3 gen 2011

il 2010.




E' iniziato l'8 gennaio con una confessione che aspettavo di fare da tempo
Ed è finito il 17 gennaio con una violenza.

E' rimasto sospeso nel nulla per parecchi mesi poi all'improvviso è esploso
con un bacio appena sfiorato, che mi ha paralizzato dopo infinite nefandezze davanti alla mia vergogna 
e mi ha legato polsi e caviglie.

Il 25 giugno mi è scappato un urlo, una preghiera ed un silenzio violento, profondo, dovuto e sentito.
E poi...

Tantissimi km, i telefonini finalmente dimenticati, la musica al volume dei miei desideri,
un mare mio come mai nella vita e la certezza che tornare indietro non si può e non si deve, a volte.

Poi i sassi di una spiaggia ficcati nei reni, le nottate passate a cercare di dormire dove nessuno - da solo -  dovrebbe mai, qualche divano di fortuna e una carezza ogni tanto per far finta di vivere.

Una chiacchierata sulla spiaggia piena di confessioni insospettabili fatte a chi non sapevo fosse già mio,
un brindisi davanti ad una cena surreale,
la nostalgia di tutti gli amori passati e la paura di aver perso l'amore dentro,
nel cuore,
 la forza sconsiderata di dire, dopo un' infinita serie di "si", soltanto "no".

Un nome che non vuole andare via ma che si perfeziona in essenza e sostanza.
Uno sguardo sincero nella folla e il senso proibito dello scoprire che per qualcosa e qualcuno 
io esisto ancora e non sono cosa scontata.
Una famiglia, la mia tutta, da tenere lontana per sbagliare e scegliere senza fare male a nessuno.
Una famiglia, mia e non naturale, tutta da riconoscere e a cui non dire mai addio.
Amiche meravigliose insperate e amici di una vita ingialliti col tempo, per invidia, per debolezza.

La paura - quella vera - che avevo dimenticato.
La rabbia - quella sincera - che finalmente esce da me e si fa voce.
E il corpo...nuovo, ancora troppo fermo, ma così vivo, così presente e pronto a cambiare.

Il peso che oscilla tra il nulla e un tutto pensato, 
l'alcool che mi tiene in vita e 
un'estate che ha avuto il mio nome e la mia anima, 
con sofferenza, piacere e dignità

La ricerca di una nuova possibilità, di un nuovo modo di stare al mondo, una corsa impensabile tra me e il mio pensiero,
 a chi fa prima...!

La consapevolezza dopo millenni dei miei sbagli e dei miei meriti.
La voglia di essere una sola persona. integra. intera.
La forza di sbagliare altre mille volte perchè ci credo io e sono pronta a perdere tutto per quello in cui credo.

E il volere che si fa di nuovo religione,
il dovere solo a me stessa una nuova verità, una nuova dignità
e il potere solo piangere a volte, solo ridere, solo godere.
Ancora troppe parole dette, e un bisogno di casa che non pensavo avrei mai sentito così violento dentro di me.

E poi, a parte, qualcuno che mi porta via, ma lo fa davvero,
"perchè altrimenti non posso mai stare con te"

ed è tutela, cura, pensiero, azione e terre mai viste, regalate ai miei occhi in fughe senza pari.

E le mie incoerenze tutte da risolvere e comprendere
e questa dannata attitudine a non affogare che mi fa stare a galla 
ma mai nuotare sott'acqua mai capire nel profondo mai rischiare 
che non mi fa mai fidare di nessuno

questa ottusa attitudine a scappare alla prima che mi mette in bilico...


c'è voluto un anno, meravigliosamente insicuro e portentoso come questo 2010
per togliere la rete....


in agguato in ogni angolo della mia vita e del modo in cui me la giro e rigiro 
tra le parole i sorrisi le mani e il profumo
questa fottutissima capacità di non rischiare mai davvero, tutta ancora da neutralizzare

e intanto un anno nuovo a cui dare il buongiorno,
senza malinconia
senza paura, ormai, davvero


bello o brutto 
ora so che posso sostenerlo
che posso chiedergli di essere come lo voglio io
tutto sta a dirlo 


Attendo le mie nuove parole
e mi sgranocchio patatine fritte

era un anno che non lo facevo!


15 dic 2010

corrierino dei piccoletti



chi ha detto che non passeggiamo mai e non ci svegliamo mai presto?

Pane e cioccolata





Chiamiamola fortuna, forse rivoluzione.
Di certo c'è che di tornare a vedere film non era preventivato
e ancora meno lo era di tornare a scriverne.
La verità è che forse più di tutto mi sconvolge l'ignoranza che conservo dentro di me
e la sorte felice che viene sempre a cercarmi, anche quando tutto farebbe temere che non ho nessuna voglia
di farmi trovare nemmeno da lei.
"Ogni giorno a tutte l'ore nasce un uomo che alla felictà è destinato..."
verissimo, comincio a temere di essere tra questi, che mi piaccia o no, che ci creda o no!

