20 mar 2009

Una signora

Nuova Apertura

Quante cose da raccontare, cari i miei...
Eccola qua, la nostra che studiava per diventare signora dell'html!
Belle e orribili cose sotto il cielo, tutto insieme...
noi che non brilliamo per ordine ci siamo abituati!

7 feb 2009

io e me


















infedeli si nasce
non si diventa...

26 gen 2009

come d'incanto


in ritardo rientro in classifica tra i visionari di film (ormai) d'epoca...


Il film della serata (di ieri) è 
COME D'INCANTO

niente di che , è solo che sono romantica 
e che ci credo che se prendi una favola e la metti nella realtà
la favola vince, sempre.


ecco 
il film è un pò così...
niente di che, è solo che sono romantica 
e che ci credo che un bacio è la cosa più potente
al mondo (nel mio caso anche un abbraccio può comprometterti tutta una vita)

niente di che, è solo che sono davvero molto romantica
e anche trenta secondi di cartone animato firmato Walt Disney 
mi fa tornare bambina e felice (e quando mai non lo sono?)

niente di che, è solo che sono romantica e 
talvolta i film ,anche quelli semplici semplici 
che dire?
come dire?
..ehm...
mi piacciono. 

niente di che.
è solo che sono romantica.


due riferimenti,
niente di che,

titolo originale : enchanted
paese:USA
anno:2007
Durata:110'
Regia: Kevin Lima
Con: Susan Sarandon, Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden
Musica: Alan Menken, Stephen Schwartz

12 gen 2009

B di botulino...


Una parola con la B...

A me viene in mente subito
bacio

Una parola con la B...
brivido
bicchiere
bolero

Una parola con la B...
bambini
blu
mmm....
batti batti le manine...

Una parola con la B...
La B di botulino

scusa, ripeti...
hai detto???
b di botulino!?cosa?
ma che cazz...botulino? cioè la prima parola con la b che ti viene in mente è botulino?
davvero?
ah. vabbè.
grazie della lezione, vedo di non scordarla.







Doveroso Omaggio

Il 17 gennaio del '29 un personaggio orbo e sdentato ma con due avambracci portentosi
apparve con un ruolo minore nella striscia "The Thimble Theater" di Elzie Crisler Segar

Braccio di ferro il marinaio
Ottant'anni di spinaci

Pochi mesi dopo l'esordio, grazie alle pressanti richieste dei lettori
Popey assunse il ruolo di protagonista. Storia di un outsider del fumetto
di LUCA RAFFAELLI


Braccio di ferro il marinaio Ottant'anni di spinaci
PER CERTI tratti quella di Popeye, Braccio di Ferro da noi, assomiglia alla storia di Cenerentola. Perché insegna in modo esemplare come il successo non premi solo i personaggi costruiti e pianificati per ottenerlo. Si può arrivare alla fama anche per caso, o meglio, per selezione naturale, grazie a un fascino irresistibile. Dunque. È il 17 gennaio del 1929. Nella striscia The Thimble Theatre (nata nel 1919) il personaggio Castor Oyl (cioè, sgrammaticamente, "olio di ricino", fratello di Olive) cerca un equipaggio per un lungo viaggio in nave. 

Lo trova (tutto) in un solo marinaio dal naso lunghissimo, sdentato e senza un occhio, mingherlino ma con due avambracci portentosi e tatuati con un'ancora ciascuno, con la pipa quasi sempre in bocca e un linguaggio da semianalfabeta. Nessuno avrebbe mai disegnato così un personaggio destinato a diventare una star. A Castor che gli chiede se fosse un marinaio, lui risponde (nella magnifica traduzione di Luciano Guidobaldi): "Che ti credi che ero un cowboy?". 

Da quel giorno e fino al 25 giugno, Popeye accompagna Castor, Olive e Ham Gravy (il primo fidanzato di Olive) in un'avventura sgangheratamente poetica, scritta e disegnata dall'allora trentacinquenne Elzie Crisler Segar seguendo il corso delle proprie invenzioni (sedici anni prima lo stile di Segar non era affatto piaciuto a Chaplin, che aveva fatto chiudere la striscia, da lui realizzata, su Charlot). 

