La misura dell'intelligenza e' data dalla capacità di cambiare quando è necessario.
13 gen 2015
1 gen 2015
2014
il 2014 si è portato via mio padre.
mi ha lanciato il testimone della vita
e mi ha detto "Ora sbrigatela da sola!"
Ci metterò un pò a comprendere come fare.
Di guardar fuori adesso non mi va
perchè sono stanca.
Ho voglia di andare a cercare il mio suono.
E mentre il tempo scorre ad una velocità mai percepita
mi accorgo di perdere in ogni istante.
Il sorriso di un uomo bellissimo
l'odore di mio padre
la sensazione del sole sulla pelle
il gusto del sale
Del 2014 non ho vissuto estate,
nè Natale,
nè Capodanno.
Il 2014 è passato su di me
senza complimenti,
ha strappato radici,
marcito mura
e svelato ogni abbandono.
Lui ha fatto il suo lavoro,
a me il compito di ricostruire una vita.
Tema: 2014 vaffanculo.
Svolgimento: 2015.
10 nov 2014
Se credi.
Da qualche parte esiste la possibilità
di diventare un unico al mondo,
davvero
(sarà possibile sentirsi più soli di così?)
Qualcuno che non si nasconderà dietro il dito (medio)
di una vita ridicola
che da sola non basta
Molto oltre la consapevolezza dei miei limiti,
per il semplice motivo
che ho fame e sete.
Non è per l'amore
nè per i soldi
nè per il lavoro
un riconoscimento
gli amici
la famiglia
Schianto o incontro
incendio o alluvione
silenzio o rumore
altrove io smetto di essere.
Altrove mi ha raggiunta,
Altrove è qui ed ora.
E porta il mio nome.
Me ne assumo, per intero, la responsabilità .
8 ott 2014
Sei di cose inesistenti, sei le cose più belle.
Quella vecchia abitudine non l'ho persa.
Di sospirare profondamente appena resto sola.
Con la gioia, che odio, di restarci.
Un soffio di sollievo che alla gola sussurra che soltanto adesso,
che sono sola,
posso essere me stessa fino in fondo.
Per poi non farlo mai, si intende.
Sia restare sola che essere me senza censure.
E' che lo conosco il mio peso specifico
e lo riconosco come inadeguato.
Mi riesce facile di più rubarlo,
il mio essere,
che viverlo.
E questa è la corrente contro cui nuoto in queste ore.
"Guarda mamma, i delfini!"
"Sono tonni!"
(che nuotano come salmoni)
(che nuotano come salmoni)
4 ott 2014
Me ne assumo la responsabilità.
Di qualcosa che sa di una delusione profonda e mai lasciata andare.
C'è qualcuno che mi attende, sempre.
Ed io allungo sempre di un pò il tragitto, giro al semaforo dopo,
non rispetto i tempi, di nessuno.
Nemmeno i miei.
Questo pomeriggio mi è sembrato di riuscire a dire qualcosa.
A bassa voce e da vicino. Atmosfera, momento, umore, le solite cose che durano un secondo.
Eppure il fiato era mio. Le parole le ho scelte. Il pensiero era onesto.
Mi tengo del momento solo questo.
Il resto lo dimentico prima ancora di farlo arrivare dove so bene come si sbrana,
smonta e mai più rimonta un gioco.
Attività che svolgo con una certa dose di competenza. Oramai.
Mi lascio 15 giorni per riflettere, mi impegno a fare molto e pensare poco,
scrivere tutto e registrare e muovermi, da sola.
Poi voglio sentire che succede.
Voglio sentire il mio suono.
10 lug 2014
Su sto volume!
Di inizi ne ricordo pochi davvero fulminanti.
Tra questi ci sono le sei del mattino,
un viaggio verso la diretta
e uno stordimento particolare,
mai dimenticato.
In sorte, a quanto pare,
mi toccano anche "segnali" riconoscibili.