Ad ogni modo
cominciamo da una parola particolarmente cara al mio cuore da qualche tempo a questa parte
"caffèèèèèèèèè!"
Ecco io Lui l'ho sempre legato a questo, al caffè.
"Se nun è bono che piacere è?!"
Lo so che c'è da vergognarsi nel dirlo,
ma insomma una sana ammissione di colpe talvolta fa bene all'anima.

Io Nino Manfredi l'ho sempre pensato stipendiato dalla Lavazza.
Punto.

Poi un giorno, abbarbicata su un divano bellissimo me lo sono trovato davanti che fingeva di non saper scrivere per non farsi riconoscere, poi avvelenato l'ho visto pedalare una bicicletta rovesciata in riva al mare, poi - ed è da qui che parto  - me lo sono ritrovata in un film talmente tanto attuale e complesso che non ho potuto trattenermi.
Toccava proprio parlarne, possibilmente scriverne - che ho scoperto essere il mio solo modo per capire davvero cosa sento.

Bene,
veniamo a Lui - sì, sì Nino - che per l'occasione però di cognome fa Garofalo.
Vive in Svizzera, ma è italiano.
Lavora in un ristorante di lusso, ma è in prova.
Teme e detesta un turco in prova come lui che potrebbe occupare l'unico posto da cameriere libero, ma ci dorme insieme.
Parla a sua moglie in fotografia, ma ascolta la vicina greca suonare il piano (o almeno così pensa...)
Trova una bimba strangolata in un parco, fugge, viene fermato dalla polizia, si sente spacciato ma credono alla sua innocenza e lo rilasciano (anche perchè c'è già un reo confesso ....prete ovviamente)
Viene buttato fuori dal ristorante e dalla Svizzera per aver pisciato su un muro per strada, ma non ha il coraggio di ripartire con gli altri emigranti che cantano disperati e felici "che basta il sole, che basta il mare..."
vive da clandestino per un pò cercando un lavoro e lo trova grazie ad un ricco corrotto manager che è fuggito dall'Italia dopo aver mandato in rovina e per strada millemila operai con tutta la fabbrica ma quello si suicida
si ritrova su un treno ma scende di nuovo che di sentir cantare un milanese "almeno abbiamo la nebbia" proprio non gli regge il cuore
finisce in un pollaio dove tutti vivono la vita di polli e galline e ridono felici sostenendo che in fondo differenza non c'è ma lui si accorge che differenza invece c'è
si tinge i capelli di biondo e si ritrova in un bar, ma che volete si gioca Italia contro Svizzera e a lui il biondo non piace per niente, "goooooaaaaaaaaaaallllllllllllllllllllllllllllllllllllll"
questa il volta il treno lo vuole prendere, anche dopo che l'amica greca - intanto sposata - ha ottenuto per lui il visto....ancora italiani che cantano "almeno abbiamo il sole"....ancora una volta giù dal treno, ma sta volta non in stazione, in una terra di nessuno, probabilmente al confine, ancora in tempo per restare in Svizzera dove forse una possibilità c'è. o forse - è vero - a ben guardare NON c'è se sei nato povero, se sei straniero.


Mille le possibili idee e i possibili spunti,
politici ...che a ben guardare ancora c'è chi dice che tanto abbiamo il sole e a ben guardare ancora c'è chi anche senza sole ci prova senza successo, che da st'Italia -ora come allora- si può solo andare via e che la Svizzera per una pisciata sviene tutta intera ma per i capitali sporchi ha sempre le gambe aperte!

Umani...che in quel solco che pochi provano davvero a superare non è detto che ti tocchi in sorte la vittoria (quasi sei destinato a fallire sembra suggerire ogni singola scena del film), ma che l'impresa è talmente tanto importante e la speranza talmente tanto forte che perfino la più usurata volontà non riesce ad arrendersi.

E poi c'è il personale...che a me interessa sempre troppo forse....che quel mare ce lo abbiamo dentro ma sentirlo cantare talvolta è offensivo, che vista da fuori certa pacifica resa fa schifo al punto che preferiamo un'umiliazione fiera, un insuccesso costante, alcune volte persino ingiustizie scottanti pur di non arrenderci all'idea che è tutto qui, che di meglio non può esserci.

C'è questo ordine pulito di un uomo che vive di nulla
questa qualità assoluta di un attore che in soli tre film ha già scalato tutte le vette ed è diventato il mio attore preferito
questa costante crudeltà di immagine e testi
questa scena del pollaio così spregiudicata e surreale da restarti sulla pelle
e questa cosa attorno che mi confonde, che non capisco, che mi fa sussurrare tra un milione di km fatti e da fare e questa prima serata di insonnia casalinga che
"ogni giorno a tutte l'ore nasce un uomo che al dolore è destinato..."
ed io amo pensare che pur appartenendo all'altra famiglia non posso allontanarmi dal rischio di diventare presto una di loro....almeno per un pò ....almeno quanto basta per sentire che una differenza non c'è.
Quanto basta per vedere che una differenza c'è.


Regia Franco Brusati

Con Nino Manfredi, Johnny Dorelli, Anna Karina

Anno: 1973, Italia

Musiche: Daniele Patucchi


Pane e Cioccolata

27 nov 2010

20 nov 2010

i tuoi fiori.


