
schiantarsi sulla parete opposta. Caterina è nata nel giugno del 1958,
durante l’ennesimo terremoto che ha colpito L’Aquila. «Abbiamo paura,
certo. Martedì si sono spaventati anche i gatti, non hanno toccato le
ciotole. Adesso gli do il latte. Ma faccio presto, prometto». Dopo
cinque minuti, esce dal portone tenendo in mano un libro di Forattini
e i ferri da uncinetto per la copertina che sta facendo per la figlia
di una sua amica. «Così faccio passare il tempo». E il suo sorriso non
sembra un segno di incoscienza, ma di speranza.

Marco Imarisio
09 aprile 2009

Rodolfo


La basilica di Collemaggio é crollata, con San Bernardino, il Teatro, la Stazione e chissà quante case, ieri notte ancora 90 scosse, dicono che potrebbe continuare per 5 o 6 mesi. 

S. Maria di Collemaggio nella mia città L’Aquila é qualcosa di speciale, quanti libri scritti per essa: di arte, architettura, geometria sacra, religione, storia... 

Il fine di un’Era, cominciata nell’anno 1000:

in questa chiesa stava la Porta Santa o del Perdono, che si apriva il 28 agosto quando pellegrini di tutto il mondo la attraversavano affinché i loro peccati fossero perdonati, a seguito di una Bolla, un’ordinanza di Papa Celestino V che nel 1192, contro tutta la Chiesa (che all’epoca vendeva il perdono) dette così un’occasione anche ai poveri di accedere al paradiso…

Le spoglie di Celestino sono irraggiungibili come potete vedere nella foto, sepolto infine.

Questa storia potrebbe farci ridere, io in 52 anni in questa città non ho mai attraversato la porta santa… il fatto è un altro, è che si tratta di un luogo di Potere, uno dei chakra della Terra.

E questi chakra si muovono, cambiano, la Terra si sveglia, si muove, si scrolla di dosso un’umanità ipnotizzata che ha incentrato tutta la vita intorno ai soldi, ai beni materiali, sfruttando umani, animali, piante e la stessa terra, distruggendo la natura, inquinando, trattando molto male… 

Altra caratteristica della compianta città de L’Aquila era quella di avere la più alta percentuale di depositi bancari di tutta l’Italia. Energia congelata, i soldi sono energia congelata. E tutta quest’energia accumulata bloccata scoppia, è un fenomeno fisico.

Un altro importante chakra della Terra quello di Wall Street è caduto, dapprima l’11 settembre e poi nel 2008 per davvero col tracollo finanziario di un’economia basata sul bluff e sull’imbroglio. Non c’è marcia indietro a questo.

Il mondo già è cambiato, non c’è marcia indietro, i governanti e la gente che vorrebbero mantenere in piedi, ricominciare colla stessa minestra, son quelli che opponendosi a questo flusso di cambio, che viene dalla Terra e dal Cielo, resistendo a quello che la Terra ci impone (grazie Madre) illudendosi di bloccare quest’energia immane, non fanno altro che essa si scarichi in distruzioni, dolore, Morte. 

Noi come esseri umani in cammino per la Libertà dobbiamo proporre qualcosa di diverso, anzi già non si tratta più di proporlo, si tratta di viverlo, praticarlo, senza aspettar nessun governo: vivere di solidarietà e non di competizione, dando assegni in bianco di affetto, inventando sempre nuove maniere di scambiarci il nostro lavoro che non sia con l’unico scopo di ammucchiare soldi di carta, ritornare ai valori veri, che nessun terremoto può distruggere: amicizia, intento, armonia, ricerca della libertà, creazione, evoluzione… non c’è n’è altra, non c’è più tempo per le stronzate. 

La gente si aiuta: si ospita, si condivide il cibo, la doccia, l’acqua, tutto: così ci insegnano i sopravviventi dell’Aquila. Solo questo è il mondo che vogliamo ricostruire! 

Tutti vi cercheranno soldi, in buona fede mia figlia mi ha mandato una petizione da firmare perché i soldi del super enalotto vadano alla ricostruzione. ATTENTI!

Ricostruire che?

La stessa cosa?

Un nuovo business si affaccia alla portata dei soliti noti: quello della ricostruzione, si fanno le guerre per poi fare le ricostruzioni!