In quest'avventura Popeye, dopo essersi rivelato scontroso, coraggioso e fortissimo, si ritrova sedici pallottole in corpo. Sedici ferite invisibili (non c'è traccia di sangue) per le quali il marinaio chiede di essere lasciato morire sul ponte della nave. Quattro giorni dopo, come se niente fosse, partecipa alla striscia che festeggia il ritorno dei personaggi a casa. 

Nelle strisce successive del Thimble Theatre di Popeye non si ha più traccia. Segar probabilmente lo avrebbe fatto scomparire come tanti altri suoi personaggi, semplici comparse nel suo teatrino disegnato. Ma ai lettori dei quotidiani di Hearst quel personaggio era entrato nel cuore. Le redazioni ricevettero migliaia di lettere per rivederlo. Forse proprio perché Braccio non aveva nessuna presunzione ("Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono" è il suo motto), forse perché dietro la sua scorza selvaggia nascondeva una sincera, selvaggia saggezza. 

Insomma, ai primi d'agosto riecco Castor sulle banchine del porto alla ricerca di Popeye, da allora protagonista assoluto della striscia. Con lui Segar continua a raccontare storie avventurose e bizzarre in un'America fantastica e senza leggi, dominata dalle paure e dai fantasmi della crisi, che Popeye combatte con un atteggiamento rilassato e disincantato. E qui arriviamo alla seconda parte della storia. 

Nel 1933 Max Fleischer, produttore di cartoni animati, realizza un cortometraggio per verificare la riuscita di Popeye sullo schermo. Lo fa senza la collaborazione di Segar. Già in questo primo film, ovviamente in bianco e nero, c'è tutto quello che avrebbe dato al personaggio la grande popolarità cinematografica: il motivetto "I'm Popeye the sailor man", con le due note suonate con la pipa, la simpatia e la forza di Braccio (che a un certo punto tira su la camicia di marinaio e mostra un corpetto da donna), la corte con Olivia e la lotta con Bluto a suon di spettacolari cazzotti, il gran finale con la scatola di spinaci (e, prima, la partecipazione straordinaria di Betty Boop che si esibisce in un balletto con il marinaio, con i seni coperti da una collana di perle). 

L'avventura lineare alla Mark Twain di Segar diventa con Fleischer un efficace gioco di ripetizioni. Bluto (da noi Bruto), che nei fumetti è solo un personaggio tra i tanti, nei cartoni viene eletto avversario fisso di Popeye. E poi ci sono gli spinaci, mai apparsi nei fumetti di Segar come elemento fondamentale per la sua vittoria finale. Nelle strisce di Segar, Popeye dichiara occasionalmente di aver ottenuto la sua forza micidiale osservando una dieta vegetariana a base di spinaci. E sono in molti a sostenere (e non è un azzardo) che l'autore abbia utilizzato la parola spinach per riferirsi alla marijuana, come si faceva in certo slang dell'epoca. 

Ma ritorniamo alla rivincita di Cenerentola. Nel mondo del cartone animato americano la scuola dei Fleischer, con sede a New York, era di serie B rispetto a quella californiana. Tra Hollywood e Burbank c'erano gli studi della Warner e dell'Mgm, e soprattutto Walt Disney, che non vuol dire solo Mickey Mouse. Disney dall'inizio degli anni Trenta porta avanti i suoi studi sull'animazione realistica, fondamentali per realizzare nel 1937 il primo lungometraggio animato, Biancaneve e i sette nani. 

Roy Disney, fratello di Walt, spesso attende all'uscita dello studio Fleischer gli animatori, per offrir loro sull'altra costa un impiego al doppio di quanto prendono a Broadway. Poi l'ottimismo creativo del topo disneyano impazza in quegli anni di crisi e vanno a ruba tutti gli oggetti con le sue orecchie sopra. Eppure, Popeye la Cenerentola nel 1935 viene dichiarato il personaggio più simpatico in un sondaggio tra i bambini americani. Più di Topolino. E, poco tempo dopo, lo stesso dicono anche i gestori dei cinema, e sembra quasi un'eresia. Incredibile. 