700 e più km
in meno di cinque giorni

sembro stanca?
Beh ma sono stanca

si stanca chi vive
chi corre
chi ci crede ancora
che chi non crede più
deve restare indietro

sembro diversa?
Ma ovviamente lo sono

diverso è chi non si accontenta
chi vuole cambiare
chi trova il coraggio di lasciare
anche se stesso indietro
per trovarne uno nuovo
tutto da esplorare


sembra che fuggo?
ma è naturale che fugga


fugge chi  ha fretta
chi non può più aspettare
chi pensa fortemente che anche il dove
una sua importanza ce l'ha
talvolta.


sembra che sono incazzata?
lo sono
perchè amo e voglio amare
e non ammetto più ostacoli
alla bellezza che voglio per me.


E se qualcuno si spaventa
pazienza
capirà col tempo
cosa intendevo
quando pronunciavo la parola
"vivere".

La porta è sempre aperta.

E' solo il mio tempo che vale di più
di ogni assurda pretesa
di comprendere
o farsi comprendere.





29 ott 2010

Non ne ho più bisogno. (ovvero morte della tolleranza)






In tempo di Bunga Bunga 

provo per la prima volta sulla mia pelle un senso di schifo atomico.

Per le similitudini.


Tra me, il mondo che ho avuto attorno negli ultimi anni e il Presidente del Consiglio.

Funziona tutto così.

Faccio cose orribili e nemmeno me le giustifico
agli occhi degli altri o ai miei

tanto è tutto concesso no????

tutto opinabile
e tutto discutibile

rischi della comunicazione
del politicamente corretti
della tolleranza
e della santissima cazzo di religione
che - volenti o nolenti - ci ingoia ancora 
nella debolezza e mai nella dignità.


Ecco ora io vorrei dire che provo uno schifo atomico 
e che
mi costasse la vita
non sprecherò più un secondo della mia esistenza
con squallido pietismo
tristissima volontà di quieto vivere
e comoda bontà.


Provo uno schifo atomico
e non ho nessuna intenzione di tenermelo per me.


In quanto al Presidente del Consiglio
ma un bel CI HAI ROTTO IL CAZZO VECCHIO proprio non si può dire????


Ma basta.
Davvero Basta.





28 set 2010

Learning to fly...

Quadrupede quadrumano di grandissime dimensioni, forse volante,
considerati i suoi rapidi spostamenti.
La sua apertura alare, di non facile misurazione, mediamente si
attesta intorno ai 600 km. La media è richiesta dal fatto che questa
creatura non pare avere una dimensione fissa, e nemmeno variabile in
funzione del tempo e della sua crescita o maturazione biologica, come
altre, e più comuni, creature terrestri. La sua dimensione varia in
funzione di variabili che la creatura stessa è restia a pubblicizzare
e che ne rendono particolarmente difficoltoso lo studio.
Quello che è parso di intuire da ricerche approfondite è che sembra
che il suo umore sia inversamente proporzionale alla sua estensione.
Quando è molto piccolo sembra essere molto felice. Sembra quasi che in
posizione raccolta esso raccolga anche le sue energie fin quasi a
brillare di luce propria come una qualunque stella del firmamento.
In assetto piccolo inoltre viene spesso colto in posizione orizzontale
mentre emette suoni non sempre intellegibili.
In assetto esteso, fino a 600 km e oltre, a dispetto della potenza che
una tale estensione lascerebbe presagire, si deprime un poco e spende
molte energie (e molti soldi) anche solo per poter prendere delle
semplici decisioni circa il suo immediato futuro.
Da queste ultime considerazioni pare che alcuni studiosi abbiano preso
spunto per sancirne lo scarso interesse scientifico a causa del suo
basso livello di sviluppo, oltre che una sua inevitabile e prossima
estinzione (eventualità di fronte alla quale la creatura pare abbia
reagito toccandosi i coglioni, ben riconoscibili e di nobile fattura,
con tutte e quattro le mani)
Altri studiosi invece sospendono il giudizio e continuano a studiare
la creatura, certi che saprà riservare grosse sorprese.

18 set 2010

Scena I - interno illuminato a giorno (ma è notte)

Per gli insonni è lo spazio di un pensiero, per Lei era una notte intera da vegliare senza farsi sentire vedere o intuire da nessuno.



Lontana dal letto cui aveva legato la mente ma non il corpo, guardava da una finestra ad una strada diversa dal solito.
Non riusciva ad intuirne bene i motivi ma quella che aveva davanti era la perfetta riproduzione della via di casa sua con qualcosa che non sapeva più di casa.
Il lampione che illuminava l'angolo era spento.
Ma non era questo, mille altre notti lo aveva visto, assente ingiustificato, rifiutarsi da far luce.
Non lo ricordava  - in realtà - ma ne era certa.
Altrove sentiva un bambino piangere, le macchine passare lente, altri uomini - loro non li sentiva fisicamente ma li intuiva chiaramente - pensare.
Come lei.
Soli.
Ad una finestra.