Non sto nella pelle.
7 feb 2014
Ho capito, mi riposerò...
Provo ad essere chiara,
con me stessa,
che del resto del mondo me ne fotto a tratti.
Per essere precisa
me ne fotto poco poco, altrimenti non si spiega
come potrei decidere
di continuare ad essere così impunemente ed orgogliosamente
inadeguata.
A me piacciono le cose vivaci
e di vivace
a questo mondo c'è poco assai.
Ah! dimenticavo
....quando sarò morta.
26 gen 2014
L'insostenibile leggerezza dell' essere
Adesso devo proprio andare,
ti chiamo (prima o poi)
lo so che se voglio posso restare
ma non insistere dai...
20 gen 2014
GBS
Ho smesso di mangiarmi l'unghia dell'anulare
da quando me lo sono chiusa dentro un cancello.
Mi sono tenuta un urlo dentro per decenza prima,
poi c'ho guadagnato la più bella delle dieci dita delle mani.
Ho iniziato a correre anche al chiuso
per puro bisogno di non pensare.
Me ne sono vergognata prima
poi m'è piaciuto,
ora ne ho bisogno.
Quando resto sola sono infinitamente forte,
quando sono vicina agli altri sono stupidamente arrendevole,
faccio tanto di quel casino in entrambi i casi che
c'è da esser fieri di me.
Ogni tanto penso al passato con una lacrima pronta a cadere.
Quando cade vuol dire che la giornata sarà breve,
quando resiste mi sembra che tutto duri di più.
Peccato che lo capisca solo alla fine della giornata.
E' che le lacrime non mi faranno mai da termometro.
Ho preso l'abitudine di smettere di avere abitudini.
Lo trovo delizioso.
Ho speranza da vendere a mezzo pianeta.
La smercio per tre ore al giorno
e la regalo alla meglio per tutto il resto del tempo,
nessuno me lo riconosce ma ora
la vedo bene la luce che li illumina quando decido che è ora di ridere.
Passo spesso per frivola.
Ogni tanto mi piace ingigantire i miei piccoli piaceri e
godo d'ogni occhio strabuzzato e d'ogni livore,
anche l'invidia o il fastidio sono pizzicotti che ti svegliano.
In ogni caso - preso o dato -
un calcio in culo ti fa fare un passo avanti.
19 gen 2014
Scusi...permette una domanda?
Nooooooooooooooo!
Autocitarsi noooooooooooooooooooooo!
Ancora una volta letteratura nooooooooooooooooooo!
....Mi ricompongo.
Il punto è che le cose cambiano
e tocca farsene una ragione,
quando ci va bene e quando ci va male.
Anche quando non lo abbiamo capito del tutto come ci è andata,
resta solo una cosa certa:
le cose cambiano.
E così, essendo provvista di una infallibile memoria,
dopo anni di "pulizie"
per giungere a raccontarsi solo la cosa più simile alla verità,
ovvero i fatti,
nudi e crudi
(non la mia versione degli stessi)
la data, la frase, l'orario, la mail, il messaggio, il tutto nel suo svolgersi,
senza anima,
senza abbellimenti, sconti o asterischi,
svuotato dei suoi perchè
ma finalmente brillante di "come" e "quando"
beh, ecco,
fatto tutto questo
io credo sia proprio fondamentale
dirsi qualcosa di utile,
avere un utile
o quantomeno necessario.
Altrimenti, me lo ricordo bene,
(tutti quei dubbi, la rilettura, l'interpretazione, il messaggio, la paura, poi la mancanza di fiato,
l'ossessione, la fretta, le risate isteriche, i pentimenti, gli appuntamenti...)
sei nel pieno del nulla.
E come dice sempre il mio adorato amico Mario
"A me piace il biliardo!"
prima di andare, mi scusi, permette una domanda...
Quando è stata l’ultima volta che ha provato meraviglia?
E quando prevede che sarà la prossima?