La popolarità e la fortuna di Popeye durano ancora oggi, nonostante la morte di Segar a soli quarantaquattro anni, nonostante una gestione del personaggio assai meno attenta di quella di Topolino, nonostante il fallimento di Fleischer quando cercò di copiare lo stile Disney, nonostante l'incapacità dei tanti autori che ne hanno ripreso i fumetti (anche certi bravi italiani) di avvicinarsi all'originaria poesia di Segar. 

E anche nonostante quello che è forse il più brutto film di Robert Altman, realizzato nel 1980 cercando con Robin Williams di dare vita a un personaggio a metà tra fumetto e cartone. Ora, a ottant'anni dall'esordio del personaggio e a settanta dalla morte del suo autore (settantuno, per la precisione), Popeye in Europa è un personaggio libero dai diritti. A chiunque voglia approfittarne serva da monito quanto disse il suo autore: "Popeye per me è una persona molto seria. Il divertimento di Popeye sta proprio nel vedere una persona seria che fa qualcosa di buffo". 

5 gen 2009

picking up the pieces

Il problema è 

credere in dio
o nell'uomo.

Io da sempre preferisco l'uomo,
e la donna ovviamente.

Una moglie un pò puttana 
potrebbe essere una santa.

Una puttana 
potrebbe diventare una santa moglie.

e in mezzo uomini che corrono da un lato all'altro del texas 
e fanno ridere, sorridere, tenerezza e un pò di malinconia.

e poi c'è woody più in forma che mai e la cucinotta che si doppia da sola,
poveretta...non è malissimo...e poi provateci voi 
a doppiarvi con la vostra vocetta 
mentre affianco c'avete i doppiatori veri, quelli con le voci perfette
le intonazioni perfette e gli attori ammeriCani! (perchè 
qualcuno cane ce l'hanno anche loro!)

a me il film non solo è piaciuto ma mi ha divertito da morire

resta solo un problema grande:
come recuperare la colonna sonora
di tale
RUY FOLGUERA

se ne avete notizie 
fate un fischio!

io sono in pieno recupero dei pezzi
della mia vita 
del mio amore
del mio teatro
del mio tempo

intanto però buon anno nuovo a tutti e che 
sia all'altezza dei nostri sogni! 
( o in alternativa che abbia un buon avvocato, sta volta cito per danni io!)

di seguito un pò di info sul piccolo capolavoro

Ho solo fatto a pezzi mia moglie

Titolo originale: Picking up the Pieces
Nazione: Usa
Anno: 2000
Genere: Commedia
Durata: 93'
Regia: Alfonso Arau


Cast: Woody AllenDavid SchwimmerMaria Grazia Cucinotta, Kiefer Sutherland, Fran Drescher, Sharon Stone, Lou Diamond Phillips, Cheech Marin.



27 dic 2008

AMEN





«Presuntuoso e mai originale»

Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo».

Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato - «fino alla fine, incredulo» - dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore.

La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà.

Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».


Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole? «Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è "anche" un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».


Come definire la sua musica? «Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non è Zucchero e Zucchero non è Beethoven. Ma Zucchero ha una personalità molto più riconoscibile di quella di Allevi».


C’è più dolore che rabbia nelle sue parole. «Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Tutto torna: è anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo. Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio, hanno armi spuntate per fronteggiarlo».


Che opinione ha di Allevi come esecutore? «In altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio». Lui si ritiene un erede e un profondo innovatore della tradizione classica. «Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova. Questo è un equivoco intollerabile. E perfino nel suo campo, ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai più rilevanti di lui».


Però è un fenomeno mediatico e commerciale assai rilevante. «Si tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti».


Allevi è giovane. Non vuole offrirgli qualche consiglio? «Rifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non è neppure il vero responsabile di quello che dice».



