23 apr 2013

16 mar 2013

Giorno 25.



Addio al passato...


Le cose sono cambiate, ora comincio a capirlo.


Addio al passato.

1 mar 2013

Il privilegio di esserci.(A/R)



Il privilegio di esserci, 
al giorno 11,
fa capolino e viene a svegliarmi, 
innopportuno, come i suoi orari
poco avvincente come il suo alito,
pieno di tosse,
e pronto a smuovere masse muscolari di emozioni
sopite, mezzo addormentate e fuori controllo.


Il privilegio di esserci,
all'andata,
fa che ogni sinc si realizzi
ogni pensiero si incontri 
ogni parola si comprenda 
ogni sospiro intenda 
e via così 
fino alla perfezione dell'essere.

Il privilegio di esserci,
al ritorno,
fa degli uomini capre inutili
delle donne fasci di nervi
del ventre un luogo vuoto
del pensiero un nemico costante


Il privilegio di esserci,
come ogni privilegio
fa di me 
oggi una donna serena e 
domani 
un'ombra


il privilegio di esserci,
al giorno 11,
mi regala mia madre
mi confonde con le sue parole 
mi consegna ad una notte in cui,
per la gloria di cui solo gli assenteisti conoscono il sapore,
preferisco dormire,
senza sognare nessuno.


il giorno 11,
a proposito di presenza/assenza
andata/ritorno
ne ha sempre saputo a pacchi.

26 feb 2013

Giorno 8.



Non sono né più buona né più cattiva 
Sono sola e vivo la compagnia 
Sono in compagnia e godo della solitudine
in cerca di quella metà di me assente 
che fa di me ciò che sono 
in una specie di equilibrio dell'attimo, mai dell'eterno. 

Un funambolo.
Un bacio rubato.
Una mano nascosta di poker.
Un bicchiere di troppo.
Una corsa da immobile.
Un profumo nuovo sul cuscino. 
Un brivido senza sussulto.

E poi il calore
un sorriso timido
un caffè di nascosto.


E poi io 
sempre io
mille volte diversa 
mille volte nuova 
mille volte di ritorno.


Io 
sempre io
da sola, 
sul mio letto, 
io.

Da capo.

19 feb 2013

Giorno1.

 (per i prossimi 34 giorni questo credo sarà il mio mood)




pensierini di oggi per la cura del me....


1. una carta di identità (tanto per fare le cose con ordine)
2. un metro da sarta ("che passerò ai miei nipoti")
3. una nuova pianta da curare
4. un pranzetto delizioso
5. gli Atom For Peace. 


Non male direi. Davvero niente male.
Onora le feste resterà per sempre il mio comandamento preferito.



17 feb 2013

A casa, ma di più.


E come non c'ero mai stata,
a casa intendo.

In una casa mia
- un sogno dei tempi in cui disegnavo meglio di come parlavo - 
con una stanza mia più cara delle altre.


Dentro questa stanza c'è un piano,
il mio piano.
E sfiorarlo cambia la vita....


I seguenti passi sono stati scioccanti ma doverosi.

Dove avevo messo libri?
E le scale? -  Dove ho lasciato il libro delle scale? - 
E teoria musicale mio dio?
Che non mi ricordo nemmeno i nomi?

E le dita?
Cosa proveranno le dita?
Dolore, sollievo, amore, paura?

E il fiato?
Come reagirà il fiato!?


Correrò, l'ho sempre fatto...
Sbaglierò da pazzi, arrabbiandomi e ripetendo all'infinito ma col pedale della sordina schiacciato,
per non disturbare.
E quando suonerò un pezzo che risuona in me lo ripeterò per mille volte.
In tutti i volumi del mondo.

I vicini mi vorranno meno bene
Ma io guarderò il mondo da dove so che la vista è bellissima.


Da dove lo sogno è già una meraviglia....
e quando lo ricordo un oasi in cui riuscivo ad essere sola con me.

presto.


Dove cazzo ho messo il libro delle scale? 

10 feb 2013

let the sky fall....


Ho molto di più che qualche cosa da fare....
anche per te.

2 feb 2013

Via.

Cosa hai deciso?