Quello che aveva lasciato alle spalle era il totale di una vita passata a curare dettagli senza mai guardare l'insieme.
E su questo pensiero non riuscì bene a comprendere il perchè cominciò a spogliarsi.
E partì dall'interno, dal sotto, dal nascosto, dall'intimo, dal personale.
Sfilati via i pensieri come indumenti -  pensava -  dovrei restare nuda.
L'emozione che si prova ogni volta che si resta nudi è deludente e sensazionale.
Sposti via la stoffa e quello che resta è solo pelle, solo corpo, e non è nudo, mai veramente nudo.
Peli, nei, pieghe e rughe che parlano e ancora parlano...della tua vita , del tuo scendere e salire su cibo, sudore e malattie.
Eppure tutta quell'aria a contatto...



Altrove - Sì ma dove?
Diversamente - Sì ma come?
E tu che c'entri?
Come stai nudo?
Come sto nuda?

Guardarsi è semplice a volte, guardarsi dentro dico.
Guardarsi è semplice a volte, riconoscersi volevo dire.

Oh sì....ci si sfiora il respiro così tante volte da non capire più se questa commozione così sincera
è vera, è nostra, è viva, è reale.





"Qualcuno dice che sono troppo nervosa per capire come essere me stessa senza ferire me stessa."



"La verità - pensava - è che non è quel lampione che fa la differenza ma questa qui non è più casa mia..."

Altrove...intanto qualcuno fumava.
Ne sentiva il profondo aspirare, quel ridere poco spensierato, quel cercare fuori
fuori da sè si intende
una soluzione.


Accese una sigaretta, lo faceva ogni volta che si sorprendeva a giurare che non ne avrebbe mai più toccata una

e poi sorrise


sì, anche al lampione spento...

...come se ne avesse inteso le parole.


(brano del 15 Luglio 2010.)

15 set 2010

Sdraiata come mai nella vita. ho detto tutto. (1 maggio 2010 h 23 circa)


(Alla mia amica F. e alla mia pelle troppo calda)



Finisce sempre così.
Con i bimbi che piangono e le mamme che gridano e alzano gli occhi al cielo
"che ci vuole una pazienza" e se lo sono dimenticate che "falli anche tu! è bellissimo!!"

Finisce sempre così.
Che ci sono i mariti, in un angolo, che guardano le altre e le mogli che fan finta di non averlo visto
"che ci vuole una gran pazienza" e non se lo riescono più a ricordare che prima ad esser guardate erano loro

Finisce sempre così.
Che mentre ovunque ci sono persone che si innamorano capita proprio a noi di incontrare quelle che smettono di amare
ed è sempre, solo, "che ci vuole una gran pazienza", che non ce lo ricordiamo mai in tempo che
è sempre così che finisce.

Finisce sempre così.

9 set 2010

Vagabondaggio Intellettuale. Dal Martedì alla Domenica...









Il martedì è il giorno delle donne che sole non restano mai del tutto.
Dedicato alla ricerca della domanda se è la risposta che pesa sul cuore.
Strizzato tra i giorni liberi di qualcuno, le lezioni di pilates di qualcun altro e la paura che
alla fine della notte arrivi un giorno. Uguale agli altri. Di nuovo.
La strozziamo nella culla la voglia di andare a dormire, che già dal calar del sole - il Martedì e perfino la Domenica - 
ci facciamo trovare svegli, pronti, con gli occhi sgranati e stanchi che sperano in una novità che non arriva mai.
Da 0 a 10 e poi di nuovo. 
Un gioco buono per tutti i perdenti.
E nello sforzo di sfiorare quell'11 che mi aspetta...apparecchio i nuovi Martedì e provo a vivere una Domenica meno liquida, meno calda e sabbiosa, meno pronta a sudare la sua insoddisfazione al ritmo di un suono che non arriva mai o quasi...

Sì perchè c'è Domenica e Domenica...

E ci sono canzoni che hanno suonato solo per me ed il mare questa estate 
suoni perfetti con cui è bello fare l'amore tra le onde

E le corse sceme verso una solitudine che speri possa prenderti per sempre
che non hai più voglia di tornare indietro 
non hai più intenzione di lasciarti convincere a sorridere, parlare e credere

Belle le onde 
quando ti portano via

Con la tua musica che fa tremare anche il cielo
molto meglio

E poi si torna indietro
e sulla passerella che ti riporta alla vita
ti chiedi poi se è lì 
proprio in quel passaggio nel mezzo
e in tutto quel che senti durante il viaggio
che ha senso il tuo scappare via verso il mare
per tornare indietro ancora una volta, all'asciutto... 


con gli altri.

con tutti gli altri.

Da Martedì a Domenica.


4 set 2010

Primi Appunti.


Chi me lo doveva dire nella vita che per vivere una festa dei 18 anni dovevo averne 31?


Ho imparato poche cose.
ma le ho imaparate bene.





Volere è Dovere






Non esistono persone fidate





Chi ti chiede se hai mangiato ti vuole vivo






Un argomento per volta, per favore.





Onora Padre, Madre e Feste.




13 lug 2010

Perfetta, a volte.

Pace. A volte.


E si sciolgono gli abbracci,
per ritrovarsi più veri.

