...ma il mio mistero è chiuso in me.
20 mar 2011
12 mar 2011
Post Nudo #2
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dal libro di Urano
(al bellissimo...)
Prendiamo per esempio le finestre di una casa.Aperte.
O la musica ad un volume alto ma non chiassoso.
La luce che illumina solo i sorrisi.
Le risate che sono tante e sincere.
Nessuna ipoteca sul futuro.
Gli atti per nessuna ragione dovuti.
I mille motivi dimenticati.
La strada vecchia ma nuova, nuovissima.
Le mani gentili.
Le parole semplici.
Il punto di vista, in movimento.
I sapori sono quelli della tua terra.
Le carezze così profonde, così delicate.
Si balla ogni genere di musica, senza distinzione.
I vecchi volti sono vecchi pensieri.
Piccole stupide ragazzate indimenticabili.
Tornata nel piccolo porto di una casa solo mia,
mi godo il viaggio, amici miei,
e me lo godo sempre, sola o in compagnia,
con chi voglio io.
Quanto minchia c'ho messo a ricordarmi di quanta luce faccio io?
alle
marzo 12, 2011
19 feb 2011
Soltanto i primi venti minuti...
Una bambina di tre anni è morta, apparentemente annegata
Sua madre scopre che in realtà è stata uccisa
e scopre anche l'identità degli assassini.
Sono due studenti della sua classe.
Due tredicenni, impunibili per via della giovane età.
E decide di vendicarsi, di farlo da madre ferita, da insegnante disillusa, da donna disperata.
Inietta nel latte che fa bere ai due studenti sangue infetto e li condanna
raccontando all'intera classe quel che ha fatto
a comprendere il valore della vita attraverso il dubbio e la paura di perdere la propria.
qualcuno mi starà già mandando affanculo, sentendosi privato del gusto della storia,
ma vedete questi sono giusti venti minuti di un film capolavoro incontrato per caso.
Per la precisione i PRIMI VENTI MINUTI
il resto del film è tutto ovviamente da guardare
comprendere e scoprire...
Io posso solo dire che come già mi accadde con Festen
adoro i film che non fanno del fatto , del colpo di scena, del mistero
l'esca per tenerti due ore davanti allo schermo.
C'è tanto altro da dire ma magari ne parliamo dopo che lo avete visto....
Confessions
(Kokuhaku, 2010, Giappone)
Regia: Tetsuya Nakashima
Con: Takako Matsu, Masaki Okada, Yoshino Kimura
Genere: Drammatico
Durata: 106'
20 gen 2011
5 gen 2011
3 gen 2011
il 2010.
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Ninetta Barbablu e altre storie
E' iniziato l'8 gennaio con una confessione che aspettavo di fare da tempo
Ed è finito il 17 gennaio con una violenza.
E' rimasto sospeso nel nulla per parecchi mesi poi all'improvviso è esploso
con un bacio appena sfiorato, che mi ha paralizzato dopo infinite nefandezze davanti alla mia vergogna
e mi ha legato polsi e caviglie.
Il 25 giugno mi è scappato un urlo, una preghiera ed un silenzio violento, profondo, dovuto e sentito.
E poi...
Tantissimi km, i telefonini finalmente dimenticati, la musica al volume dei miei desideri,
un mare mio come mai nella vita e la certezza che tornare indietro non si può e non si deve, a volte.
Poi i sassi di una spiaggia ficcati nei reni, le nottate passate a cercare di dormire dove nessuno - da solo - dovrebbe mai, qualche divano di fortuna e una carezza ogni tanto per far finta di vivere.
Una chiacchierata sulla spiaggia piena di confessioni insospettabili fatte a chi non sapevo fosse già mio,
un brindisi davanti ad una cena surreale,
la nostalgia di tutti gli amori passati e la paura di aver perso l'amore dentro,
nel cuore,
la forza sconsiderata di dire, dopo un' infinita serie di "si", soltanto "no".
Un nome che non vuole andare via ma che si perfeziona in essenza e sostanza.
Uno sguardo sincero nella folla e il senso proibito dello scoprire che per qualcosa e qualcuno
io esisto ancora e non sono cosa scontata.
Una famiglia, la mia tutta, da tenere lontana per sbagliare e scegliere senza fare male a nessuno.