(pescara, 30 gennaio 2013)



Non chiederlo alle stelle che non rispondono a nessuno

Non chiederlo alla luna che ti ha illuminata sempre a metà

Non chiederlo al sole, in questo periodo non è in forma

non chiederlo al vento, ha troppa fretta

non chiederlo alla strada, c'è troppo rumore

non chiederlo al sogno, è un bambino che gioca

non chiederlo ai libri, hanno tutti ragione

non chiederlo alla musica, cambia spesso discorso

non chiederlo ai colori, hanno troppe sfumature

non chiederlo alle matite, la loro vita è breve

non chiederlo agli uomini, ne hanno paura

non chiederlo ai bambini, sono di parte

non chiederlo all'amore, lui le domande le fa

non chiederlo al padre, se ne vergogna

non chiederlo alla madre, ormai non c'è più

non chiederlo agli assenti, non ti sentiranno

non chiederlo ai presenti, ti risponderanno senza pensare





una sola reazione a tante domande
che da oggi non vogliono più una risposta.












31 gen 2013

Bentornato amore.


A questo mio amore tornato a casa
e a Lia. 
Splendida giovane donna,
più lontana e vicina che mai.

25 gen 2013

ma come te lo spiegavo?!


E come avrei potuto spiegarlo mentre dormivi?

Almeno sull'orecchio altri prima di te erano già arrivati

avevano spiegato bene e senza alcuna parola
che il mio amore ha più suono
che senso.


anni fa in una lontana buia giornata 
ho pianto
di una delusione da bambina

l'invincibile senso di responsabilità
mi aveva impedito di vivere la mia giornata

che non era la normale fuga


e gli ho dato l'importanza che aveva 
quella giornata
mai dimenticata e mai perdonata


Oggi, come spesso accade nella vita,
per un voglia di riconciliazione col passato
mi sono andata a prendere il mio

anni di difficoltà risolti?
affatto...solo sostituiti da nuove difficoltà
da nuovi pensieri

in pienezza 
di una pienezza per cui alla fine 
ti viene da chiedere "chi?" 
una pienezza che forse è morte 
(ma morte per chi?)
una pienezza che è 
comunque la si giudichi
un pieno vero
e non un vuoto tappato a forza 
da singhiozzi soffocati
e pensieri ombra nascosti sotto i tappeti 


dopo anni mi vado a prendere il mio
e lo trovo
senza averlo mai toccato prima 
lo trovo
mio


era più semplice?
può darsi...

d'altronde "più semplice"
non è mai stato un requisito richiesto.

(ci sono donne che vivono due vite)







17 gen 2013

L'altra donna.

Al centro del discorso.
dove nessuno può sorprendermi (a parte me)
resta la musica
il sonno
il dolce sorridere
alcuni baci
uno sguardo a mala pena 
le mani di altri
il vibrato di uno
le parole di Lei
una telefonata disperata
le tre linee rosse
e i bagni caldi.


il resto è rumore
perfino il mio parlare
delirio le tue poesie
il suo restare immobile ragnatela
un abbraccio mai immaginato per sempre in me 
e loro tutti consapevoli e indifferenti,
diffidenti, vicini e così cari,
commoventi estranei

resta il sudore
quello ha sempre avuto senso.
in me che non sudo,
se non di nascosto.

Al centro del discorso c'è un grande silenzio
che ha il nome di chi lo indossa 
che ha la malìa di chi lo nasconde 
e il coraggio di chi lo porta con sè ogni giorno.
 Sottile, delicatissimo, morbido me 
di cui amo ogni cosa.

(Al 17 gennaio. Di mai troppi anni fa. Al Controluce.Ad Angelo. A Marcello.)

15 gen 2013

A.





Credo di avercelo scritto negli occhi
"io ritengo di avere proprio la faccia di una che ci è rimasta male"
e qualcosa mi dice che è giusto così.

Non è l'amore per i nomi,
quello di solito si supera e dimentica
così come si confonde la forma e il calore/colore/odore
che aveva quel nome.

E' l'amore per le maiuscole
che si offende 
e non vuole più lusingare nessuno
col gesto elegante
o il pensiero ordinato

Quell'amore offeso è il vuoto.
Il resto è contesto, di solito poco importante
intercambiabile
anche perchè quasi sempre uguale.


l'amore per le maiuscole mi rende una persona che ci è rimasta male
ed è un dolore con cui bisognerà fare i conti prima o poi.

