3 gen 2011
il 2010.
18 dic 2010
15 dic 2010
Pane e cioccolata
Chiamiamola fortuna, forse rivoluzione.
Di certo c'è che di tornare a vedere film non era preventivato
e ancora meno lo era di tornare a scriverne.
La verità è che forse più di tutto mi sconvolge l'ignoranza che conservo dentro di me
e la sorte felice che viene sempre a cercarmi, anche quando tutto farebbe temere che non ho nessuna voglia
di farmi trovare nemmeno da lei.
"Ogni giorno a tutte l'ore nasce un uomo che alla felictà è destinato..."
verissimo, comincio a temere di essere tra questi, che mi piaccia o no, che ci creda o no!
Ad ogni modo
cominciamo da una parola particolarmente cara al mio cuore da qualche tempo a questa parte
"caffèèèèèèèèè!"
Ecco io Lui l'ho sempre legato a questo, al caffè.
"Se nun è bono che piacere è?!"
Lo so che c'è da vergognarsi nel dirlo,
ma insomma una sana ammissione di colpe talvolta fa bene all'anima.
Io Nino Manfredi l'ho sempre pensato stipendiato dalla Lavazza.
Punto.
Poi un giorno, abbarbicata su un divano bellissimo me lo sono trovato davanti che fingeva di non saper scrivere per non farsi riconoscere, poi avvelenato l'ho visto pedalare una bicicletta rovesciata in riva al mare, poi - ed è da qui che parto - me lo sono ritrovata in un film talmente tanto attuale e complesso che non ho potuto trattenermi.
Toccava proprio parlarne, possibilmente scriverne - che ho scoperto essere il mio solo modo per capire davvero cosa sento.
Bene,
veniamo a Lui - sì, sì Nino - che per l'occasione però di cognome fa Garofalo.
Vive in Svizzera, ma è italiano.
Lavora in un ristorante di lusso, ma è in prova.
Teme e detesta un turco in prova come lui che potrebbe occupare l'unico posto da cameriere libero, ma ci dorme insieme.
Parla a sua moglie in fotografia, ma ascolta la vicina greca suonare il piano (o almeno così pensa...)
Trova una bimba strangolata in un parco, fugge, viene fermato dalla polizia, si sente spacciato ma credono alla sua innocenza e lo rilasciano (anche perchè c'è già un reo confesso ....prete ovviamente)
Viene buttato fuori dal ristorante e dalla Svizzera per aver pisciato su un muro per strada, ma non ha il coraggio di ripartire con gli altri emigranti che cantano disperati e felici "che basta il sole, che basta il mare..."
vive da clandestino per un pò cercando un lavoro e lo trova grazie ad un ricco corrotto manager che è fuggito dall'Italia dopo aver mandato in rovina e per strada millemila operai con tutta la fabbrica ma quello si suicida
si ritrova su un treno ma scende di nuovo che di sentir cantare un milanese "almeno abbiamo la nebbia" proprio non gli regge il cuore
finisce in un pollaio dove tutti vivono la vita di polli e galline e ridono felici sostenendo che in fondo differenza non c'è ma lui si accorge che differenza invece c'è
si tinge i capelli di biondo e si ritrova in un bar, ma che volete si gioca Italia contro Svizzera e a lui il biondo non piace per niente, "goooooaaaaaaaaaaallllllllllllllllllllllllllllllllllllll"
questa il volta il treno lo vuole prendere, anche dopo che l'amica greca - intanto sposata - ha ottenuto per lui il visto....ancora italiani che cantano "almeno abbiamo il sole"....ancora una volta giù dal treno, ma sta volta non in stazione, in una terra di nessuno, probabilmente al confine, ancora in tempo per restare in Svizzera dove forse una possibilità c'è. o forse - è vero - a ben guardare NON c'è se sei nato povero, se sei straniero.