Domanda esatta,
sleale,
ma esatta.
Altro che "come va?"
Adieu.
29 nov 2013
Fuori dai denti.
L'ometto più fregno del mondo alla musica
la volontà più ferrea dell' universo al volume
e le circostanze più avverse che esistano al desiderio.
Ed io, che sono una creatura particolare, mi sento così.
10 nov 2013
8 nov 2013
5 nov 2013
Fratres.
E' stato incontro, sospiro, lunghissima attesa, coraggio.
Una singolare ricerca di un ritmo che dovrebbe essere naturale
e non lo è,
non lo è più/ne più potrà esserlo se non mi impegno davvero.
Forse è studio costante ed invisibile.
Studio una sincronia che conoscevo bene e non ricordo più.
Da qualche parte nella mia memoria ha scavato così a fondo che ne ho il sentimento
senza più il pensiero o la logica , nudo di ogni comprensione.
Al tempo - ne sono certa - era mia quella comprensione, me l'ero presa;
in qualche modo.
Oggi vaga persa tra sospiri, dubbi e silenzi.
Altrove lo avevo visto, qualche giorno nei miei giorni di bambina forse lo avevo sentito parlare,
era poco più di un'adolescente al tempo.
Nel profondo, da qualche parte riconoso il suo odore ma non è più quello, non sono più io quella.
In un tempo lontanissimo forse lo avevo anche osservato ma non era più nemmeno questo nel ricordo.
Non è nemmeno più immagine.
...
Di ciò che conservavo ritrovo piccoli indizi, talvolta scritti di mio pugno, che stento a leggere.
Una me così lontana da non parlare più neanche la stessa lingua.
E' cambiata perfino la mia scrittura;
povera anima, per quanto tempo ti sei nascosta tra le curve di pensieri migliori e confessioni indecenti?
Ogni tanto mi pare di incontrarlo in una musica, allora chiudo gli occhi e inseguo quel tratto che sembra raccontare ogni volta di più.
In quel momento sembra che la musica aumenti di intensità.
E' strano come mi renda felice quella sensazione, qualcosa di simile ad un abbraccio mai sciolto.
E qualcosa si stacca da me e mi racconta di lui:
Aveva un naso, forse un polso.
Provava rancore, serrava spesso le labbra e tirava su il mento così di frequente...
Guardava nel vuoto mentre dormiva e aveva pensieri rumorosi.
Poi stendeva le dita affusolate verso le mie spalle e si perdeva.
Allora il mio pensiero copriva tutto,
anche lui.
"Un' ombra, non molto di più" dice qualcosa dentro di me che vuole liberarsi da quell'abbraccio,
che vuole disfarsi di quella felicità.
Riapro gli occhi
e chiedo a me stessa se è mai stato qualcuno oltre quell'ombra.
e chiedo a me stessa se è mai stato qualcuno oltre quell'ombra.
Poi sento il sonno arrivare e per un pò penso che non sarò mai più così felice.
"Un 'ombra, solo un ombra.
Altrimenti, lo ricorderei."
....
22 ott 2013
9 ott 2013
Delizie private
E il solletico che cresce senza pietà
una specie di audacia
una mancanza di vergogne
la foglia di fico che cade giù
e a te viene solo sfacciatamente da ridere.
In breve,
alla faccia di tutto e tutti,
col cuore e la testa su un solo pensiero,
straziante,
mi godo il fiato di una quindicenne
e la voglia di vivere che mi scappa in ogni dove.
Ed io che pensavo di non essere buona per i lunghi tragitti.
8 ott 2013
A casa, ora.
In studio.
Il battito cardiaco dopo millenni ha un suono a parte, di volume degno, di pensiero proprio,di istinto puro e privo di indicazioni logiche.
Non riesco a concepire l'idea.
Io
posso fare
quello che ,
per rispetto,
ho solo osato sognare.
E' mio.
Ora.
Con tutto quello che ne verrà in seguito....
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