Altro che "Sex and the City": secondo i ricercatori della Oxford University la prossima rivoluzione sessuale sarà quella del "sex and the chip", ovvero del chip da impiantare nel cervello per stimolare l'orgasmo.
La scoperta nasce dopo anni di studio in materia di "deep brain stimulation", tecnica finora utilizzata per curare, ad esempio, i disturbi dell'apparato uditivo e visivo. Perché dunque non approfittarne per lenire anche quelli sessuali?
Questa domanda se la pose per primo, una decina di anni fa, il dottor Stuart Meloy, neurologo dell'università del North Carolina, che sperimentò con successo su una donna uno stimolatore cerebrale del piacere. Purtroppo però la paziente decise di farsi rimuovere l'apparecchio perché non riusciva ad adeguarsi ai nuovi impulsi.
La ricerca degli scienziati inglesi si è oggi concentrata sulla corteccia orbifrontale, situata dietro agli occhi e legata alle sensazioni di benessere provocate da cibo e sesso. Il professor Morten Kringelbach, membro anziano del reparto di psichiatria dell'università di Oxford, ha rivelato che questa parte del cervello potrebbe essere una nuova chiave di stimolo per aiutare chi soffre di anedonia, che è l'incapacità di provare sensazioni piacevoli. I risultati dell'indagine sono stati segnalati sulla rivista "Nature Rewiews Neuroscience".
"La stimolazione corticale con microchip non è una novità", spiega il neurologo Carlo Sebastiano Tadeo, dell'istituto clinico Santa Rita di Milano. "Ma finora la sua applicazione si è rivolta per lo più alla cura di malattie come il Parkinson.
Credo comunque che una scoperta del genere potrebbe essere perfettamente efficace: il nostro cervello è composto da centraline che pilotano le cosiddette "vie ultime finali", vale a dire quei processi biochimici che determinano le sensazioni. Dietro al dolore e al piacere c'è anche una componente psicologica, ma la stimolazione di zone della corteccia circoscritte e mirate porta sempre a risultati significativi".
Secondo alcuni esperti, però, questa scoperta potrebbe avere dei risvolti negativi sulla vita di coppia. "La sessualità è comunque relazione", spiega la psicologa Elisa Mondonico. "Dubito che tutto si possa risolvere con la stimolazione neuronale. In casi gravi e invalidanti, tuttavia, un aiuto esterno potrebbe essere di conforto".
Il professor Giorgio Rifelli, docente di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale presso l'università di Bologna, crede invece che un apparecchio del genere potrebbe scatenare meccanismi di competitività e frustrazione nel partner: "Si tratta di un qualcosa di non molto diverso da un vibratore, a pensarci bene. La vita sessuale, all'interno di una relazione, potrebbe risultare seriamente danneggiata dall'utilizzo di uno stimolatore esterno, non naturale.
Enfatizzare l'orgasmo come momento unico del rapporto sessuale è sbagliato e l'utilizzo di un chip finirebbe con annullare quel gioco di desideri che è l'essenza più viva di ogni relazione". L'applicazione del microchip, che verrebbe impiantato direttamente nel cervello, richiederebbe inoltre, dal punto di vista chirurgico, una serie di operazioni complesse.
"Quando la tecnologia verrà migliorata potremo controllare più zone cerebrali. Il chip dovrà essere sottile e potrà essere acceso o spento a seconda delle necessità - ha detto il neurochirurgo Tipu Aziz, anche lui coinvolto nello studio - Tra dieci anni le applicazioni saranno stupefacenti: oggi non conosciamo neanche la metà di tutte le potenzialità di questa scoperta".
In Italia, secondo una ricerca della Società Italiana di Medicina Generale, l'anorgasmia colpisce circa il 30,1% delle donne. Stando a uno studio del Primary Care Sciences Research Centre della Keele University, in Gran Bretagna, questo disturbo spesso ha origini genetiche, salvo casi di incapacità dovuta a traumi o a condizioni psicologiche soggettive. "Sono poche però le donne che avvertono l'anorgasmia come un vero problema", conclude Rifelli.
"La nostra università fornisce ad esempio un servizio clinico di sessuologia, ma la domanda di aiuto è modesta. Eppure i dati che abbiamo ci dicono che è un disturbo diffuso. Questo, a mio avviso, dipende dal fatto che le priorità della donna di oggi sono principalmente la carriera e la maternità. Femminilità e vita sessuale soddisfacente vengono considerati aspetti secondari, se necessario anche da sacrificare".