Mille le possibili idee e i possibili spunti,
politici ...che a ben guardare ancora c'è chi dice che tanto abbiamo il sole e a ben guardare ancora c'è chi anche senza sole ci prova senza successo, che da st'Italia -ora come allora- si può solo andare via e che la Svizzera per una pisciata sviene tutta intera ma per i capitali sporchi ha sempre le gambe aperte!
Umani...che in quel solco che pochi provano davvero a superare non è detto che ti tocchi in sorte la vittoria (quasi sei destinato a fallire sembra suggerire ogni singola scena del film), ma che l'impresa è talmente tanto importante e la speranza talmente tanto forte che perfino la più usurata volontà non riesce ad arrendersi.
E poi c'è il personale...che a me interessa sempre troppo forse....che quel mare ce lo abbiamo dentro ma sentirlo cantare talvolta è offensivo, che vista da fuori certa pacifica resa fa schifo al punto che preferiamo un'umiliazione fiera, un insuccesso costante, alcune volte persino ingiustizie scottanti pur di non arrenderci all'idea che è tutto qui, che di meglio non può esserci.
C'è questo ordine pulito di un uomo che vive di nulla
questa qualità assoluta di un attore che in soli tre film ha già scalato tutte le vette ed è diventato il mio attore preferito
questa costante crudeltà di immagine e testi
questa scena del pollaio così spregiudicata e surreale da restarti sulla pelle
e questa cosa attorno che mi confonde, che non capisco, che mi fa sussurrare tra un milione di km fatti e da fare e questa prima serata di insonnia casalinga che
"ogni giorno a tutte l'ore nasce un uomo che al dolore è destinato..."
ed io amo pensare che pur appartenendo all'altra famiglia non posso allontanarmi dal rischio di diventare presto una di loro....almeno per un pò ....almeno quanto basta per sentire che una differenza non c'è.
Quanto basta per vedere che una differenza c'è.
14 dic 2010
27 nov 2010
20 nov 2010
i tuoi fiori.
700 e più km
in meno di cinque giorni
sembro stanca?
Beh ma sono stanca
si stanca chi vive
chi corre
chi ci crede ancora
che chi non crede più
deve restare indietro
sembro diversa?
Ma ovviamente lo sono
diverso è chi non si accontenta
chi vuole cambiare
chi trova il coraggio di lasciare
anche se stesso indietro
per trovarne uno nuovo
tutto da esplorare
sembra che fuggo?
ma è naturale che fugga
fugge chi ha fretta
chi non può più aspettare
chi pensa fortemente che anche il dove
una sua importanza ce l'ha
talvolta.
sembra che sono incazzata?
lo sono
perchè amo e voglio amare
e non ammetto più ostacoli
alla bellezza che voglio per me.
di comprendere
o farsi comprendere.
29 ott 2010
Non ne ho più bisogno. (ovvero morte della tolleranza)
In tempo di Bunga Bunga
22 ott 2010
7 ott 2010
30 set 2010
28 set 2010
Learning to fly...
19 set 2010
18 set 2010
Scena I - interno illuminato a giorno (ma è notte)
Per gli insonni è lo spazio di un pensiero, per Lei era una notte intera da vegliare senza farsi sentire vedere o intuire da nessuno.
Lontana dal letto cui aveva legato la mente ma non il corpo, guardava da una finestra ad una strada diversa dal solito.
Non riusciva ad intuirne bene i motivi ma quella che aveva davanti era la perfetta riproduzione della via di casa sua con qualcosa che non sapeva più di casa.
Il lampione che illuminava l'angolo era spento.
Ma non era questo, mille altre notti lo aveva visto, assente ingiustificato, rifiutarsi da far luce.
Non lo ricordava - in realtà - ma ne era certa.
Altrove sentiva un bambino piangere, le macchine passare lente, altri uomini - loro non li sentiva fisicamente ma li intuiva chiaramente - pensare.
Come lei.
Soli.
Ad una finestra.
Quello che aveva lasciato alle spalle era il totale di una vita passata a curare dettagli senza mai guardare l'insieme.
E su questo pensiero non riuscì bene a comprendere il perchè cominciò a spogliarsi.