Una famiglia, mia e non naturale, tutta da riconoscere e a cui non dire mai addio.
Amiche meravigliose insperate e amici di una vita ingialliti col tempo, per invidia, per debolezza.
La paura - quella vera - che avevo dimenticato.
La rabbia - quella sincera - che finalmente esce da me e si fa voce.
E il corpo...nuovo, ancora troppo fermo, ma così vivo, così presente e pronto a cambiare.
Il peso che oscilla tra il nulla e un tutto pensato,
l'alcool che mi tiene in vita e
un'estate che ha avuto il mio nome e la mia anima,
con sofferenza, piacere e dignità
La ricerca di una nuova possibilità, di un nuovo modo di stare al mondo, una corsa impensabile tra me e il mio pensiero,
a chi fa prima...!
La consapevolezza dopo millenni dei miei sbagli e dei miei meriti.
La voglia di essere una sola persona. integra. intera.
La forza di sbagliare altre mille volte perchè ci credo io e sono pronta a perdere tutto per quello in cui credo.
E il volere che si fa di nuovo religione,
il dovere solo a me stessa una nuova verità, una nuova dignità
e il potere solo piangere a volte, solo ridere, solo godere.
Ancora troppe parole dette, e un bisogno di casa che non pensavo avrei mai sentito così violento dentro di me.
E poi, a parte, qualcuno che mi porta via, ma lo fa davvero,
"perchè altrimenti non posso mai stare con te"
ed è tutela, cura, pensiero, azione e terre mai viste, regalate ai miei occhi in fughe senza pari.
E le mie incoerenze tutte da risolvere e comprendere
e questa dannata attitudine a non affogare che mi fa stare a galla
ma mai nuotare sott'acqua mai capire nel profondo mai rischiare
che non mi fa mai fidare di nessuno
questa ottusa attitudine a scappare alla prima che mi mette in bilico...
c'è voluto un anno, meravigliosamente insicuro e portentoso come questo 2010
per togliere la rete....
in agguato in ogni angolo della mia vita e del modo in cui me la giro e rigiro
tra le parole i sorrisi le mani e il profumo
questa fottutissima capacità di non rischiare mai davvero, tutta ancora da neutralizzare
e intanto un anno nuovo a cui dare il buongiorno,
senza malinconia
senza paura, ormai, davvero
bello o brutto
ora so che posso sostenerlo
che posso chiedergli di essere come lo voglio io
tutto sta a dirlo
Attendo le mie nuove parole
e mi sgranocchio patatine fritte
era un anno che non lo facevo!
18 dic 2010
15 dic 2010
Pane e cioccolata
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RadioVisionati
Chiamiamola fortuna, forse rivoluzione.
Di certo c'è che di tornare a vedere film non era preventivato
e ancora meno lo era di tornare a scriverne.
La verità è che forse più di tutto mi sconvolge l'ignoranza che conservo dentro di me
e la sorte felice che viene sempre a cercarmi, anche quando tutto farebbe temere che non ho nessuna voglia
di farmi trovare nemmeno da lei.
"Ogni giorno a tutte l'ore nasce un uomo che alla felictà è destinato..."
verissimo, comincio a temere di essere tra questi, che mi piaccia o no, che ci creda o no!
Ad ogni modo
cominciamo da una parola particolarmente cara al mio cuore da qualche tempo a questa parte
"caffèèèèèèèèè!"
Ecco io Lui l'ho sempre legato a questo, al caffè.
"Se nun è bono che piacere è?!"
Lo so che c'è da vergognarsi nel dirlo,
ma insomma una sana ammissione di colpe talvolta fa bene all'anima.
Io Nino Manfredi l'ho sempre pensato stipendiato dalla Lavazza.
Punto.
Poi un giorno, abbarbicata su un divano bellissimo me lo sono trovato davanti che fingeva di non saper scrivere per non farsi riconoscere, poi avvelenato l'ho visto pedalare una bicicletta rovesciata in riva al mare, poi - ed è da qui che parto - me lo sono ritrovata in un film talmente tanto attuale e complesso che non ho potuto trattenermi.
Toccava proprio parlarne, possibilmente scriverne - che ho scoperto essere il mio solo modo per capire davvero cosa sento.