No, alla gente si ricostruiscano case nuove, antisismiche, in un altro posto un nuova città lí vicino, patrimonio dell’Umanità, secondo i più moderni ed avanzati criteri di architettura ecologica compatibile armonica, i migliori architetti urbanisti si prodigheranno per darci una città del mondo nuovo, un’AQUILA CHE VOLI, e non quella gabbia di aquile sofferenti davanti la piscina comunale che tutti gli aquilani della mia età ricordano. E della compianta città della mia infanzia ed adolescenza se ne faccia un sito archeologico importante, come Pompei, Teothiuacan, la valle della Sfinge, un monito per lo sciame umano a non cadere negli stessi errori, a non accumulare, bloccare… Questo il messaggio che viene da lì: insieme colle lacrime, l’intento di evolverci trasformarci accettare amare amarsi, il sogno del serpente piumato, il sogno di unire la nostra radice terrena col nostro destino stellare di Libertá. 
 
 
 

Every night and every morn

To their ruins some are born 

Every morn and every night

Some are born to sweet delight 

Some are born to sweet delight

Some are born to endless night 

(William Blake) 
 

Ogni notte ed ogni mattina

Nascono alcuni alla rovina 

Ogni mattina ed ogni volta che vai a letto

Nascono alcuni al soave diletto 

Nascono alcuni al soave diletto

Nascono alcuni ad infinita notte 

(William Blake) 
 
 

Un abbraccio da Messico, Anahuac, il paese delle Aquile, Rodolfo de Matteis 
 
 

Per chi abbia voglia di leggere ancora al riguardo allego un mio racconto di fantascienza humor scritto il 18 luglio 2008, prima del terremoto e prima che uscisse il film con Nicholas Cage (“Knowing” non so come si chiami in italiano) scritto come contributo al dibattito interno alla redazione della rivista ArmOn che sta uscendo a Pescara, Abruzzo. 
 
 

Una notte insonne


Chiamare! chiamare! 

imperativo categorico avere il cellulare.
Ed averlo carico!

Carlo, si è svegliato, le pareti si aprivano davanti  ai suoi occhi, il pianoforte a coda sbattuto contro il muro, esce di casa...veloce...ma senza dimenticare gli automatismi...chiudo la porta! oddio ho lasciato la luce accesa!? ah no...guarda è l'appartamente del vicino...fuori di casa finalmente...eppure non sembra...c'era un albergo qui...c'era...

Giulio sta bene, sta cercando di raggiungere la mia famiglia...ma qui mezza città è a terra...c'è una situazione che ...è una situazione...è da terremotati...

Jonathan è riuscito ad uscire per miracolo...casa sua non c'è praticamente più...è il primo che parla di morti...due bambine...lo conosco lui starà aiutando di certo, lui che è così forte, così irrimediabilmente vero.

Roberta sta bene, ma è tutto distrutto, tutto distrutto...lo ripete con una voce che è un fiato e poi dice "ho la batteria scarica ci sentiamo dopo"...ha ragione, tanti vorranno sapere se è viva, a molti vorrà dire che è ancora viva.

Monica? Marco? Claudio? Giorgio? non riesco a contattarli...di alcuni non ho il numero...
non ho più credito...resto in attesa. 

silenzio.

Non riesco ancora a dormire bene, non riesco a pensare - per la prima volta - a niente altro che a quel che accade lontano da me. 
avessi (la avessimo in tanti) questa sensibilità sempre, forse il mondo sarebbe diverso.

9 apr 2009

EVENTI INCALCOLABILI...

La Terra Trema
L'Aquila, 6 aprile 2009 
h 3.32
42 secondi di orrore puro

85 km a nord est di roma...


le prime informazioni dicevano questo....

85 km a nordest di Roma....

ovvero

L'Aquila.


Il sisma, di magnitudo 6,7 Richter, è stato avvertito nettamente a Roma e all'Aquila
Il sisma a circa 85 chilometri a Nordest della capitale

Fortissima scossa di terremoto
l'epicentro tra Lazio e Abruzzo

Nel capoluogo abruzzese crolli ed edifici gravemente lesionati



5 apr 2009

Sua Maestà La Divina Ipofisi


(ANSA) - MILANO, 3 APR - Dietro alla meteoropatia, ovvero l'ipersensibilita' verso le condizioni del tempo, c'e' una spiegazione scientifica. E' quanto riporta 'Airone'. Secondo gli esperti l'ipofisi, una ghiandola che si trova alla base del cranio, con il brutto tempo viene stimolata a produrre Acth, un ormone che aumenta l'ansia. Contemporaneamente si riduce la formazione di endorfine, e cio' determina un abbassamento della soglia del dolore.



e pensare che la mia primadonna queste cose di sè non le sapeva...speriamo stia ancora dormendo!