E partì dall'interno, dal sotto, dal nascosto, dall'intimo, dal personale.
Sfilati via i pensieri come indumenti - pensava - dovrei restare nuda.
L'emozione che si prova ogni volta che si resta nudi è deludente e sensazionale.
Sposti via la stoffa e quello che resta è solo pelle, solo corpo, e non è nudo, mai veramente nudo.
Peli, nei, pieghe e rughe che parlano e ancora parlano...della tua vita , del tuo scendere e salire su cibo, sudore e malattie.
Eppure tutta quell'aria a contatto...
Altrove - Sì ma dove?
Diversamente - Sì ma come?
E tu che c'entri?
Come stai nudo?
Come sto nuda?
Guardarsi è semplice a volte, guardarsi dentro dico.
Guardarsi è semplice a volte, riconoscersi volevo dire.
Oh sì....ci si sfiora il respiro così tante volte da non capire più se questa commozione così sincera
è vera, è nostra, è viva, è reale.
"Qualcuno dice che sono troppo nervosa per capire come essere me stessa senza ferire me stessa."
"La verità - pensava - è che non è quel lampione che fa la differenza ma questa qui non è più casa mia..."
Altrove...intanto qualcuno fumava.
Ne sentiva il profondo aspirare, quel ridere poco spensierato, quel cercare fuori
fuori da sè si intende
una soluzione.
Accese una sigaretta, lo faceva ogni volta che si sorprendeva a giurare che non ne avrebbe mai più toccata una
e poi sorrise
sì, anche al lampione spento...
...come se ne avesse inteso le parole.
(brano del 15 Luglio 2010.)
15 set 2010
Sdraiata come mai nella vita. ho detto tutto. (1 maggio 2010 h 23 circa)
Finisce sempre così.
Con i bimbi che piangono e le mamme che gridano e alzano gli occhi al cielo
"che ci vuole una pazienza" e se lo sono dimenticate che "falli anche tu! è bellissimo!!"
Finisce sempre così.
Che ci sono i mariti, in un angolo, che guardano le altre e le mogli che fan finta di non averlo visto
"che ci vuole una gran pazienza" e non se lo riescono più a ricordare che prima ad esser guardate erano loro
Finisce sempre così.
Che mentre ovunque ci sono persone che si innamorano capita proprio a noi di incontrare quelle che smettono di amare
ed è sempre, solo, "che ci vuole una gran pazienza", che non ce lo ricordiamo mai in tempo che
è sempre così che finisce.
Finisce sempre così.
9 set 2010
Vagabondaggio Intellettuale. Dal Martedì alla Domenica...
4 set 2010
Primi Appunti.
13 lug 2010
Pace. A volte.
12 lug 2010
in questi giorni. (circa dieci anni fa...)
...c'erano i km
gli amori impossibili per i non detti
le distanze che aumentavano dal senso
le angolazioni difficili da centrare
la paura di essere
e la voglia di volare
...ci sono i km
l'amore che si è fatto corpo
la distanza che prendo da me
le angolazioni perfette da centrare
la paura di essermi trovata
e un volo infinito in cui voglio rischiare anche il collo
...e mentre ai nostri sogni pensa il mare
a tutto il resto pensano i km.
11 lug 2010
5 lug 2010
4 lug 2010
2 lug 2010
Per quello che voglio e per quello che non ho ancora.
Alle volte le persone sono così
ti intralciano l'esistenza con le loro parole o con i loro silenzi
e ti guardano come si sentissero in colpa perchè non possono esserti d'aiuto
e vorrebbero farlo davvero.
A volte io sono così
mi approprio del tempo degli altri con le mie parole o i miei silenzi
e li guardo con il senso di colpa di chi sa che sta chiedendo quel che non vuole
e vorrei davvero, dentro, in fondo non essere così brava a farlo.
2 giu 2010
il 31 Maggio 2010
In diretta su Radio 3
Rete 2 delle Radio Televisione Svizzera
e in Scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano
Quando si dicono RadioVisioni...