Bene,
veniamo a Lui - sì, sì Nino - che per l'occasione però di cognome fa Garofalo.
Vive in Svizzera, ma è italiano.
Lavora in un ristorante di lusso, ma è in prova.
Teme e detesta un turco in prova come lui che potrebbe occupare l'unico posto da cameriere libero, ma ci dorme insieme.
Parla a sua moglie in fotografia, ma ascolta la vicina greca suonare il piano (o almeno così pensa...)
Trova una bimba strangolata in un parco, fugge, viene fermato dalla polizia, si sente spacciato ma credono alla sua innocenza e lo rilasciano (anche perchè c'è già un reo confesso ....prete ovviamente)
Viene buttato fuori dal ristorante e dalla Svizzera per aver pisciato su un muro per strada, ma non ha il coraggio di ripartire con gli altri emigranti che cantano disperati e felici "che basta il sole, che basta il mare..."
vive da clandestino per un pò cercando un lavoro e lo trova grazie ad un ricco corrotto manager che è fuggito dall'Italia dopo aver mandato in rovina e per strada millemila operai con tutta la fabbrica ma quello si suicida
si ritrova su un treno ma scende di nuovo che di sentir cantare un milanese "almeno abbiamo la nebbia" proprio non gli regge il cuore
finisce in un pollaio dove tutti vivono la vita di polli e galline e ridono felici sostenendo che in fondo differenza non c'è ma lui si accorge che differenza invece c'è
si tinge i capelli di biondo e si ritrova in un bar, ma che volete si gioca Italia contro Svizzera e a lui il biondo non piace per niente, "goooooaaaaaaaaaaallllllllllllllllllllllllllllllllllllll"
questa il volta il treno lo vuole prendere, anche dopo che l'amica greca - intanto sposata - ha ottenuto per lui il visto....ancora italiani che cantano "almeno abbiamo il sole"....ancora una volta giù dal treno, ma sta volta non in stazione, in una terra di nessuno, probabilmente al confine, ancora in tempo per restare in Svizzera dove forse una possibilità c'è. o forse - è vero - a ben guardare NON c'è se sei nato povero, se sei straniero.
Mille le possibili idee e i possibili spunti,
politici ...che a ben guardare ancora c'è chi dice che tanto abbiamo il sole e a ben guardare ancora c'è chi anche senza sole ci prova senza successo, che da st'Italia -ora come allora- si può solo andare via e che la Svizzera per una pisciata sviene tutta intera ma per i capitali sporchi ha sempre le gambe aperte!
Umani...che in quel solco che pochi provano davvero a superare non è detto che ti tocchi in sorte la vittoria (quasi sei destinato a fallire sembra suggerire ogni singola scena del film), ma che l'impresa è talmente tanto importante e la speranza talmente tanto forte che perfino la più usurata volontà non riesce ad arrendersi.
E poi c'è il personale...che a me interessa sempre troppo forse....che quel mare ce lo abbiamo dentro ma sentirlo cantare talvolta è offensivo, che vista da fuori certa pacifica resa fa schifo al punto che preferiamo un'umiliazione fiera, un insuccesso costante, alcune volte persino ingiustizie scottanti pur di non arrenderci all'idea che è tutto qui, che di meglio non può esserci.
C'è questo ordine pulito di un uomo che vive di nulla
questa qualità assoluta di un attore che in soli tre film ha già scalato tutte le vette ed è diventato il mio attore preferito
questa costante crudeltà di immagine e testi
questa scena del pollaio così spregiudicata e surreale da restarti sulla pelle
e questa cosa attorno che mi confonde, che non capisco, che mi fa sussurrare tra un milione di km fatti e da fare e questa prima serata di insonnia casalinga che
"ogni giorno a tutte l'ore nasce un uomo che al dolore è destinato..."
ed io amo pensare che pur appartenendo all'altra famiglia non posso allontanarmi dal rischio di diventare presto una di loro....almeno per un pò ....almeno quanto basta per sentire che una differenza non c'è.
Quanto basta per vedere che una differenza c'è.
Regia Franco Brusati
Con Nino Manfredi, Johnny Dorelli, Anna Karina
Anno: 1973, Italia
Musiche: Daniele Patucchi
Pane e Cioccolata
14 dic 2010
27 nov 2010
20 nov 2010
i tuoi fiori.