Ho passato circa 15 minuti (che sono tantissimi) a pensare per cosa avrei creato un chip
se avessi saputo farlo...non ho trovato un solo difetto che mi piacerebbe risolvere così,
e mi sono spiegata perchè DI FATTO non costruisco chip!
26 dic 2008
Fottere con un chip...orgasmico!
6 dic 2008
Capitano, mio Capitano
3 dic 2008
30 nov 2008
La mamma è Lui con la Parrucca!
Quando il libro mi è arrivato in mano, più che a Psycho che ne dà il titolo - "La mamma è lui con la parrucca" - mi è subito venuto in mente "I soliti sospetti", cioè il bellissimo thriller che trova la sua compiutezza solo nel finale.
Anzi, con il finale.
Rovinato il quale il film di Brian Singer perde quasi tutto il suo gusto.
E ovviamente c'è.
Anzi, lo spoiler (il rivelare parti o totalità della trama, dall'inglese "to spoiler" che vuol dire "rovinare") della pellicola del '95 è il primo della prima sezione, ossia "L'assassino è il maggiordomo", del libro tratto dal blog Spoilerin'.
Un libro di frasi brucianti che rovinano i finali di alcuni dei film più popolari.
Un libro di quelli "da ridere", non certo un saggio, il tipico libro che uno direbbe "di quelli da regalare a Natale", se non fosse che è uscito non a caso proprio sotto Natale.
E dunque non è il caso di dirlo.
Oltre al divertimento di alcuni finali rivelati - ne sono raccolti circa 500 di quelli postati online - la pubblicazione ha la particolarità di nascere sul Web, come blog appunto, e poi di essere sfociata sulla carta stampata, per Rizzoli, proprio a seguito dell'incredibile successo ottenuto online.
Successo che si spiega con poche righe prese dall'introduzione: "Immaginatevi la scena: uscite dal cinema e incrociate quelli che stanno entrando per la proiezione successiva.
Per due secondi avete il potere assoluto di rovinare loro il piacere - e di violare il sacrosanto diritto - di godersi ogni secondo del film.
Se in sala danno per esempio Il sesto senso, potete dire: Bruce Willis è morto e non lo sa. Naturalmente il film rimane sempre un thriller soprannaturale di ottima fattura che vale ogni centesimo del prezzo del biglietto.
Ma quell'ineffabile ondata di stupore alla scena finale? Distrutta, negata per sempre".
Finali di film rivelati con frasi brucianti. Qual è la vostra preferita?
Il terzo uomo (1949)È Orson Welles
American Beauty (1999)Il vicino ex marine ha dubbi sulla sessualità di Kevin Spacey. Li risolve uccidendolo
Fuga da Alcatraz (1979)Evade
Attrazione fatale (1987)Glenn Close è dura da uccidere, ma ce la si fa
Gesù di Nazareth (1977)Colpo di scena: risorge
Kramer contro Kramer (1979)Vince Kramer. Poi ci ripensa e dà la vittoria all’altro Kramer. A tavolino
Ratatouille (2007)In Francia non esistono norme HACCP: il sorcio apre un ristorante
Philadelphia (1993)Non guarisce
La storia infinita (1984)Finisce dopo circa un’ora e mezza
Il settimo sigillo (1957)La Morte è forte a giocare a scacchi
Il cacciatore (1978)Alla roulette russa De Niro ha culo, Christopher Walken no
Il caimano (2006)Berlusconi viene condannato. Segno inequivocabile che si tratta di un’opera di fantasia
The Doors (1991)Jim Morrison muore
Il sorpasso (1962)Non gli riesce
Gioventù bruciata (1955)James Dean vince la corsa clandestina e sopravvive. Nel film. Nella vita…
Nuovo cinema Paradiso (1988)Chiude
Titanic (1997)Affonda
Romanzo criminale (2005)Muoiono tutti, tranne Accorsi. Peccato
Ultimo tango a Parigi (1972)La tipa spara a Marlon Brando. Il prezzo di mercato del burro esplode incontrollato a causa dell’incremento della richiesta
Hulk (2002)Si ritira nella foresta. Così alle brutte si mimetizza
28 nov 2008
Aperti per Lavori in Corso
19 nov 2008
18 nov 2008
18 ottobre - I Capitolo Barbablu
Luciano mi conosce già bene.