Si riscoprono le mani 
dolcissime mani che si sfiorano timide

Si dimenticano i rifiuti 
e le offese
l'indifferenza
e la resistenza nervosa delle spalle a tutti quei no

Si sente di nuovo l'odore dei propri sbagli
e delle proprie perfette incertezze

Si accetta l'idea d'essere stanchi
e si affronta senza rete la voglia di non fermarsi proprio sul belvedere che meglio conosci

Si accarezza il pensiero che tutto è ancora da scrivere
e ogni tanto si ha paura


Come spesso, ancora, assolutamente ovunque
si pensa che nulla sta avvenendo 
fino a che tra le mani 
le adoratissime mani
trovi un inizio
qualcosa di diverso dal pensiero
di più leggero dell'esperienza 
e più fresco del sentimento

è la vita
questa splendida perfetta composta vita
che hai faticato a costruirti addosso

che talvolta ti fa correre
e alle volte ti lascia senza fiato fermo ad un angolo

e poi ti chiede di correre ancora per restare fermo

per restare in te

per essere davvero finalmente te


ancora , come spesso accade, ancora
qualcuno dovrà passare da qui
e qualcun altro è già passato


E la notte è piena di speranza
il cielo di stelle cadenti
e lo stomaco pieno di desideri da tirar via dai capelli annodati
di pensieri finalmente liberi
di forme di cui per fortuna tu ancora non sai nulla.


E ' la vita
e chiede di correre - a volte - 
per restare davvero intimamente profondamente fermi.



12 lug 2010

in questi giorni. (circa dieci anni fa...)






...c'erano i km
gli amori impossibili per i non detti
le distanze che aumentavano dal senso
le angolazioni difficili da centrare
la paura di essere
e la voglia di volare




...ci sono i km
l'amore che si è fatto corpo
la distanza che prendo da me
le angolazioni perfette da centrare
la paura di essermi trovata
e un volo infinito in cui voglio rischiare anche il collo




...e mentre ai nostri sogni pensa il mare
a tutto il resto pensano i km.

11 lug 2010

Amore, a volte.



E faccio l'amore con i chiaroscuri di questa notte.

da "Scena I interno giorno"...

5 lug 2010

2 lug 2010

Per quello che voglio e per quello che non ho ancora.

Alle volte le persone sono così
ti intralciano l'esistenza con le loro parole o con i loro silenzi
e ti guardano come si sentissero in colpa perchè non possono esserti d'aiuto
e vorrebbero farlo davvero.

A volte io sono così
mi approprio del tempo degli altri con le mie parole o i miei silenzi
e li guardo con il senso di colpa di chi sa che sta chiedendo quel che non vuole
e vorrei davvero, dentro, in fondo non essere così brava a farlo.

2 giu 2010

il 31 Maggio 2010



Spettacolo.

In diretta su Radio 3
Rete 2 delle Radio Televisione Svizzera
e in Scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano



Quando si dicono RadioVisioni...

27 mag 2010

Scarpe a Milano




Ragazze, Ragazze!
Ma che combinate?!
Va bene la moda, le paranoie sull'altezza ed anche il clima anomalo ma....venti cm di tacco, zeppe alte come una fetta di polenta , ballerine che si immergono e squaglian o sull'asfalto bollente.
Insomma, e la salute?

E non venita a dirmi che è una questione di abitudine, camminate tutte come grucce sbilenche!

Le ginocchia hanno il rumore e la pesantezza dell'intero mondo inceppato in cui viviamo, e le caviglie sono gonfie, troppo gonfie...
E così tutto il corpo si deve adeguare all'intero abito dei vostri piedi e le spalle si curvano, le pance fanno cpaolino da sotto gli sgargianti colori, le schiene invertono la naturale tendenza e sperano il cielo lì  dove la terra è l'unico vicino di casa!

R agazze, ragazze....!

Ma dov'è finito il vostro buon senso?
(per non parlare del vostro buon gusto...)

Fa caldo ovunque ma voi non sapete gestire il sole, nè l'aria, nè questa Milano così tanto città da lasciare scritta su ogni gamba, caviglia, spalla, schiena o braccio e collo nudo l'attesa spasmodica del più congeniale inverno.

Ed è così che m sfilate davanti, amiche inseparabili, tanto diverse da diventare identiche per insensata
attitudine.

Tra un maglione abbracciato ad un lino troppo sottile ed un anfibio che marcia fedele accanto ad un infradito,  la vostra inadeguata essenza non ha pari...

Ma forse è solo uno dei mille scherzi di questa Milano che inghiotte senza ammaliare....



6 apr 2010

Il Dubbio


C'erano riusciti,
peccato!
Hanno rischiato davvero di farcela...

di costringermi e convincermi al punto da dichiarare che questo film aveva il titolo
più appropriato della terra è che sarebbe rimasto per me
per sempre
solo e soltanto una domanda,
una risposta sempre troppo vaga
un post impossibile
una pagina bianca
una bozza incompleta
insomma
un dubbio.

Il dubbio.

Dato che fino ad oggi nessun film mi aveva messo in questa difficoltà...