C’è un aspetto quasi messianico in alcune sue affermazioni, in questa autoinvestitura riguardo al proprio ruolo per il futuro della musica. «Lui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!».


Ma come interpretare questo suo oscuro annuncio: «La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l'Islam sta avendo sulla civiltà occidentale?»

«Evidentemente pensa che vinceranno Allevi e l’Islam. Vi prego, nessuno beva queste sciocchezze».

26 dic 2008

Fottere con un chip...orgasmico!

Altro che "Sex and the City": secondo i ricercatori della Oxford University la prossima rivoluzione sessuale sarà quella del "sex and the chip", ovvero del chip da impiantare nel cervello per stimolare l'orgasmo.
La scoperta nasce dopo anni di studio in materia di "deep brain stimulation", tecnica finora utilizzata per curare, ad esempio, i disturbi dell'apparato uditivo e visivo. Perché dunque non approfittarne per lenire anche quelli sessuali?
Questa domanda se la pose per primo, una decina di anni fa, il dottor Stuart Meloy, neurologo dell'università del North Carolina, che sperimentò con successo su una donna uno stimolatore cerebrale del piacere. Purtroppo però la paziente decise di farsi rimuovere l'apparecchio perché non riusciva ad adeguarsi ai nuovi impulsi.
La ricerca degli scienziati inglesi si è oggi concentrata sulla corteccia orbifrontale, situata dietro agli occhi e legata alle sensazioni di benessere provocate da cibo e sesso. Il professor Morten Kringelbach, membro anziano del reparto di psichiatria dell'università di Oxford, ha rivelato che questa parte del cervello potrebbe essere una nuova chiave di stimolo per aiutare chi soffre di anedonia, che è l'incapacità di provare sensazioni piacevoli. I risultati dell'indagine sono stati segnalati sulla rivista "Nature Rewiews Neuroscience".
"La stimolazione corticale con microchip non è una novità", spiega il neurologo Carlo Sebastiano Tadeo, dell'istituto clinico Santa Rita di Milano. "Ma finora la sua applicazione si è rivolta per lo più alla cura di malattie come il Parkinson.
Credo comunque che una scoperta del genere potrebbe essere perfettamente efficace: il nostro cervello è composto da centraline che pilotano le cosiddette "vie ultime finali", vale a dire quei processi biochimici che determinano le sensazioni. Dietro al dolore e al piacere c'è anche una componente psicologica, ma la stimolazione di zone della corteccia circoscritte e mirate porta sempre a risultati significativi".
Secondo alcuni esperti, però, questa scoperta potrebbe avere dei risvolti negativi sulla vita di coppia. "La sessualità è comunque relazione", spiega la psicologa Elisa Mondonico. "Dubito che tutto si possa risolvere con la stimolazione neuronale. In casi gravi e invalidanti, tuttavia, un aiuto esterno potrebbe essere di conforto".
Il professor Giorgio Rifelli, docente di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale presso l'università di Bologna, crede invece che un apparecchio del genere potrebbe scatenare meccanismi di competitività e frustrazione nel partner: "Si tratta di un qualcosa di non molto diverso da un vibratore, a pensarci bene. La vita sessuale, all'interno di una relazione, potrebbe risultare seriamente danneggiata dall'utilizzo di uno stimolatore esterno, non naturale.
Enfatizzare l'orgasmo come momento unico del rapporto sessuale è sbagliato e l'utilizzo di un chip finirebbe con annullare quel gioco di desideri che è l'essenza più viva di ogni relazione". L'applicazione del microchip, che verrebbe impiantato direttamente nel cervello, richiederebbe inoltre, dal punto di vista chirurgico, una serie di operazioni complesse.
"Quando la tecnologia verrà migliorata potremo controllare più zone cerebrali. Il chip dovrà essere sottile e potrà essere acceso o spento a seconda delle necessità - ha detto il neurochirurgo Tipu Aziz, anche lui coinvolto nello studio - Tra dieci anni le applicazioni saranno stupefacenti: oggi non conosciamo neanche la metà di tutte le potenzialità di questa scoperta".
In Italia, secondo una ricerca della Società Italiana di Medicina Generale, l'anorgasmia colpisce circa il 30,1% delle donne. Stando a uno studio del Primary Care Sciences Research Centre della Keele University, in Gran Bretagna, questo disturbo spesso ha origini genetiche, salvo casi di incapacità dovuta a traumi o a condizioni psicologiche soggettive. "Sono poche però le donne che avvertono l'anorgasmia come un vero problema", conclude Rifelli.
"La nostra università fornisce ad esempio un servizio clinico di sessuologia, ma la domanda di aiuto è modesta. Eppure i dati che abbiamo ci dicono che è un disturbo diffuso. Questo, a mio avviso, dipende dal fatto che le priorità della donna di oggi sono principalmente la carriera e la maternità. Femminilità e vita sessuale soddisfacente vengono considerati aspetti secondari, se necessario anche da sacrificare".