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I pensieri di 'nina
700 e più km
in meno di cinque giorni
sembro stanca?
Beh ma sono stanca
si stanca chi vive
chi corre
chi ci crede ancora
che chi non crede più
deve restare indietro
sembro diversa?
Ma ovviamente lo sono
diverso è chi non si accontenta
chi vuole cambiare
chi trova il coraggio di lasciare
anche se stesso indietro
per trovarne uno nuovo
tutto da esplorare
sembra che fuggo?
ma è naturale che fugga
fugge chi ha fretta
chi non può più aspettare
chi pensa fortemente che anche il dove
una sua importanza ce l'ha
talvolta.
sembra che sono incazzata?
lo sono
perchè amo e voglio amare
e non ammetto più ostacoli
alla bellezza che voglio per me.
E se qualcuno si spaventa
pazienza
capirà col tempo
cosa intendevo quando pronunciavo la parola
"vivere".
La porta è sempre aperta.
E' solo il mio tempo che vale di più
di ogni assurda pretesa di comprendere
o farsi comprendere.
29 ott 2010
Non ne ho più bisogno. (ovvero morte della tolleranza)
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I pensieri di 'nina
In tempo di Bunga Bunga
provo per la prima volta sulla mia pelle un senso di schifo atomico.
Per le similitudini.
Tra me, il mondo che ho avuto attorno negli ultimi anni e il Presidente del Consiglio.
Funziona tutto così.
Faccio cose orribili e nemmeno me le giustifico
agli occhi degli altri o ai miei
tanto è tutto concesso no????
tutto opinabile
e tutto discutibile
rischi della comunicazione
del politicamente corretti
della tolleranza
e della santissima cazzo di religione
che - volenti o nolenti - ci ingoia ancora
nella debolezza e mai nella dignità.
Ecco ora io vorrei dire che provo uno schifo atomico
e che
mi costasse la vita
non sprecherò più un secondo della mia esistenza
con squallido pietismo
tristissima volontà di quieto vivere
e comoda bontà.
Provo uno schifo atomico
e non ho nessuna intenzione di tenermelo per me.
In quanto al Presidente del Consiglio
ma un bel CI HAI ROTTO IL CAZZO VECCHIO proprio non si può dire????
Ma basta.
Davvero Basta.
22 ott 2010
7 ott 2010
30 set 2010
28 set 2010
Learning to fly...
Quadrupede quadrumano di grandissime dimensioni, forse volante,
considerati i suoi rapidi spostamenti.
La sua apertura alare, di non facile misurazione, mediamente si
attesta intorno ai 600 km. La media è richiesta dal fatto che questa
creatura non pare avere una dimensione fissa, e nemmeno variabile in
funzione del tempo e della sua crescita o maturazione biologica, come
altre, e più comuni, creature terrestri. La sua dimensione varia in
funzione di variabili che la creatura stessa è restia a pubblicizzare
e che ne rendono particolarmente difficoltoso lo studio.
Quello che è parso di intuire da ricerche approfondite è che sembra
che il suo umore sia inversamente proporzionale alla sua estensione.
Quando è molto piccolo sembra essere molto felice. Sembra quasi che in
posizione raccolta esso raccolga anche le sue energie fin quasi a
brillare di luce propria come una qualunque stella del firmamento.
In assetto piccolo inoltre viene spesso colto in posizione orizzontale
mentre emette suoni non sempre intellegibili.
In assetto esteso, fino a 600 km e oltre, a dispetto della potenza che
una tale estensione lascerebbe presagire, si deprime un poco e spende
molte energie (e molti soldi) anche solo per poter prendere delle
semplici decisioni circa il suo immediato futuro.
Da queste ultime considerazioni pare che alcuni studiosi abbiano preso
spunto per sancirne lo scarso interesse scientifico a causa del suo
basso livello di sviluppo, oltre che una sua inevitabile e prossima
estinzione (eventualità di fronte alla quale la creatura pare abbia
reagito toccandosi i coglioni, ben riconoscibili e di nobile fattura,
con tutte e quattro le mani)
Altri studiosi invece sospendono il giudizio e continuano a studiare
la creatura, certi che saprà riservare grosse sorprese.
19 set 2010
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