E poi accade,
che per un caso,
per un amore,
per una assurda discussione
tanto forte quanto lontana dalle storie di questo film,
tutto è diventato chiarissimo.

E il dubbio è svanito.

La vita degli altri,
l'intervento sulla vita degli altri,
il tatto,
il contatto,
molto oltre la pelle
ma anche attraverso quella.

Non è questo che facciamo per tutto il tempo che siamo in vita in fondo?
entrare ed uscire dalle vite degli altri,
sfiorarli
scontrarli
comprenderli o ignorarli
sottovalutarli o considerarli troppo
domandarci di loro
spiandoli come nemici
anche quando li amiamo,
sussurrando di paura ad ogni gesto
anche solo perchè ci affascinano
per differenza
per dissonanza
per unicità.

La vena anticlericale che mi contraddistingue mi aveva buttato fuori pista dal primo istante
alle prime due sottane di monache e benedizioni e ostie
ero partita allegra verso la via della condanna,
ma quale dubbio?
per me un prete è sempre colpevole
una suora sempre antipatica
(eccetto Suor Maria e Suor Angelica, una vera donna della mia infanzia e  l'altra somma eroina del buon Giacomo Puccini)
e un ragazzino educato dai frati sempre un pò a rischio


Ma il punto non era questo
assolutamente non lo era
non parla di questo il film
e adesso mi sembra di capire perché
 la tesi del "come ti sputtano il clero corrotto"
a cui sembra di assistere per un pò
sul finale si smonta
si affloscia
fino a sparire
lasciandoti nella disincantata certezza d'essere stata spremuta dal "marketing"
girato attorno a questa pellicola.

Le vite degli altri
e quanto siamo capaci, pronti o semplicemente adatti a
toccarle.


Non si parla che di questo.

La Meryl Streep più rancida e colossale di sempre,
protagonista inflessibile de Il dubbio
ci prova in tutti i modi

Vuole entrare nella vita di tutti
glielo chiede un senso del dovere
una ossessione per il controllo
forse anche una fin troppo ostinata ricerca di una verità
una naturale inclinazione verso la disciplina e la lealtà

è onnipresente nella vita, nella stessa psiche, delle novizie che ha sotto

si ritrova carnefice e indagatrice della vita del suo antagonista, tanto equivoco quanto innocente, tanto simpatico quanto saccente, insomma un mostro inaffondabile
che vince anche quando perde
che viene promosso anche quando fugge

e si fa scandalizzare dalla reazione di una madre
(alla cui vita si accosta come angelo, come bocca della verità
come salvatrice, come solerte amica - lei ne è certa - )
che non le ha chiesto nessuna intrusione
che non le ha chiesto nessuna rivelazione
che non vuole essere disturbata
che ha altre ragioni
altri obiettivi
altre considerazioni da fare e fatte
e che ha un lavoro
che la chiama a sè
molto più di questioni - vere o presunte - dal sapore dubbio, disgustoso, doloroso


E' la vita degli altri
e non ci si può avvicinare se non su richiesta
e non ci si può avventurare senza guida
pena la solitudine
la frustrazione
e...nemmeno a dirlo ...il dubbio per l'eternità.


Quella sospensione profonda che non ti fa comprendere
molto oltre il sopravvaluto gioco del "torto o ragione"
se davvero hai toccato quel che era la verità
o almeno
quel tipo di verità che davvero serviva a cambiare una vita
a modificarne il corso
a salvarla,
in una parola.


C'erano riusciti a fregarmi
è un fatto certo
non fino in fondo
ma il rischio è stato grande...

Gli indizi c'erano tutti.

Parliamo di lui,
quel falso co - protagonista di un prete
così mellifluo, simpatico, egocentrico e "rivoluzionario"
eppure così ben integrato
così vicino alla minoranza delicata di un ragazzino "troppo dolce"


la pelle
un altro contatto, un'altra allusione al contatto con la vita degli altri

in questo film la pelle non la vedi
ma se ne parla,
sempre,
costantemente

perchè è alla pelle che si allude, quella fisica, quella della carne
ed è di pelle che si parla, quella più comoda in una civiltà benpensante e moderna, la presunta vittima adolescente ha la pelle nera, una minoranza da salvare anche nella "libera" America

e poi i consigli,
una violenta intrusione degli adulti sui più giovani,
dei maturi sui più acerbi,
dei più forti sui più delicati,
intrusione buona per qualcuno
infida per qualcun altro
dipende quanto "esclusivi" o "interessati" sono i consigli dispensati, si intende...


Tanto rumore
ma alla fine si torna lì

la vita degli altri

che è così diversa dalla nostra
che è così sfuggevole
impossibile da interpretare e decodificare
che è così difficile da cogliere
che è così piena di segni e contraddizioni
che come fai poi a non vivere nel dubbio?