Ho passato circa 15 minuti (che sono tantissimi) a pensare per cosa avrei creato un chip
se avessi saputo farlo...non ho trovato un solo difetto che mi piacerebbe risolvere così,
e mi sono spiegata perchè DI FATTO non costruisco chip!

6 dic 2008

Capitano, mio Capitano


LO SAPEVATE CHE..... Che è impossibile mordersi il gomito. Che la Coca Cola era originariamente verde. Che è possibile fare salire le scale ad una vacca ma non fargliele scendere. Che il verso di un'anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa perchè. Che un coccodrillo non può tirare fuori la lingua. Che i porci non possono fisicamente guardare il cielo. Che se tentate di trattenere uno starnuto, potrete causarvi la rottura di una vena nel cervello o nella nuca, e potreste morire. Che l'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi. Che ogni re delle carte rappresenta un grande re della storia: Picche: Re David. Fiori: Alessandro Magno. Cuori: Carlomagno. Quadri: GiulioCesare. Che moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321. Che in una statua equestre: se il cavallo ha due zampe per aria, la persona sul suo dorso è morta in combattimento, se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzate,la persona è morta in seguito ad una ferita inferta in combattimento, se il cavallo ha le quattro zampe per terra, la persona è morta per cause naturali. Che il nome Jeep viene dall'abbreviazione usata nell'esercito americano auto per le 'General Purpose' cioè G.P. pronunciato in inglese. Che è impossibile starnutire con gli occhi aperti. Che i destri vivono in media nove anni più dei mancini. Che lo scarafaggio può vivere nove giorni senza la sua testa, prima di morire ... di fame. Che gli elefanti sono gli unici animali del creato che non possono saltare (per fortuna). Che una persona normale ride circa 15 volte al giorno. Che la parola cimitero proviene dal greco koimetirion che significa: dormitorio. Che nell'antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza il consenso del Re (a meno che non si trattasse di un membro della famiglia reale). Quando la gente voleva un figlio doveva chiedere il permesso al Re, il quale consegnava una > targhetta che dovevano appendere fuori dalla porta mentre avevano rapporti. La targhetta diceva Fornication Under Consent of the King (F. U.C.K.). Questa è l'origine della parola. Che durante la guerra di secessione,quando tornavano le truppe ai loro quartieri senza avere nessun caduto, scrivevano su una grande lavagna 0 Killed (zero morti). Da qui proviene l'espressione O.K. per dire tutto bene. Che quando i conquistatori inglesi arrivarono in Australia, si spaventarono nel vedere degli strani animali che facevano salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo (gli indigeni australiani erano estremamente pacifici) e cercarono di fare domande con i gesti. Sentendo che l'indigeno diceva sempre Kan Ghu Ru adottarono il vocabolo inglese kangaroo(canguro). I linguisti determinarono dopo ricerche che il significato di quello che gli indigeni volevano dire era 'Non vi capisco.' Che l'80% delle persone che leggono questo testo hanno cercato di mordersi il gomito!!!!! CONSIGLIO: Quando il tuo lavoro ti rompe, e sei sull'orlo della depressione,e niente va come vorresti, fai così: uscendo dall'ufficio, fermati in una farmacia compra un termometro rettale johnson and johnson' (solo questa marca). Aprilo e leggi le istruzioni. Troverai questa frase da qualche parte: ogni termometro rettale 'johnson and johnson' è stato personalmente provato nella nostra fabbrica Ora chiudi gli occhi e ripeti ad alta voce per 5 volte: 'sono felice di non lavorare nel reparto controllo di qualità da Johnson and Johnson' !!!! E ORA RIDI!!!