27 mag 2010
Scarpe a Milano
6 apr 2010
Il Dubbio
C'erano riusciti,
peccato!
Hanno rischiato davvero di farcela...
di costringermi e convincermi al punto da dichiarare che questo film aveva il titolo
più appropriato della terra è che sarebbe rimasto per me
per sempre
solo e soltanto una domanda,
una risposta sempre troppo vaga
un post impossibile
una pagina bianca
una bozza incompleta
insomma
un dubbio.
Il dubbio.
Dato che fino ad oggi nessun film mi aveva messo in questa difficoltà...
E poi accade,
che per un caso,
per un amore,
per una assurda discussione
tanto forte quanto lontana dalle storie di questo film,
tutto è diventato chiarissimo.
E il dubbio è svanito.
La vita degli altri,
l'intervento sulla vita degli altri,
il tatto,
il contatto,
molto oltre la pelle
ma anche attraverso quella.
Non è questo che facciamo per tutto il tempo che siamo in vita in fondo?
entrare ed uscire dalle vite degli altri,
sfiorarli
scontrarli
comprenderli o ignorarli
sottovalutarli o considerarli troppo
domandarci di loro
spiandoli come nemici
anche quando li amiamo,
sussurrando di paura ad ogni gesto
anche solo perchè ci affascinano
per differenza
per dissonanza
per unicità.
La vena anticlericale che mi contraddistingue mi aveva buttato fuori pista dal primo istante
alle prime due sottane di monache e benedizioni e ostie
ero partita allegra verso la via della condanna,
ma quale dubbio?
per me un prete è sempre colpevole
una suora sempre antipatica
(eccetto Suor Maria e Suor Angelica, una vera donna della mia infanzia e l'altra somma eroina del buon Giacomo Puccini)
e un ragazzino educato dai frati sempre un pò a rischio
Ma il punto non era questo
assolutamente non lo era
non parla di questo il film
e adesso mi sembra di capire perché
la tesi del "come ti sputtano il clero corrotto"
a cui sembra di assistere per un pò
sul finale si smonta
si affloscia
fino a sparire
lasciandoti nella disincantata certezza d'essere stata spremuta dal "marketing"
girato attorno a questa pellicola.
Le vite degli altri
e quanto siamo capaci, pronti o semplicemente adatti a
toccarle.
Non si parla che di questo.
La Meryl Streep più rancida e colossale di sempre,
protagonista inflessibile de Il dubbio
ci prova in tutti i modi
Vuole entrare nella vita di tutti
glielo chiede un senso del dovere
una ossessione per il controllo
forse anche una fin troppo ostinata ricerca di una verità
una naturale inclinazione verso la disciplina e la lealtà
è onnipresente nella vita, nella stessa psiche, delle novizie che ha sotto
si ritrova carnefice e indagatrice della vita del suo antagonista, tanto equivoco quanto innocente, tanto simpatico quanto saccente, insomma un mostro inaffondabile
che vince anche quando perde
che viene promosso anche quando fugge
e si fa scandalizzare dalla reazione di una madre
(alla cui vita si accosta come angelo, come bocca della verità
come salvatrice, come solerte amica - lei ne è certa - )
che non le ha chiesto nessuna intrusione
che non le ha chiesto nessuna rivelazione
che non vuole essere disturbata
che ha altre ragioni
altri obiettivi
altre considerazioni da fare e fatte
e che ha un lavoro
che la chiama a sè
molto più di questioni - vere o presunte - dal sapore dubbio, disgustoso, doloroso
E' la vita degli altri
e non ci si può avvicinare se non su richiesta
e non ci si può avventurare senza guida
pena la solitudine
la frustrazione
e...nemmeno a dirlo ...il dubbio per l'eternità.
Quella sospensione profonda che non ti fa comprendere
molto oltre il sopravvaluto gioco del "torto o ragione"
se davvero hai toccato quel che era la verità
o almeno
quel tipo di verità che davvero serviva a cambiare una vita
a modificarne il corso
a salvarla,
in una parola.