1 apr 2009

un debutto/cameo

Pazzesco!!!

Risvegli

pensieri importanti e appunti per una nuova vita


Io penso che bisognerebbe restistere ogni giorno un pò di meno.
se a qualcosa serve crescere.
e che forse bisognerebbe esser migliori nel coraggio
che spesso per far poco rumore uno si dimentica di averne...di averne tanto.
Trovo affascinante contraddirmi,
per il solo gusto di vedere come me la cavo poi...
quando alla fine mi ritrovo con in mano delle certezze - che sì lo so - chi me le dà
in fondo a me le certezze, è che non voglio ascoltare- sì sì ho capito sono tutti bravi
puliti e gentili in fondo - sì sì d'accordo chiedo scusa se ho dubitato di te -
eppure...




20 mar 2009

Una signora

Nuova Apertura

Quante cose da raccontare, cari i miei...
Eccola qua, la nostra che studiava per diventare signora dell'html!
Belle e orribili cose sotto il cielo, tutto insieme...
noi che non brilliamo per ordine ci siamo abituati!

7 feb 2009

io e me


















infedeli si nasce
non si diventa...

26 gen 2009

come d'incanto


in ritardo rientro in classifica tra i visionari di film (ormai) d'epoca...


Il film della serata (di ieri) è 
COME D'INCANTO

niente di che , è solo che sono romantica 
e che ci credo che se prendi una favola e la metti nella realtà
la favola vince, sempre.


ecco 
il film è un pò così...
niente di che, è solo che sono romantica 
e che ci credo che un bacio è la cosa più potente
al mondo (nel mio caso anche un abbraccio può comprometterti tutta una vita)

niente di che, è solo che sono davvero molto romantica
e anche trenta secondi di cartone animato firmato Walt Disney 
mi fa tornare bambina e felice (e quando mai non lo sono?)

niente di che, è solo che sono romantica e 
talvolta i film ,anche quelli semplici semplici 
che dire?
come dire?
..ehm...
mi piacciono. 

niente di che.
è solo che sono romantica.


due riferimenti,
niente di che,

titolo originale : enchanted
paese:USA
anno:2007
Durata:110'
Regia: Kevin Lima
Con: Susan Sarandon, Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden
Musica: Alan Menken, Stephen Schwartz

12 gen 2009

B di botulino...


Una parola con la B...

A me viene in mente subito
bacio

Una parola con la B...
brivido
bicchiere
bolero

Una parola con la B...
bambini
blu
mmm....
batti batti le manine...

Una parola con la B...
La B di botulino

scusa, ripeti...
hai detto???
b di botulino!?cosa?
ma che cazz...botulino? cioè la prima parola con la b che ti viene in mente è botulino?
davvero?
ah. vabbè.
grazie della lezione, vedo di non scordarla.







Doveroso Omaggio

Il 17 gennaio del '29 un personaggio orbo e sdentato ma con due avambracci portentosi
apparve con un ruolo minore nella striscia "The Thimble Theater" di Elzie Crisler Segar

Braccio di ferro il marinaio
Ottant'anni di spinaci

Pochi mesi dopo l'esordio, grazie alle pressanti richieste dei lettori
Popey assunse il ruolo di protagonista. Storia di un outsider del fumetto
di LUCA RAFFAELLI


Braccio di ferro il marinaio Ottant'anni di spinaci
PER CERTI tratti quella di Popeye, Braccio di Ferro da noi, assomiglia alla storia di Cenerentola. Perché insegna in modo esemplare come il successo non premi solo i personaggi costruiti e pianificati per ottenerlo. Si può arrivare alla fama anche per caso, o meglio, per selezione naturale, grazie a un fascino irresistibile. Dunque. È il 17 gennaio del 1929. Nella striscia The Thimble Theatre (nata nel 1919) il personaggio Castor Oyl (cioè, sgrammaticamente, "olio di ricino", fratello di Olive) cerca un equipaggio per un lungo viaggio in nave. 

Lo trova (tutto) in un solo marinaio dal naso lunghissimo, sdentato e senza un occhio, mingherlino ma con due avambracci portentosi e tatuati con un'ancora ciascuno, con la pipa quasi sempre in bocca e un linguaggio da semianalfabeta. Nessuno avrebbe mai disegnato così un personaggio destinato a diventare una star. A Castor che gli chiede se fosse un marinaio, lui risponde (nella magnifica traduzione di Luciano Guidobaldi): "Che ti credi che ero un cowboy?". 