30 nov 2008

La mamma è Lui con la Parrucca!

Quando il libro mi è arrivato in mano, più che a Psycho che ne dà il titolo - "La mamma è lui con la parrucca" - mi è subito venuto in mente "I soliti sospetti", cioè il bellissimo thriller che trova la sua compiutezza solo nel finale.
Anzi, con il finale.
Rovinato il quale il film di Brian Singer perde quasi tutto il suo gusto.
E ovviamente c'è.
Anzi, lo spoiler (il rivelare parti o totalità della trama, dall'inglese "to spoiler" che vuol dire "rovinare") della pellicola del '95 è il primo della prima sezione, ossia "L'assassino è il maggiordomo", del libro tratto dal blog Spoilerin'.
Un libro di frasi brucianti che rovinano i finali di alcuni dei film più popolari.
Un libro di quelli "da ridere", non certo un saggio, il tipico libro che uno direbbe "di quelli da regalare a Natale", se non fosse che è uscito non a caso proprio sotto Natale.
E dunque non è il caso di dirlo.
Oltre al divertimento di alcuni finali rivelati - ne sono raccolti circa 500 di quelli postati online - la pubblicazione ha la particolarità di nascere sul Web, come blog appunto, e poi di essere sfociata sulla carta stampata, per Rizzoli, proprio a seguito dell'incredibile successo ottenuto online.
Successo che si spiega con poche righe prese dall'introduzione: "Immaginatevi la scena: uscite dal cinema e incrociate quelli che stanno entrando per la proiezione successiva.
Per due secondi avete il potere assoluto di rovinare loro il piacere - e di violare il sacrosanto diritto - di godersi ogni secondo del film.
Se in sala danno per esempio Il sesto senso, potete dire: Bruce Willis è morto e non lo sa. Naturalmente il film rimane sempre un thriller soprannaturale di ottima fattura che vale ogni centesimo del prezzo del biglietto.
Ma quell'ineffabile ondata di stupore alla scena finale? Distrutta, negata per sempre".

Finali di film rivelati con frasi brucianti. Qual è la vostra preferita?
Il terzo uomo (1949)È Orson Welles
American Beauty (1999)Il vicino ex marine ha dubbi sulla sessualità di Kevin Spacey. Li risolve uccidendolo
Fuga da Alcatraz (1979)Evade
Attrazione fatale (1987)Glenn Close è dura da uccidere, ma ce la si fa
Gesù di Nazareth (1977)Colpo di scena: risorge
Kramer contro Kramer (1979)Vince Kramer. Poi ci ripensa e dà la vittoria all’altro Kramer. A tavolino
Ratatouille (2007)In Francia non esistono norme HACCP: il sorcio apre un ristorante
Philadelphia (1993)Non guarisce
La storia infinita (1984)Finisce dopo circa un’ora e mezza
Il settimo sigillo (1957)La Morte è forte a giocare a scacchi
Il cacciatore (1978)Alla roulette russa De Niro ha culo, Christopher Walken no
Il caimano (2006)Berlusconi viene condannato. Segno inequivocabile che si tratta di un’opera di fantasia
The Doors (1991)Jim Morrison muore
Il sorpasso (1962)Non gli riesce
Gioventù bruciata (1955)James Dean vince la corsa clandestina e sopravvive. Nel film. Nella vita…
Nuovo cinema Paradiso (1988)Chiude
Titanic (1997)Affonda
Romanzo criminale (2005)Muoiono tutti, tranne Accorsi. Peccato
Ultimo tango a Parigi (1972)La tipa spara a Marlon Brando. Il prezzo di mercato del burro esplode incontrollato a causa dell’incremento della richiesta
Hulk (2002)Si ritira nella foresta. Così alle brutte si mimetizza