Non gli ho parlato molto in fondo, non di me almeno.
O forse gli ho parlato solo di questo con gli occhi e lui mi ha già capita, mi ha già intuita, mi ha compresa.
- Ne sei sicura? -
sì
- Provvedo subito –
Non ho più sonno da settimane. Non ho più fame. La testa – che mai come ora dovrebbe essere lasciata libera – mi fa male.
“Ho corso ogni rischio per te” penso con sconforto, Luciano questo lo avverte.
Mi guarda bene.
Quei baffi golosi mi viene voglia di toccarglieli, hanno qualcosa di spumoso, di morbido.
Mi imbarazzo di me stessa e dei miei pensieri, che non sono più ordinati né prevedibili.
Una volta ricordo che ho fissato il naso di un attore per ore, stavamo provando una scena e lui aveva un enorme punto nero piantato lì in mezzo alla faccia, affacciato al balcone del suo senso più indiscreto: l’olfatto.
Ecco io riuscivo a vedere solo quello.
Lo desideravo ardentemente, per la precisione, desideravo toglierlo via.
Immaginavo la scena di me che davanti alle sue belle battute dette bene gli dicevo “scusa!” – mani in aria come a chiedere una pausa – “posso?” – mani pericolosamente in faccia e zac! Via il meraviglioso punto nero ,ci sarebbe rimasto solo un buco su quel naso sfacciatamente impuro, roseo, appena un po’ infetto e spaurito dall’attacco della mia sapiente manina di abile torturatrice di schiene e spalle.
Ecco io desideravo toccare i baffi di Luciano, come desideravo spremere via quel punto nero.
Mi sentivo una bambina davanti a Babbo Natale, toccarlo sarebbe stato proprio perfetto.
Goloso, Luciano è goloso.
Ma Luciano è anche abruzzese, come me, diffidente per natura, continua a non abbassare la guardia.
Io so che in fondo è curioso, vuole capire tutto per bene, sarebbe pronto a pagare per ascoltarmi e infatti siamo qui per questo.
Ha paura di disturbarmi e non può smettere di osservarmi.
- Allora lo facciamo? –
si
- Bene! -
Che fai Luciano sei felice? Cos’è?! hai capito già e fai il tifo?
Sembri proprio felice…guàrdati! baldanzoso, trionfante, pronto a servirmi in tutto.
Si toglie la giacca.
Scatta in piedi.
Mi dà le spalle.
- Come mai vuoi che io lo…? -
questioni personali
- Ma lo hai perso? -
si
Luciano ma non eri abruzzese, diffidente e avevi paura di chiedermi troppo?
- mhmhm,e così resti qui… -
si
- …per sempre? –
Colpo basso Luciano, questo non me lo aspettavo da te. Sta a vedere che adesso mi metto a piangere qui e tu mi consoli.
- intendo, sai che puoi prenotarne un altro adesso e così recuperi tutta la somma? -
silenzio
Luciano mi guarda dritto negli occhi. E’ abruzzese come me, ha paura di disturbare ma non può essere indifferente, non ce l’ abbiamo nel sangue.
Silenzio
Luciano sa aspettare.
No,mi prendo metà della somma. Resto qui.
- Mmhmhm…Ecco la tua ricevuta per il rimborso e la fotocopia del biglietto che mi hai chiesto.
Silenzio
….E c’è anche il mio autografo!!! -
Grazie
Adesso sono io che do le spalle a lui. Sto andando via. Ciao Luciano torno a casa e scusami se ti ho detto una bugia.
Io quel treno l’ho preso in realtà, sono scesa a metà strada ed ho corso piangendo fino a tornare qui appena in tempo per farti scrivere ANNULLATO su un sogno che sembrava realizzabile oggi per i motivi sbagliati.
Carrozza 8 Posto 111. Il 18 10 2008. Ora di partenza 14.35 ora di arrivo …prima, molto prima di aver sentito l’odore di una nuova città di cui dovevo essere regina. Sedia vuota per sempre.
E Luciano sai una cosa?…conservo il tuo autografo su quel ANNULLATO…
E’ tuo il primo nome di questa nuova vita.
Sarà stato per questo che sono tornata indietro un istante dopo, mi sono avvicinata e ti ho detto sorridente “scusi posso chiederle il nome di battesimo?”.