Da quel giorno e fino al 25 giugno, Popeye accompagna Castor, Olive e Ham Gravy (il primo fidanzato di Olive) in un'avventura sgangheratamente poetica, scritta e disegnata dall'allora trentacinquenne Elzie Crisler Segar seguendo il corso delle proprie invenzioni (sedici anni prima lo stile di Segar non era affatto piaciuto a Chaplin, che aveva fatto chiudere la striscia, da lui realizzata, su Charlot). 

In quest'avventura Popeye, dopo essersi rivelato scontroso, coraggioso e fortissimo, si ritrova sedici pallottole in corpo. Sedici ferite invisibili (non c'è traccia di sangue) per le quali il marinaio chiede di essere lasciato morire sul ponte della nave. Quattro giorni dopo, come se niente fosse, partecipa alla striscia che festeggia il ritorno dei personaggi a casa. 

Nelle strisce successive del Thimble Theatre di Popeye non si ha più traccia. Segar probabilmente lo avrebbe fatto scomparire come tanti altri suoi personaggi, semplici comparse nel suo teatrino disegnato. Ma ai lettori dei quotidiani di Hearst quel personaggio era entrato nel cuore. Le redazioni ricevettero migliaia di lettere per rivederlo. Forse proprio perché Braccio non aveva nessuna presunzione ("Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono" è il suo motto), forse perché dietro la sua scorza selvaggia nascondeva una sincera, selvaggia saggezza. 

Insomma, ai primi d'agosto riecco Castor sulle banchine del porto alla ricerca di Popeye, da allora protagonista assoluto della striscia. Con lui Segar continua a raccontare storie avventurose e bizzarre in un'America fantastica e senza leggi, dominata dalle paure e dai fantasmi della crisi, che Popeye combatte con un atteggiamento rilassato e disincantato. E qui arriviamo alla seconda parte della storia. 

Nel 1933 Max Fleischer, produttore di cartoni animati, realizza un cortometraggio per verificare la riuscita di Popeye sullo schermo. Lo fa senza la collaborazione di Segar. Già in questo primo film, ovviamente in bianco e nero, c'è tutto quello che avrebbe dato al personaggio la grande popolarità cinematografica: il motivetto "I'm Popeye the sailor man", con le due note suonate con la pipa, la simpatia e la forza di Braccio (che a un certo punto tira su la camicia di marinaio e mostra un corpetto da donna), la corte con Olivia e la lotta con Bluto a suon di spettacolari cazzotti, il gran finale con la scatola di spinaci (e, prima, la partecipazione straordinaria di Betty Boop che si esibisce in un balletto con il marinaio, con i seni coperti da una collana di perle). 

L'avventura lineare alla Mark Twain di Segar diventa con Fleischer un efficace gioco di ripetizioni. Bluto (da noi Bruto), che nei fumetti è solo un personaggio tra i tanti, nei cartoni viene eletto avversario fisso di Popeye. E poi ci sono gli spinaci, mai apparsi nei fumetti di Segar come elemento fondamentale per la sua vittoria finale. Nelle strisce di Segar, Popeye dichiara occasionalmente di aver ottenuto la sua forza micidiale osservando una dieta vegetariana a base di spinaci. E sono in molti a sostenere (e non è un azzardo) che l'autore abbia utilizzato la parola spinach per riferirsi alla marijuana, come si faceva in certo slang dell'epoca. 

Ma ritorniamo alla rivincita di Cenerentola. Nel mondo del cartone animato americano la scuola dei Fleischer, con sede a New York, era di serie B rispetto a quella californiana. Tra Hollywood e Burbank c'erano gli studi della Warner e dell'Mgm, e soprattutto Walt Disney, che non vuol dire solo Mickey Mouse. Disney dall'inizio degli anni Trenta porta avanti i suoi studi sull'animazione realistica, fondamentali per realizzare nel 1937 il primo lungometraggio animato, Biancaneve e i sette nani. 

Roy Disney, fratello di Walt, spesso attende all'uscita dello studio Fleischer gli animatori, per offrir loro sull'altra costa un impiego al doppio di quanto prendono a Broadway. Poi l'ottimismo creativo del topo disneyano impazza in quegli anni di crisi e vanno a ruba tutti gli oggetti con le sue orecchie sopra. Eppure, Popeye la Cenerentola nel 1935 viene dichiarato il personaggio più simpatico in un sondaggio tra i bambini americani. Più di Topolino. E, poco tempo dopo, lo stesso dicono anche i gestori dei cinema, e sembra quasi un'eresia. Incredibile. 