28 nov 2008

Aperti per Lavori in Corso


La Prima Donna, la Regina delle Ghiandole, La Signora delle Notti Insonni,


Sua Maestà Ipofisi


DECRETA

CHE


Nessuno potrà mai più gestire il Tempo, tranne l'Amore




il tempo passato a fare l'amore sarà maggiore di quello passato a

rifarsi il trucco per coprirne i segni




Non esiste alcun dio al di fuori di Lei




Il rosso sangue per laccarsi le unghie

lo si ottiene solo facendolo sgorgare fuori a fiotti dal

cuore dei vigliacchi




In foto esce da dio anzi da Dea

e del resto non sarebbe una Prima Donna

altrimenti




Morto un amico se ne fa un altro





I soldi non sono un problema,

sono una scusa.




A parlare col cuore agli analfabeti del cuore si rimediano

solo delusioni-

Loro non capiscono, non amano, non ascoltano.

invidiano e distruggono,

giudicano e sbagliano.

sempre.




Il ticchiettìo che senti ogni sera non è

la mia tastiera

ma il tempo che stai facendo scorrere

nell' ignoranza





se ti capita di pensare che sei l'unico che lavora onestamente, sbagli

se ti capita di pensare che sei l'unico furbo, sbagli

se ti capita di pensare che sei l'unico giusto, sbagli

e sai perchè?

facciamo così...

se un giorno ti capita di pensare chiamami
se ho tempo te lo spiego.

è importante.




Se la tua donna non ti si concede

e intanto dipinge cavalli

secondo te

vuol dire qualcosa?



Poveri sono tutti quelli che non si scrollano di dosso

gli sbagli

le ignoranze

i limiti

la polvere

la noia

la paura
le certezze
le pretese

le paranoie

gli psichiatri




Non è il tempo che ci dona valore

ma il valore che ci regala tempo



non parlare

fare sempre



non chiedere mai

ascolta, fidati del tuo stomaco e se proprio non ce la fai

chiedi di ripetere ancora una volta

poi però agisci

prima che sia tardi




La Regina Delle Ghiandole

augura la buona notte

e per chi ha ancora qualche dubbio

una piccola postilla


"NON SONO IO CHE NON PARLO CHIARO

SIETE VOI CHE NON CAPITE UN CAZZO"












19 nov 2008

M. Report

Ovvero la verità:


da definire.

18 nov 2008

18 ottobre - I Capitolo Barbablu

Luciano mi conosce già bene.

Non gli ho parlato molto in fondo, non di me almeno.

O forse gli ho parlato solo di questo con gli occhi e lui mi ha già capita, mi ha già intuita, mi ha compresa.

- Ne sei sicura? -

- Provvedo subito –

Non ho più sonno da settimane. Non ho più fame. La testa – che mai come ora dovrebbe essere lasciata libera – mi fa male.

“Ho corso ogni rischio per te” penso con sconforto, Luciano questo lo avverte.

Mi guarda bene.

Quei baffi golosi mi viene voglia di toccarglieli, hanno qualcosa di spumoso, di morbido.

Mi imbarazzo di me stessa e dei miei pensieri, che non sono più ordinati né prevedibili.

Una volta ricordo che ho fissato il naso di un attore per ore, stavamo provando una scena e lui aveva un enorme punto nero piantato lì in mezzo alla faccia, affacciato al balcone del suo senso più indiscreto: l’olfatto.

Ecco io riuscivo a vedere solo quello.

Lo desideravo ardentemente, per la precisione, desideravo toglierlo via.

Immaginavo la scena di me che davanti alle sue belle battute dette bene gli dicevo “scusa!” – mani in aria come a chiedere una pausa – “posso?” – mani pericolosamente in faccia e zac! Via il meraviglioso punto nero ,ci sarebbe rimasto solo un buco su quel naso sfacciatamente impuro,  roseo, appena un po’ infetto e spaurito dall’attacco della mia sapiente manina di abile torturatrice di schiene e spalle.