Non te l’aspettavi eh!? Vecchia volpe golosa, sono abruzzese anche io come te, ho paura di disturbare ma oggi proprio non posso essere indifferente a nulla, ce l’ho nel sangue.
Mi guardi come se ti avessi detto “ti amo”. Avevo preparato così tanto questa partenza che forse il suono della mia voce intona ancora quel canto impossibile, anche in una domanda così semplice e disinteressata.
Sorridi. Perché ci siamo riconosciuti.
E rispondi.
- Il mio nome è ………………..
p.s. sai una cosa Luciano? se un giorno realizzo il mio
sogno per i motivi
giusti prima passo a salutarti...
(POST PROGRAMMATO LO STESSO GIORNO STESSA ORA DI UN MESE FA)
17 nov 2008
14 nov 2008
11 nov 2008
6 nov 2008
5 nov 2008
io ho paura
4 nov 2008
1 nov 2008
Nel quartiere di Edo si usa una specie di cestino da pranzo intrecciato, che viene adoperato un solo giorno nelle passeggiate primaverili.
28 ott 2008
everything in its right place
taglia i fili con la logica
recisi i sensi della mia conoscenza
guardate bene....
presentazione di spettacolo:
come sto nuda?
sono bella?
ti piaccio?
chi mi ama?
ci siete?
mi volete bene?
mi starete sempre vicino?
e quanta gente mi ha pensato oggi?
e perchè non mi hai richiamata?
perchè non mi mandi un sms nemmeno per il compleanno?
volete toccarmi?
qualcuno mi abbraccia?
mi stai mentendo?
mi state inventando?
dove sono stata?
perchè non mi sorride?
che cosa vorrà davvero da me?
mi tradisce?
forse non sono abbastanza...
quando arriva?
cosa pensa davvero di me?
gli sono simpatica?
e se fossi meno sorridente mi vorrebbe bene lo stesso?
è sincero?
forse disturbo?
adesso se sto zitta mi ascolta?
chi ti credi di essere?
ma lo sai chi sono io?
pensa a qualcun'altra?
oggi dov'eri?
domani dove andrai?
perchè non mi guardi negli occhi?
hai paura di me?
forse è solo colpa mia?
è colpa mia?
di chi è la colpa?
guardatemi bene,
non vi faccio paura?
allora mi amate davvero.
mi amate davvero?
come sto nuda?
oltre...

Invadendo città invisibili
fra le steppe della psiche
incontrando nuovi Jekyll e Hyde
in qualche isola del pacifico
(o dell'adriatico?)
27 ott 2008
24 ott 2008
Solo per me...
il 16 ottobre ho scritto ed inviato un messaggio nella bottiglia,
l'ho portato al mare assieme ad un bacio da parte di un fratello
ce l'avevo tra i capelli la sensazione di qualcosa di nuovo e non sbagliavo.
Potessimo intuire anche il verso delle novità
ora
saprei
dove
andare
dove
restare
e
forse
e dico
forse
potrei smettere di pensare a quelle tre parole....
SOLO PER ME...
22 ott 2008
il teatro è tornato...
Spesso sono rimasto colpito dalla mancanza di serietà nel tuo lavoro. Non é dovuta ad assenza di concentrazione o di buona volontà. E l’espressione di due atteggiamenti.
Come prima cosa si ha l'impressione che le tue emozioni non siano dettate da un convincimento interiore, da una necessità irrefrenabile che lascia il suo marchio nell'esercizio, nell'improvvisazione, nelle scene che esegui. Puoi essere concentrato nel tuo lavoro, non risparmiarti, i tuoi gesti possono essere tecnicamente precisi, ma le tue azioni rimangono vuote. Non credo in quello che fai. Il tuo corpo dice solo una cosa: obbedisco a un ordine ricevuto dall'esterno. I tuoi nervi, la tua colonna vertebrale, il tuo cervello non sono impegnati, e con una attività epidermica vuoi farmi credere che ogni azione è vitale per te. Tu stesso non avverti l'importanza di quello di cui vuoi rendere partecipe lo spettatore.
Come puoi sperare allora che lo spettatore sia preso dalle tue azioni?
Come puoi affermare e far capire che il teatro è il luogo dove le pastoie sociali devono sparire per fare spazio a una comunicazione franca e assoluta?