La popolarità e la fortuna di Popeye durano ancora oggi, nonostante la morte di Segar a soli quarantaquattro anni, nonostante una gestione del personaggio assai meno attenta di quella di Topolino, nonostante il fallimento di Fleischer quando cercò di copiare lo stile Disney, nonostante l'incapacità dei tanti autori che ne hanno ripreso i fumetti (anche certi bravi italiani) di avvicinarsi all'originaria poesia di Segar. 

E anche nonostante quello che è forse il più brutto film di Robert Altman, realizzato nel 1980 cercando con Robin Williams di dare vita a un personaggio a metà tra fumetto e cartone. Ora, a ottant'anni dall'esordio del personaggio e a settanta dalla morte del suo autore (settantuno, per la precisione), Popeye in Europa è un personaggio libero dai diritti. A chiunque voglia approfittarne serva da monito quanto disse il suo autore: "Popeye per me è una persona molto seria. Il divertimento di Popeye sta proprio nel vedere una persona seria che fa qualcosa di buffo". 

5 gen 2009

picking up the pieces

Il problema è 

credere in dio
o nell'uomo.

Io da sempre preferisco l'uomo,
e la donna ovviamente.

Una moglie un pò puttana 
potrebbe essere una santa.

Una puttana 
potrebbe diventare una santa moglie.

e in mezzo uomini che corrono da un lato all'altro del texas 
e fanno ridere, sorridere, tenerezza e un pò di malinconia.

e poi c'è woody più in forma che mai e la cucinotta che si doppia da sola,
poveretta...non è malissimo...e poi provateci voi 
a doppiarvi con la vostra vocetta 
mentre affianco c'avete i doppiatori veri, quelli con le voci perfette
le intonazioni perfette e gli attori ammeriCani! (perchè 
qualcuno cane ce l'hanno anche loro!)

a me il film non solo è piaciuto ma mi ha divertito da morire

resta solo un problema grande:
come recuperare la colonna sonora
di tale
RUY FOLGUERA

se ne avete notizie 
fate un fischio!

io sono in pieno recupero dei pezzi
della mia vita 
del mio amore
del mio teatro
del mio tempo

intanto però buon anno nuovo a tutti e che 
sia all'altezza dei nostri sogni! 
( o in alternativa che abbia un buon avvocato, sta volta cito per danni io!)

di seguito un pò di info sul piccolo capolavoro

Ho solo fatto a pezzi mia moglie

Titolo originale: Picking up the Pieces
Nazione: Usa
Anno: 2000
Genere: Commedia
Durata: 93'
Regia: Alfonso Arau


Cast: Woody AllenDavid SchwimmerMaria Grazia Cucinotta, Kiefer Sutherland, Fran Drescher, Sharon Stone, Lou Diamond Phillips, Cheech Marin.



27 dic 2008

AMEN





«Presuntuoso e mai originale»

Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo».

Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato - «fino alla fine, incredulo» - dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore.

La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà.

Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».


Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole? «Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è "anche" un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».


Come definire la sua musica? «Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non è Zucchero e Zucchero non è Beethoven. Ma Zucchero ha una personalità molto più riconoscibile di quella di Allevi».


C’è più dolore che rabbia nelle sue parole. «Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Tutto torna: è anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo. Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio, hanno armi spuntate per fronteggiarlo».


Che opinione ha di Allevi come esecutore? «In altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio». Lui si ritiene un erede e un profondo innovatore della tradizione classica. «Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova. Questo è un equivoco intollerabile. E perfino nel suo campo, ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai più rilevanti di lui».


Però è un fenomeno mediatico e commerciale assai rilevante. «Si tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti».


Allevi è giovane. Non vuole offrirgli qualche consiglio? «Rifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non è neppure il vero responsabile di quello che dice».



C’è un aspetto quasi messianico in alcune sue affermazioni, in questa autoinvestitura riguardo al proprio ruolo per il futuro della musica. «Lui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!».


Ma come interpretare questo suo oscuro annuncio: «La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l'Islam sta avendo sulla civiltà occidentale?»

«Evidentemente pensa che vinceranno Allevi e l’Islam. Vi prego, nessuno beva queste sciocchezze».

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