Ecco io desideravo toccare i baffi di Luciano, come desideravo spremere via quel punto nero.

Mi sentivo una bambina davanti a Babbo Natale, toccarlo sarebbe stato proprio perfetto.

Goloso, Luciano è goloso.

Ma Luciano è anche abruzzese, come me, diffidente per natura, continua a non abbassare la guardia.

Io so che in fondo è curioso, vuole capire tutto per bene, sarebbe pronto a pagare per ascoltarmi e infatti siamo qui per questo.

Ha paura di disturbarmi e non può smettere di osservarmi.

- Allora lo facciamo? –

si

- Bene! -

Che fai Luciano sei felice? Cos’è?! hai capito già e fai il tifo?

Sembri proprio felice…guàrdati!  baldanzoso, trionfante, pronto a servirmi in tutto.

Si toglie la giacca.

Scatta in piedi.

Mi dà le spalle.

- Come mai vuoi che io lo…? -

questioni personali

- Ma lo hai perso? -

si

Luciano ma non eri abruzzese, diffidente e avevi paura di chiedermi troppo?

- mhmhm,e così resti qui… -

si

- …per sempre? –

Colpo basso Luciano, questo non me lo aspettavo da te. Sta a vedere che adesso mi metto a piangere qui e tu mi consoli.

- intendo, sai che puoi prenotarne un altro adesso e così recuperi tutta la somma? -

silenzio

Luciano mi guarda dritto negli occhi. E’ abruzzese come me, ha paura di disturbare ma non può essere indifferente, non ce l’ abbiamo nel sangue.

Silenzio

Luciano sa aspettare.

No,mi prendo metà della somma. Resto qui.

- Mmhmhm…Ecco la tua ricevuta per il rimborso e la fotocopia del biglietto che mi hai chiesto.

Silenzio

….E c’è anche il mio autografo!!! -

Grazie

Adesso sono io che do le spalle a lui. Sto andando via. Ciao Luciano torno a casa e scusami se ti ho detto una bugia.

Io quel treno l’ho preso in realtà, sono scesa a metà strada ed ho corso piangendo fino a tornare qui appena in tempo per farti scrivere ANNULLATO  su un sogno che sembrava realizzabile oggi per i motivi sbagliati.

Carrozza 8 Posto 111. Il 18 10 2008. Ora di partenza 14.35 ora di arrivo …prima, molto prima di aver sentito l’odore di una nuova città di cui dovevo essere regina. Sedia vuota per sempre.

E Luciano sai una cosa?…conservo il tuo autografo su quel ANNULLATO…

E’ tuo il primo nome di questa nuova vita.

Sarà stato per questo che sono tornata indietro un istante dopo, mi sono avvicinata e ti ho detto sorridente “scusi posso chiederle il nome di battesimo?”.

Non te l’aspettavi eh!? Vecchia volpe golosa, sono abruzzese anche io come te, ho paura di disturbare ma oggi proprio non posso essere indifferente a nulla, ce l’ho nel sangue.

Mi guardi come se ti avessi detto “ti amo”. Avevo preparato così tanto questa partenza che forse il suono della mia voce intona ancora quel canto impossibile, anche in una domanda così semplice e disinteressata.

Sorridi. Perché ci siamo riconosciuti.

E rispondi.

- Il mio nome è ………………..


 p.s. sai una cosa Luciano? se un giorno realizzo il mio
 sogno per i motivi
 giusti prima passo a salutarti...

(POST PROGRAMMATO LO STESSO GIORNO STESSA ORA DI UN MESE FA)

In culo al mondo!

che sono viva da morire

amo da morire

e alzo il volume!

17 nov 2008

God


ehi dio,
ti è scivolato un Angelo fuori dalla tasca

è un vero peccato

era il tuo Angelo più bello.











11 nov 2008

Quanti anni...

A cercare d'essere altro da sè.

in ordine di apparizione...