E restano solo le finestre sempre troppo aperte nelle giornate di vento...
è la vita,
la tua in mezzo a tante altre
e le carte
i documenti
i segnali
e gli indizi
che si mischiano e
sparpagliano a caso
lasciandoti dentro quel freddo delicato dell'autunno
della mente e del cuore
che comprende che
alla vita degli altri
ci si potrà avvicinare
sempre e solo in compagnia del dubbio
della paura
e della voglia irrefrenabile
di capire
molto più che di sapere
del sentire molto più che di provare
del riconoscere molto più che del dimenticare

E' la vita degli altri
ed è, come in questo film,
priva di veri colpevoli
ed è sempre, come in questo film,
sacra,
nel senso più misterioso del termine

fuori e dentro qualsiasi chiesa, tempio o moschea
fuori e dentro qualsiasi casa o palazzo
fuori e dentro qualsiasi nostra convinzione o credo

Solo e soltanto questo,
la vita degli altri.


Non c'è colpevole
Non c'è innocente
Non c'è dubbio.


Ora sì, ve lo consiglio, guardatelo,
è girato e pensato molto bene...



Titolo Originale Doubt

regia John Patrick Shanley

cast Meryl Streep Philip Seymur Hoffman

Durata 104'

Anno 2008


Il Dubbio




Up...

...In the Air ovviamente
no!
niente radio!
avrei detto
On the Air dai....

E invece qui la musica non c'entra niente
a parte qualche snervante musichetta da sala d'attesa
o magari qualche radio di sottofondo da negozio
ma nemmeno tanto...

Del resto anche i cd ed i dischi appesantiscono uno zaino
ed occupano spazio
e ci rallentano il cammino
e in questa storia,
nella vita di quest'uomo
rallentare non è contemplato
appesantirsi anche meno
poichè la vita - ce lo dice proprio lui  -
è movimento
e nostro dovere è vaggiare leggeri
umanamente
setimentalmente
e concretamente.

Ecco a questo punto il mio fido lato oscuro della forza mi ha sussurato durante la visione che
andava benissimo così.

Ci sta tutta questa filosofia di vita,
ha senso,
almeno oggi.

Poi che volete...il buonismo,
la famiglia che ti irrompe nella vita,
una donna più coerente di te,
un nuova metodologia di lavoro
ed una assistente tanto prearata quanto fragile
e tutto si incrina ..

anche il mio umore...

Perchè questo buonismo dell'amore
la crisi di coscienza dell'uomo che ha tutto
e all'improvviso si accorge che è solo
che fa un lavoro sporco e spietato
dello zaino che da zero a mille si riempie
è solo  - passatemi il termine arcaico e un pò esotico - una stronzata.

E per fortuna il film non ha un lieto fine 
altrimenti era Walt Disney.

Ma il fastidio che ho provato
durante la visione di un film a mio parere prezioso
è rimasto tra le mie dita...

perchè?

ma perchè semplicemente non è vero
che si è sempre in tempo per cambiare vita
o meglio
per aumentare la quantità di "peso" nello zaino

e non perchè - per semplificare - il mondo non aspetta te!

ma perchè a ben guardare chi per indole o vocazione
ha deciso di vivere solo per se stesso
non muta pelle e animo in trenta secondi
non la sa cercare quella intimità che vorrebbe
non sa conquistarsi quel pezzo di vita privata cui ha rinunciato per amor di "leggerezza!

ahi voglia a raccontarci che sa trovare il coraggo per cercare la
sua donna e diventare romantico così - all'improvviso -
ma quando?

queste cose son da film...

Resta un perfetto George Clooney
una fotografia da "alberghi" e "pendolari" sapiente
e una serie raccapricciante di testimonianze
su cui varrebbe la pena di scrivere un post a parte
- molto americane in verità, da noi ancora non c 'è tanto professionismo (inutile) in certi momenti critici-
di gente la cui esistenza cambia controvoglia
di volti spaesati che mettono su quella poesia della vita
imparata a memoria prima di nascere
e faticosamente tenuta in piedi una volta poggiati su questo mondo.


Eh sì, io lo penso che alla fine di tutto
è chi ti ama e chi ami tu che la vita te la salva sempre

ma non per tutti
e non per sempre
e non è sempre così che deve andare
e non è detto che sia l'unica possibilità

Insomma
che tu sia nato per viaggiare leggero
o per restare fermo dove sei
quello zaino non si appesantirà nè alleggerirà ad un tuo cenno
perché dentro quello zaino,
bella o brutta
lieve o greve
resterà sempre una sola cosa,
la tua anima,

che non pesa quasi mai 28 grammi come han cercato di dirci altrove ...






Buon Viaggio!

Titolo Originale Up in the Air


Durata


Anno 2009


Regia  Jason Reitman


Cast George Clooney




Tra le Nuvole - Up in the Air









5 apr 2010

Filtri...

Thank You for Smoking!...




No niente canne!!!
Sigarette!

Sì, ancora fumo e sigarette,
ma tranquilli non si parlerà di quanto male o bene fanno
o meglio ci si proverà ma non ci si arriverà mai davvero
si proverà a comprendere a stanare la verità a farla uscire a provarla
ci si proverà, parlando ovviamente....
Perché è proprio lì
 il segreto per allontanare ogni pericolo di comprendere davvero,no?

PARLARE
meglio ancora, definendo, 
Discutere!