Tu rappresenti la collettività in questo luogo, con le umiliazioni che hai subito, con il tuo cinismo che è autodifesa e il tuo ottimismo che è irresponsabilità, con il tuo senso di colpa e il tuo bisogno di amore, con la tua nostalgia per un paradiso perduto, nascosto nel passato, nell'infanzia, nel calore di un essere che ti faceva dimenticare l'angoscia.
Ogni persona presente in questa sala sarà scossa se tu effettuerai, durante la rappresentazione, un ritorno a queste origini, a questo terreno comune dell`esperienza individuale, a questa patria che si cela. Questo è il legame che ti unisce agli altri, il tesoro sepolto nel più profondo di noi stessi, mai messo allo scoperto, perché è il nostro conforto, perché fa male a toccarlo. `
Il secondo atteggiamento che riscontro in te é l’imbarazzo di considerare la serietà del tuo lavoro. Provi il bisogno di ridere, di sogghignare, di commentare con umorismo ciò che tu e i tuoi compagni fate. E' come se volessi sfuggire la responsabilità che senti inerente alla tua professione e che consiste nello stabilire una relazione con gli altri uomini e nell'assumerti la responsabilità di ciò che riveli. Hai paura della serietà, della consapevolezza dl essere al limite del consentito, Hai paura che tutto quello che fai sia sinonimo di fanatismo, di noia, di isolamento professionale. Ma in un monde in cui gli uomini che ci circondano non credono più in niente, o fanno finta dl credere per essere tranquilli, colui che scava in se stesso per fare il punto sulla sua condizione, sulla sua assenza di certezze, sul suo bisogno di vita spirituale, e preso per un fanatico e per un ingenuo. In un mondo in cui la norma è l’inganno, colui che cerca la “sua” verità é scambiato per ipocrita.
Devi accettare che tutto ciò che crei, a cui dai libertà e forma nel tuo lavoro, appartiene alla vita e merita rispetto e protezione. Le tue azioni, dinanzi alla collettività degli spettatori, devono possedere la stessa forza della fiamma nascosta nella tenaglia incandescente o nella voce del roveto ardente. Solamente allora le tue azioni potranno continuare a vivere nei sensi e nella memoria delle spettatore, potranno fermentare a conseguenze imprevedibili.
Dullin, mentre era sul suo letto di morte, contorceva il viso assumendo le sembianze e i tratti dei grandi ruoli che aveva incarnato: Smerdjakov, Volpone, Riccardo III. Non era solo l’uomo Dullin che moriva, ma anche l’attore con tutte le tappe della sua vita.
Se ti domando perche hai scelto di diventare attore, tu mi risponderai: per esprimermi, per realizzarmi. Ma che significa realizzarsi ? Chi si realizza? Il capo ufficio Hansen, che visse un'esistenza rispettabile, senza problemi, mai tormentato da domande che rimangono senza risposta? O il romantico Gaughin che dopo aver rotto con le norme sociali portò a termine la sua esistenza nella privazioni e nella miseria di un villaggio polinesiano, Noa-Noa dove credeva di aver ritrovato la libertà perduta? In un'epoca in cui la fede in Dio è diagnosticata come nevrosi, ci manca il metro per misurare se la nostra vita si è realizzata o no.
Quali che siano state le segrete motivazioni personali che ti hanno portato al teatro, ora che eserciti questa professione devi trovarne un senso che, andando aldilà della tua persona, ti confronti socialmente agli altri.
Solo nelle catacombe si può preparare una vita nuova. Ecco il posto di quelli che nella nostra epoca cercano un impegno spirituale cimentandosi con le eterne domande senza risposta. Questo presuppone coraggio: la maggior parte della gente non ha bisogno di noi. Il tuo lavoro è una forma di meditazione sociale su te stesso, sulla tua condizione umana, sulle vicende del nostro tempo che ti toccano più profondamente. Ogni rappresentazione in questo teatro precario che disturba il pragmatismo quotidiano può essere l'ultima. E tu devi considerarla come tale, come la possibilità di raggiungere te stesso, consegnando agli altri il resoconto delle tue azioni, il tuo testamento.
Se essere attore significa tutto questo per te, allora nascerà un altro teatro; un’altra tradizione, un’altra tecnica. Un rapporto nuovo si stabilirà fra te e lo spettatore che la sera viene a vederti perché ha bisogno di te
21 ott 2008
Un canto
L’uomo che amava tutte le donne
In realtà ne voleva soltanto una …
Le cose che più capiva, rispettava, ammirava
Erano femminili…
L’uomo che amava tutte le donne
Aveva un sacco di storie che erano apprezzate
Dagli altri uomini…
Anche gli altri uomini volevano soltanto una donna
Ma non le amavano tutte…
L’uomo che amava tutte le donne voleva bene,
senza ordine né distanza alla vita
alla città, alla luna, alla madre, alla figlia, l’amante, l’amica,
la musica, la patria, l’Argentina intera!