C'erano riusciti a fregarmi
è un fatto certo
non fino in fondo
ma il rischio è stato grande...
Gli indizi c'erano tutti.
Parliamo di lui,
quel falso co - protagonista di un prete
così mellifluo, simpatico, egocentrico e "rivoluzionario"
eppure così ben integrato
così vicino alla minoranza delicata di un ragazzino "troppo dolce"
la pelle
un altro contatto, un'altra allusione al contatto con la vita degli altri
in questo film la pelle non la vedi
ma se ne parla,
sempre,
costantemente
perchè è alla pelle che si allude, quella fisica, quella della carne
ed è di pelle che si parla, quella più comoda in una civiltà benpensante e moderna, la presunta vittima adolescente ha la pelle nera, una minoranza da salvare anche nella "libera" America
e poi i consigli,
una violenta intrusione degli adulti sui più giovani,
dei maturi sui più acerbi,
dei più forti sui più delicati,
intrusione buona per qualcuno
infida per qualcun altro
dipende quanto "esclusivi" o "interessati" sono i consigli dispensati, si intende...
Tanto rumore
ma alla fine si torna lì
la vita degli altri
che è così diversa dalla nostra
che è così sfuggevole
impossibile da interpretare e decodificare
che è così difficile da cogliere
che è così piena di segni e contraddizioni
che come fai poi a non vivere nel dubbio?
E restano solo le finestre sempre troppo aperte nelle giornate di vento...
è la vita,
la tua in mezzo a tante altre
e le carte
i documenti
i segnali
e gli indizi
che si mischiano e
sparpagliano a caso
lasciandoti dentro quel freddo delicato dell'autunno
della mente e del cuore
che comprende che
alla vita degli altri
ci si potrà avvicinare
sempre e solo in compagnia del dubbio
della paura
e della voglia irrefrenabile
di capire
molto più che di sapere
del sentire molto più che di provare
del riconoscere molto più che del dimenticare
E' la vita degli altri
ed è, come in questo film,
priva di veri colpevoli
ed è sempre, come in questo film,
sacra,
nel senso più misterioso del termine
fuori e dentro qualsiasi chiesa, tempio o moschea
fuori e dentro qualsiasi casa o palazzo
fuori e dentro qualsiasi nostra convinzione o credo
Solo e soltanto questo,
la vita degli altri.
Non c'è colpevole
Non c'è innocente
Non c'è dubbio.
Ora sì, ve lo consiglio, guardatelo,
è girato e pensato molto bene...
Titolo Originale Doubt
regia John Patrick Shanley
cast Meryl Streep Philip Seymur Hoffman
Durata 104'
Anno 2008
Il Dubbio
Up...
che fa un lavoro sporco e spietato
su cui varrebbe la pena di scrivere un post a parte
che tu sia nato per viaggiare leggero
o per restare fermo dove sei
quello zaino non si appesantirà nè alleggerirà ad un tuo cenno
perché dentro quello zaino,
bella o brutta
lieve o greve
resterà sempre una sola cosa,
la tua anima,
che non pesa quasi mai 28 grammi come han cercato di dirci altrove ...
Buon Viaggio!
Titolo Originale Up in the Air
Durata
Anno 2009
Regia Jason Reitman
Cast George Clooney
Tra le Nuvole - Up in the Air
5 apr 2010
Filtri...
proprio per questa virtù incredibile
pochi mesi fa,
ad una sigaretta devo la vita....
magari un giorno dirò che ad una sigaretta di troppo devo la fine della mia vita
ma vedete,
oggi,
per ora,
io devo ad una sigaretta la mia presenza su questa terra...
...e pare che il mio unico talento sia - neanche a dirlo -
parlare....
sarà un segno?
4 apr 2010
As far as my eyes can see...
poco più di me
o forse già troppo
solo il colore..
e le prime note...
quelle imparate senza sforzo in un minuto...
quelle di cui conoscevo il senso prima ancora di sentirle...
As far as my eyes can see...
.