"Perché quando discuti, se sai argomentare, non hai mai torto..."

E questo l'irresistibile protagonista di questa storia lo sa fare da dio!

Devo ammetterlo l'ho amato dal principio
nonostante sia il re del Male
l'uomo che ha per sua stessa ammissione 
l'oscuro co-talento
(assieme a quello della parola)
di avere una morale elastica
morbida
plasmabile...

E' il migliore,
lo capisci dal principio,
e ti sorge il dubbio 
che ad avere sempre ragione bisogna godere proprio tanto
anche se non è perfettamente corretto
anche se non è esattamente la verità
anche se non è esattamente etico

però vuoi mettere?!
è strepitosamente irrimediabilmente completamente insostenibilmente
affascinante.

Poi ci si gioca da principio nel film,
vogliono proprio che lo ami
altrimenti perchè
metterti in minoranza l'uomo che - oltre ad essere il narratore di se stesso e di tutta la storia
 (e chi meglio di lui!?) -
  fa maggioranza da solo?

che esistono proprio questi essere così dotati 
da far, da soli, mondo...

Lui, il protagonista, lo è...
è un mondo, lo specchio perfetto di un mondo
che ha le sue stesse pecche morali
ma non le stesse incredibili doti di persuasione e dialettica
nè lo stesso scatto
nè lo stesso slancio
nè la stessa incredibile agilità verbale e mentale

E poi comprendo meglio l'amore che provo per lui
e anche quello che rischiai di provare per uno così...
perché io lo conosco uno così,
lo conosco superficialmente (che - manco a dirlo - potrebbe essere la parte migliore!)
e lo trovo irresistibile
proprio per questa virtù incredibile
imparo ogni volta che lo sento parlare
lo ascolto con l'avidità con cui ascolto un maestro
un pensatore 
un filosofo

solo che lui non è assolutamente nulla di tutto questo
è soltanto
(e scusate se è poco...)
un mago della discussione 
un dio della transazione 
....

lo so, sarà sempre meglio ascoltare un filosofo
un pensatore 
un artista puro
me lo sussurra atrocemente ogni volta la mia troppo solida morale
poi tra la confusione di voci ammirate e non
un brezza snob mi dice "sei così poco fantasiosa da giudicare solo la sostanza..."
ed una molto più perversa e anarchica dice "brava! immagina quella forma con la adeguata sostanza?
non è il senso stesso della Rivoluzione?"

poi di solito il lato oscuro della forza si impossessa di me 
per dieci minuti  con sogni di gloria
lasciandomi con la incrollabile certezza
che quando mi lascio andare a queste considerazioni sono assolutamente ridicola!


La verità è che esiste il talento
e che ognuno gode di un suo posto nel mondo 
che se ha proprio fortuna 
impara a ricoprire con totalità
e che se è la parola 
il talento che ti è capitato in sorte
l'unica sincera sentita via che hai di vivere al meglio e fare il tuo
è 
parlare
parlare 
parlare
e continuare a discutere perché...

discutere equivale non a nascondere la verità ma a filtrarla, non vi pare?

 perché quando discuti, se sai argomentare, non hai mai torto, no?

e perché ammettiamolo,
 se riesci ad avere ragione discutendo col tabacco
(o con tutto quello che facilmente difendibile non è)
puoi avere ragione su tutto e
ti sei guadagnato una fetta di vita in questo mondo, 
che lo sai (!) ha le tue stesse pecche,
ma non il tuo stesso talento...
che non sposta le masse...
che non convince nessuno...
- ahimè talvolta -
 nemmeno se stesso...
e continua a discuterne ...







...Indovinate con chi?





Titolo originale: Thank You For Smoking

Anno: 2005

Durata: 92'

Regia: Jason Reitman

Cast: Aaron Eckhart, Robert Duvall, Katie Holmes


THANK YOU FOR SMOKING





p.s. comunque a me è capitato,
pochi mesi fa,
ad una sigaretta devo la vita....
magari un giorno dirò che ad una sigaretta di troppo devo la fine della mia vita
 ma vedete,
oggi,
per ora,
io devo ad una sigaretta la mia presenza su questa terra...
...e pare che il mio unico talento sia - neanche a dirlo -
parlare....
sarà un segno?











4 apr 2010

As far as my eyes can see...



E' vecchia?
Sì,
 poco più di me
 o forse già troppo

come tutto quello che amo...

Per me avrà sempre dieci anni
ed era suono di cui non comprendevo il senso,
solo il colore..


Per me avrà sempre la forza di un cazzotto nello stomaco a quindici anni 
il giorno che, conscia dell'esistenza di una lingua chiamata inglese,
cominciò a sussurrarmi
"As far as my eyes can see"


Per me avrà sempre diciannove anni
e il sapore delle lacrime sulla tastiera di un piano che era mio solo di notte, 
quando tutti i musicisti andavano via...


..."Tanto lontano quanto i miei occhi riescono a vedere"...

e le prime note...
quelle imparate senza sforzo in un minuto...
quelle di cui conoscevo il senso prima ancora di sentirle...

As far as my eyes can see...






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in ordine di apparizione...