E voleva bene anche a tutti gli uomini della sua terra…
Per questo le donne, alcune fra loro, canticchiavano sempre
Alcune delle sue vecchie canzoni….
20 ott 2008
Niente avviene per caso...
17 ott 2008
A giocare col fuoco prima o poi ci si brucia
Del resto, spero ancora di non dimenticare perché l’ho fatto,
io avevo un motivo.
Tu?
Libera nos a malo.
16 ott 2008
13 ott 2008
All'amato
La bambina Vudù

La sua pelle è un panno bianco
12 ott 2008
Alterazioni in chiave
1
Ogni decisione
è separazione:
fa male.
2
Tra il cielo e la terra
scegli l'orizzonte.
Tra il bosco e la campagna
scegli una radura.
Tra la casa e la strada
scegli la casa e la strada
e un giardino.
E un giardino.
3
Tra il sole e la luna
scegli la luna,
l'unico essere
che ogni mese -
sottile come una falce -
torna nel luogo
della propria infanzia.
4
Tra la casa e la strada scegli la casa:
tanto viaggerai fino alla fine dei tuoi giorni
sulle ali dell'ardente fantasia.
Tra la strada e la tua casa scegli la strada:
tanto rimarrai eternamente a casa
con la tua struggente nostalgia.
5
Tra due automobili
scegli una scampagnata a piedi.
Tra due automobili
scegli un cavallo.
Tra due automobili
scegli il treno
che ti porterà nel tuo paese natìo.
Tra due automobili
scegli una barca
e rema verso il rosso di sera
che tremola sull'acqua.
6
Se sei un pensatore
tra la lettera e lo spirito scegli lo spirito:
se lo spirito è genuino, lo sarà anche la lettera.
Se sei un poeta
tra la lettera e lo spirito scegli la lettera:
se la lettera è autentica, lo sarà anche lo spirito.
Se sei un prete
tra la lettera e lo spirito scegli il cuore.
7
Tra due amici scegli quello
che parla meno.
Tra due avversari scegli il più forte:
gli avversari deboli sono più pericolosi
poiché nella lotta ce la mettono tutta.
8
per Sarajevo, 1992-95
Tra la gente a cui presti aiuto
non fare distinzione.
Se devi proprio scegliere
scegli coloro che dopo
averli aiutati non ti detesteranno.
Se si trovano in estremo bisogno
sappi che sei proprio tu il prescelto.
Prescelto apposta
per non scegliere:
aiuta anche quelli che ti odiano.
Porgere aiuto
vuol dire avere una terribile forza.
Accettare l'aiuto significa impotenza.
Dipendenza. E avversione.
Tu che accetti l'aiuto
non devi ignorare queste cose,
devi anzi tollerare
anche se ti fanno soffrire.
Tu che dai l'aiuto
devi sapere questo
e devi permetterlo,
anche se ti fa soffrire...
Di continuo tornerai da chi
ha bisogno di te,
come nella tua più profonda ferita aperta
dove nudo pulsa il suo cuore e il tuo...
Di lui sei responsabile in eterno.
Amen.
9
La spada è la realtà del mondo.
Ma più potente è il tempo vivo.
10
La spada uccide il cuore.
Solo la parola tocca il cuore.
11
Tra due parole
scegli la più silenziosa.
Tra la parola e il silenzio
scegli l'ascolto.
Tra due libri
scegli quello più polveroso.
Tra la terra e il cielo
scegli l'uccello.
Tra due animali
scegli quello che ha più bisogno di te.
Tra due bambini
scegli tutti e due.
Tra un male minore o maggiore
non sceglierne nessuno.
Tra la disperazione e la speranza
scegli la speranza:
la porterai con più fatica.
decisioni di Boris Novak
is there anybody out there?
11 ott 2008
Io amo questa donna
10 ott 2008
William...
9 ott 2008
6 ott 2008
Curiosità uccise il gatto
voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormirevoglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire voglio dormire ridammi il sonno.