I nomi sono solo momenti
sono pensiero
ricordo vago
sentire debole 
indolenzimento.



30 dic 2012

Il dolce



Di tutti i mesi trascorsi
questo è il primo in cui mi ritrovo
sola.

In una stanza che ancora fa di tutto per apparire diversa
senza mai cambiare

Immersa nel viola che io da sola ho scelto
tanto tempo prima di sapere cosa ci avrei voluto dentro, e chi.

Vicina ad ogni oggetto che a te non appartiene
persa a volte in una storia che nemmeno a me appartiene più,
ti trovo sempre.

Anche quando penso di non meritarlo
soprattutto quando penso di non meritarlo affatto.

Tu ci sei, sorridente
attento
a volte greve
molto spesso buffo

pronto a cantare canzoni di Natale al risveglio
lieve nei baci
a volte invisibile nelle carezze

perfetto nell'amore
sempre caldo nelle lacrime

il fuoco ti ha voluto per sè
e al fuoco mi hai fatta avvicinare
senza spaventarmi

volevi prendermi per te
e mi hai

volevo abbracciarti
e ancora dormo in quegli abbracci

da qualche parte, felice, ballo con la tua luce buona
da qualche parte, di nascosto, mi innamoro
senza sogni, senza parole, senza sospiri

per respirare insieme
tocca essere due.

Non posso più vagare nei sogni.
Non posso lasciarti solo nella realtà.

Dopo millenni sola,
mai stata così vicina a qualcuno.

Infinitiamente, perdutamente, profondamente
grazie.

L' Amaro

Hai il sapore di una sigaretta elettronica.
Accattivante, a primo assaggio zuccherino.
Poco costoso, quasi un affare.
Non ho mai imparato l'indifferenza.
Troppo curiosa, troppo altruista.
E così mi sono lasciata tentare ancora una volta
da un piacere che in fondo non provavo, nè volevo.
Il punto è che al primo assaggio tutto o quasi è zuccherino,
invitante e perfino buono.
Il punto è che il primo assaggio dura poco, ed è subito vecchio,
ed è subito scelta.
Alla scelta, al dunque, quando avrei dovuto parlare mi è venuto da piangere
e non sono stata chiara, quel "non fa niente sarà per la prossima" in realtà
era "hai il sapore di una sigaretta elettronica,
zuccherina sulle labbra, 
ingombrante in gola,
pesante sui polmoni,
amara nel ricordo."

In breve,
sarà  poco originale,
con ottime probabilità noioso,


ma io preferisco la combustione.



22 ott 2012

12 ott 2012

e adesso....

...tocca difendere una bambina romantica e vivace.
per il tempo che serve a ricondurti qui.
Che voglia di lasciarla ridere
giocare
sognare ancora, e ancora....

7 ott 2012

La fiera dei miracoli


Un miracolo comune:
l’accadere di molti miracoli comuni.
Un miracolo normale:
l’abbaiare di cani invisibili
nel silenzio della notte.
Un miracolo fra tanti:
una piccola nuvola svolazzante,
che riesce a nascondere una grande pesante luna.
Più miracoli in uno:
un ontano riflesso sull’acqua
e che sia girato da destra a sinistra,
e che cresca con la chioma in giù,
e non raggiunga affatto il fondo
benché l’acqua sia poco profonda.
Un miracolo all’ordine del giorno:
venti abbastanza deboli e moderati,
impetuosi durante le tempeste.
Un miracolo alla buona:
le mucche sono mucche.
Un altro non peggiore:
proprio questo frutteto
proprio da questo nocciolo.
Un miracolo senza frac nero e cilindro:
bianchi colombi che si alzano in volo.
Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:
oggi il sole è sorto alle 3,14
e tramonterà alle 20.01
Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:
la mano ha in verità meno di sei dita,
però più di quattro.
Un miracolo, basta guardarsi intorno:
il mondo onnipresente.
Un miracolo supplementare, come ogni cosa:
l’inimmaginabile
è immaginabile.
La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.
Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.




"alla donna che sono"

20 set 2012

Solo per chi ha gioia nel cuore....


...Solo per chi ne ha da dare.
Che chi ne parla senza darne  non conta un cazzo.

13 ago 2012

Abbracci.





Mi ha commossa alle lacrime
e poi mi ha abbracciato, per sempre.






in ordine di apparizione...